mercoledì 14 ottobre 2020 – ore 21
Conservatorio Giuseppe Verdi, piazza Bodoni – Torino
i concerti gialli

 Trio Debussy

Piergiorgio Rosso / violino
Francesca Gosio / violoncello
Antonio Valentino / pianoforte

 Gabriel Fauré (1845-1924)
Trio in re minore op. 120

 Franz Schubert (1797-1828)
Trio in mi bemolle maggiore op. 100 D. 929

 

«La festa è soltanto rimandata!» Questa era stata la promessa, a maggio del 2019, quando il concerto per i trent’anni di carriera del Trio Debussy saltò per improvvisa indisposizione della violoncellista. Ed ecco perché mercoledì 14 ottobre 2020 l’inaugurazione della nuova stagione dell’Unione Musicale sarà una vera e propria festa: sul palcoscenico del Conservatorio, alle ore 21, ritroveremo il Trio Debussy a consacrare quel legame profondo, fatto di stima e affetto, che da sempre lo unisce all’associazione torinese.

Negli oltre trent’anni di carriera il Trio Debussy è stato il cuore pulsante di tanti concerti e iniziative targate Unione Musicale: dal quinquennio come giovane gruppo in residence, alla realizzazione del progetto Atelier Giovani, che ha coinvolto la migliore gioventù musicale nelle integrali da camera di Brahms, Mozart e Schubert, agli appuntamenti di Atelier Parigi, dedicati alla musica francese tra Otto e Novecento, fino ai recenti progetti più innovativi e anticonvenzionali, come Short Track, che i tre musicisti hanno abbracciato con l’entusiasmo e la professionalità che da sempre li contraddistingue.

«Se qualcosa è cambiato – affermano i musicisti del Trio Debussy – forse è la voglia di non dimostrare più alcunché: trent’anni di attività sul repertorio ci rendono sereni sulle scelte interpretative, anche perché siamo consapevoli che nei prossimi trenta continueremo a interrogarci ancora, senza sosta, cercando altri possibili percorsi» (leggi qui l’intervista completa al Trio Debussy).

Partito da Torino, il lungo percorso artistico e umano del Trio è costellato di tappe importanti, come la vittoria al Concorso Internazionale Trio di Trieste (1997) e i debutti alla Grosser Saal del Musikverein di Vienna (con il Triplo concerto di Beethoven) e a Roma, diretto da Jeffrey Tate con l’Orchestra di Santa Cecilia. Elogiato dalla critica per l’«indubbia proprietà stilistica e tecnica» e per la capacità di «muoversi tra vari autori con una proprietà stilistica assoluta», il Trio Debussy ha arricchito il proprio repertorio con oltre 190 opere, di cui 50 prime assolute, e ha saputo aprirsi anche a esperienze lontane dalla classica, attraverso le collaborazioni con i Manomanouche e con Paolo Conte.

Il programma del concerto (circa 75 minuti senza intervallo) si apre con il Trio in re minore op. 120 di Fauré, composto tra il 1922 e il 1923, quando il compositore era ormai settantasettenne e pieno di acciacchi. La partitura venne eseguita per la prima volta in forma privata, per opera di giovani interpreti appena usciti dal Conservatorio, cui seguì di lì a poco l’esecuzione da parte del celebre trio di Alfred Cortot, Jacques Thibaud e Pablo Casals. Considerato, insieme con quello di Ravel, il brano che riassume tutta la musica francese dell’epoca, in questo Trio si possono cogliere alcuni frutti tra i più saporiti di Fauré, che riesce a esprimere in modo efficace quell’intimismo melodico, tra il nobile e il malinconico, caratterizzante l’anima e lo spirito del compositore.

Il secondo brano in programma è il Trio in mi bemolle maggiore op. 100 di Schubert. Scritto nel 1827, anno che precede la morte del compositore, il Trio venne pubblicato postumo nonostante sia tra le poche opere che Schubert riuscì a vendere a un editore. Non è un caso che questa composizione abbia attirato l’interesse di un editore; è infatti un lavoro brillante che ha al suo interno alcuni temi memorabili, in primo luogo quello celeberrimo dell’Andante, pare tratto da una melodia popolare svedese. Opera dall’ampio respiro e dalle sonorità quasi sinfoniche, nonostante il suo carattere sereno e lontano dalle introversioni schubertiane dell’ultimo periodo, questa pagina è tutt’altro che facile dal punto di vista strumentale: particolarmente ardui sono i numerosi passaggi acuti del violoncello e la parte del pianoforte, in cui il canto è spesso realizzato con ottave.

Il nuovo cartellone dell’Unione Musicale prevede, nel periodo da ottobre a dicembre, 68 appuntamenti al Conservatorio e al Teatro Vittoria: 145 musicisti, tra solisti ed ensemble, esploreranno repertori diversi, dagli autori più classici alle rarità. Una proposta che si mantiene fedele alle passate stagioni pur dispiegandosi, per il momento, come un “progetto” in evoluzione.

I nuovi abbonamenti e i biglietti dei concerti (tutti con posti non numerati) sono in vendita presso la sede dell’Unione Musicale (martedì e venerdì dalle 10.30 alle 14.30, mercoledì dalle 13 alle 17). Agevolazioni sono previste per chi si abbona per la prima volta tra i 31 e i 50 anni (10 concerti a 70 euro) e per gli under 30 (10 concerti a 40 euro). I biglietti, in vendita anche online su www.unionemusicale.it, variano da 5 a 20 euro.

 

BIGLIETTERIA E INFORMAZIONI

ingresso non numerato, euro 20
ridotto giovani (under 21), euro 10

in vendita preferibilmente online  oppure presso la biglietteria dell’Unione Musicale il giorno del concerto presso il Conservatorio dalle ore 20.15.

 Unione Musicale, piazza Castello 29 – 101023 Torino – tel. 011 566 98 11 – info@unionemusicale.it
orario: martedì e venerdì 10.30-14.30 – mercoledì 13-17

 

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