mercoledì 5 maggio 2021 – ore 20
Conservatorio Giuseppe Verdi, piazza Bodoni – Torino

Trio di Parma

Ivan Rabaglia / violino
Enrico Bronzi / violoncello
Alberto Miodini / pianoforte

I TRII DI BEETHOVEN E KAGEL
(terzo concerto)

 Ludwig van Beethoven (1770-1827)
Allegretto in si bemolle maggiore WoO 39

 Mauricio Kagel (1931-2008)
Trio n. 3

 Ludwig van Beethoven (1770-1827)
Trio in si bemolle maggiore op. 97 (L’Arciduca)

 

Mercoledì 5 maggio 2021 (Conservatorio, ore 20) ritorna all’Unione Musicale il Trio di Parma con la terza tappa del progetto che intreccia l’integrale dei Trii di Beethoven ai Trii del compositore argentino-tedesco Mauricio Kagel.
In una intervista rilasciata in esclusiva, Enrico Bronzi – violoncellista della formazione – ha illustrato le caratteristiche salienti del progetto: «Il progetto è nato in occasione del duecentocinquantesimo anniversario dalla nascita di Beethoven. A noi è parso interessante far emergere in questo genio assoluto della musica quegli aspetti che lo legano alla modernità. Va sottolineato che Kagel è autore del film Ludwig Van, del 1970, la cui musica rielabora in maniera originale frammenti beethoveniani. È la testimonianza di un amore profondo e sincero verso il compositore di Bonn».
I Trii per violino, violoncello e pianoforte rivestono una particolare valenza nel catalogo beethoveniano. Le prime composizioni a ricevere un numero d’opera furono infatti proprio i Trii op. 1, con i quali il maestro di Bonn si presentava al pubblico come uno spirito nuovo, non solo nelle vesti di musicista virtuoso ma anche di compositore, capace di abbandonare le consuetudini dello stile galante e di andare oltre le aspettative dei numerosi amatori di Hausmusik che lo consideravano l’erede di Mozart.
Caratterizzato da «uno slancio, una precisione, una partecipazione che consegna al pubblico tutta la vitalità della musica», il Trio di Parma ha scelto di eseguire l’integrale dei Trii beethoveniani non in ordine cronologico, ma combinando vari periodi.

Mercoledì 5 maggio 2021 in apertura si ascolterà l’Allegretto in si bemolle maggiore WoO 39. l’ultimo brano composto da Beethoven per la formazione del trio con pianoforte. Questo singolo movimento autonomo venne scritto nel giugno del 1812 per Maximiliane Brentano, la figlia di dieci anni della sua amica Antonie Brentano. Quest’ultima è ormai unanimemente ritenuta essere quella “Amata immortale” a cui si riferisce Beethoven in una celebre lettera scritta solo alcuni giorni dopo la composizione di questo Trio.

Verrà incastonato tra le due pagine beethoveniane il Trio n. 3 di Mauricio Kagel (1931-2008), figura di primo piano dell’avanguardia musicale del secondo Novecento.

L’abbinamento è particolarmente appropriato poiché un tratto distintivo del lavoro di Kagel fu proprio la riflessione sui “grandi maestri” del passato, come Beethoven, Brahms, Liszt, Stravinskij, Bach, divenuti icone nell’abitudine all’ascolto del grande pubblico. I Trii con pianoforte mostrano un evidente fascino per «l’esplorazione e la visualizzazione della materia che abbiamo ereditato storicamente. […]» Il compositore si chiedeva infatti: «Come scriverebbero i compositori del passato se fossero vivi oggi? Considerandomi parte di una tradizione musicale continua, non ho mai ha smesso di riflettere su quella domanda e sulle conseguenze che comporta».

I Trii di Kagel presentano caratteristiche apparentemente tradizionali: un’armonia tonale, melodie dal suono familiare, una musicalità esuberante e schietta… ma, sotto la superficie, materiali e modalità di composizione deflagrano e la musica risultante è controversa all’orecchio» poiché scarta continuamente dalla poesia più alta alla dimensione dell’ironia e della parodia.

Chiude la serata il Trio in si bemolle maggiore op. 97, dedicato da Beethoven all’arciduca Rodolfo. Si tratta di un’opera straordinaria per la grandezza e la varietà dell’impianto formale, per inventiva espressività e varietà timbrica, nella quale il genio del suo grande compositore emerge a «tutto tondo» nel pieno della sua maturità.

Questa composizione viene considerata come una delle più felici della musica da camera con pianoforte beethoveniana («È il miracolo della musica d’assieme per piano – scrive il Lenz – una di quelle creazioni complete che appaiono nell’arte di secolo in secolo») ed è legata ad un particolare momento della vita di Beethoven in quanto, nel maggio 1814, eseguendolo, l’autore appariva per l’ultima volta al pubblico come pianista, impedito in seguito dalla sordità.

 

BIGLIETTERIA E INFORMAZIONI

biglietti numerati:
intero, euro 20 – ridotto under 26, euro 10

in vendita online, presso la biglietteria di Unione Musicale e, il giorno del concerto, presso il Conservatorio dalle ore 19.15

Unione Musicale, piazza Castello 29 – 101023 Torino
tel. 011 566 98 11 – info@unionemusicale.itwww.unionemusicale.it
orario: martedì e venerdì 10.30-14.30 – mercoledì 13-17

 

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