mercoledì 8 maggio 2019 – ore 21
Conservatorio Giuseppe Verdi, piazza Bodoni – Torino
serie dispari

Trio Debussy

Piergiorgio Rosso violino
Francesca Gosio violoncello
Antonio Valentino pianoforte

Joseph Haydn(1732-1809)
Trio in do maggiore Hob. XV n. 27

Gabriel Fauré (1845-1924)
Trio in re minore op. 120

Franz Schubert (1797-1828)
Trio in mi bemolle maggiore op. 100 D. 929

L’UNIONE MUSICALE FESTEGGIA I TRENT’ANNI DEL TRIO DEBUSSY

«La musica da camera è il punto più alto di democrazia musicale e quando si suona insieme si è davvero tutti e uno nello stesso istante». Ad affermarlo sono i musicisti del Trio Debussy che, con i suoi trent’anni di attività, si qualifica come il più longevo trio italiano e uno dei rari trii “a tempo pieno” nel panorama della musica da camera.

Antonio Valentino, Piergiorgio Rosso e Francesca Gosio tornano a esibirsi nel cartellone dell’Unione Musicale mercoledì 8 maggio 2019 presso il Conservatorio di Torino alle ore 21 (serie Dispari di abbonamento), per festeggiare il loro trentennio su quel palco che li ha visti nascere, nel 1989, per poi crescere e spiccare il volo alla scuola del Trio di Trieste e dell’Altenberg Trio Wien.
Elogiati dalla critica per l’«indubbia proprietà stilistica e tecnica» e per la capacità di «muoversi tra vari autori con una proprietà stilistica assoluta», nel 1997 vincono il primo premio al Concorso Internazionale Trio di Trieste e consolidano una carriera concertistica che li porterà a esibirsi per le più importanti società concertistiche, con debutti importanti come quelli alla Grosser Saal del Musikverein di Vienna (con il Triplo concerto di Beethoven) e a Roma, diretti da Jeffrey Tate con l’Orchestra di Santa Cecilia. Nel corso degli anni il Trio Debussy ha arricchito il suo repertorio con oltre 190 opere di cui 50 prime assolute e, sempre aperto al “nuovo”, è stato protagonista di decine di progetti “non convenzionali”, dalle sonorità popolari dei Manomanouche, alla collaborazione con il bandoneónista Massimo Pitzianti, alla musica di Paolo Conte che ha scritto per il Trio diverse opere.

Il concerto dei trent’anni è l’occasione per rafforzare ancora una volta il legame profondo, fatto di stima e di grande affetto, che unisce il Trio Debussy e l’Unione Musicale: gruppo in residence per cinque anni, dal 2010 il Trio ha collaborato alla realizzazione del progetto Atelier Giovani al Teatro Vittoria, affiancando la migliore gioventù musicale nell’esecuzione delle integrali da camera di Brahms, Mozart e Schubert; è stato inoltre protagonista della serie Atelier Parigi, dedicata alla musica francese tra Otto e Novecento e, più recentemente, ha aderito ai progetti più innovativi dell’Unione Musicale, come Short Track, per condividere l’entusiasmo per la musica anche con un pubblico nuovo e poco avvezzo alle sale da concerto.

Il programma proposto al fedele pubblico dell’Unione Musicale si apre con il Trio in do maggiore n. 27 di Haydn, composto dopo la sua ultima permanenza a Londra e pubblicato nel 1797. Il brano fu concepito, come i Trii n. 28 e n. 29 e le ultime tre Sonate per pianoforte, per Theresa Jansen, moglie di un importante editore musicale e allieva di Clementi. Questi Trii «sono i più difficili che Haydn abbia mai composto, e sono anche fra i più notevoli sotto gli aspetti musicale e intellettuale. Theresa Jansen doveva essere una pianista fuori dall’ordinario perché il Trio n. 27, in particolare, mette a dura prova la tecnica del pianista».
A seguire il Trio in re minore op. 120 di Fauré, composto tra il 1922 e il 1923, quando il compositore, ormai settantasettenne e pieno di acciacchi, viveva spesso ospite di amici. La partitura venne eseguita per la prima volta in forma privata, per opera di giovani interpreti appena usciti dal Conservatorio, cui seguì di lì a poco l’esecuzione da parte del celebre trio di Alfred Cortot, Jacques Thibaud e Pablo Casals. Considerato, insieme con quello di Ravel, il brano che riassume tutta la musica francese dell’epoca, il Trio fu inizialmente pensato per clarinetto o violino, violoncello e pianoforte ma il clarinetto scomparve poi completamente dalle edizioni a stampa.
Chiude il programma il Trio in mi bemolle maggiore op. 100 di Schubert, scritto nel 1827, anno che precede la morte del compositore e tra le poche opere che Schubert riuscì a vendere a un editore ma che venne comunque pubblicato postumo. Non è un caso che questa composizione abbia attirato l’interesse di un editore; è infatti un lavoro brillante che ha al suo interno alcuni temi memorabili, in primo luogo quello celeberrimo dell’Andante, pare tratto da una melodia popolare svedese. Opera dall’ampio respiro e dalle sonorità quasi sinfoniche, nonostante il suo carattere sereno e lontano dalle introversioni schubertiane dell’ultimo periodo, questa pagina è tutt’altro che facile dal punto di vista strumentale: particolarmente ardui sono i numerosi passaggi acuti del violoncello e la parte del pianoforte, in cui il canto è spesso realizzato con ottave.

«Se qualcosa è cambiato – affermano ancora i musicisti del Trio Debussy – forse è la voglia di non dimostrare più alcunché: trent’anni di attività sul repertorio ci rendono sereni sulle scelte interpretative, anche perché siamo consapevoli che nei prossimi trenta continueremo a interrogarci ancora, senza sosta, cercando altri possibili percorsi».

Leggi qui l’intervista completa al Trio Debussy.

 

poltrone numerate, euro 35
in vendita online e presso la biglietteria di Unione Musicale

ingressi, euro 20 e riduzioni per i giovani fino a 21 anni
in vendita il giorno del concerto presso il Conservatorio dalle ore 20.30

BIGLIETTERIA
Unione Musicale, piazza Castello 29 – 101023 Torino
tel. 011 566 98 11 – info@unionemusicale.it

 NUOVO ORARIO: martedì e mercoledì 13-17 | venerdì 10.30-14.3

 

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