mercoledì 29 gennaio 2020 – ore 21
Conservatorio Giuseppe Verdi, piazza Bodoni – Torino
serie dispari

Emmanuel Tjeknavorian / violino
Aaron Pilsan / pianoforte

 

Ludwig van Beethoven (1770-1827)
Sonata in fa maggiore op. 24 (La Primavera)

 Franz Schubert (1797-1828)
Rondo brillant in si minore op. 70 D. 895

 Olivier Messiaen (1908-1992)
Da Quatuor pour la fin du Temps: n. 5 Louange à l’immortalité de Jesus

 Gabriel Fauré (1845-1924)
Sonata n. 1 in la maggiore op. 13

 Fritz Kreisler (1875-1962)
Viennese Rhapsodic Fantasietta

 

Salutato dalla critica come un “talento eccezionale” (Der Tagesspiegel), il violinista Emmanuel Tjeknavorian debutta in una stagione dell’Unione Musicale mercoledì 29 gennaio 2020 (Conservatorio G. Verdi, ore 21).
Classe 1995, viennese di origini armene, Emmanuel Tjeknavorian è già un fenomeno dell’archetto conteso dai teatri di tutto il mondo, con un’agenda fitta di concerti da far invidia a una rockstar. Il volto e i modi però sono quelli di un ragazzo di ventiquattro anni, sempre sorridente e mai superbo, nonostante il successo ottenuto in pochi anni. Con i ragazzi della sua età Tjeknavorian condivide la passione per il calcio e tempo fa, dialogando con un giornalista della Bbc, si è divertito a immaginare una squadra di talenti della classica, riservando a sé un prudente ruolo da centrocampista, che spinge in attacco artisti più avanti negli anni e nella carriera.
La sua di carriere ha preso il volo nelle più rinomate sale da concerto d’Europa dopo il secondo premio e il premio per la “Migliore interpretazione” al Concorso internazionale Jean Sibelius, nel 2015. L’Unione Musicale è felice di poterlo ospitare in una stagione come la 2019/20, che lo vedrà impegnatissimo con la London Philharmonic Orchestra, la Philharmonia Orchestra, la Konzerthausorchester di Berlino, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e come più giovane “Artist in Residence” della Musikverein di Vienna. Tra l’altro, il violinista ha recentemente sbalordito il pubblico della Scala (dove si è esibito con la Filarmonica diretta da Chailly) con la sua maturità musicale e il suo straordinario dominio tecnico che lo inseriscono nel novero degli interpreti più promettenti della sua generazione.

Interprete estremamente versatile, Tjeknavorian si dedica con passione anche alla musica da camera e ha dichiarato in una recente intervista: «Per me la musica da camera è la base del fare musica, una sorta di conversazione privata che intrattengo con il pubblico. Cerco di avvicinarmi a quel tipo di intimità anche quando sono accompagnato da grandi orchestre. Con i partner giusti sul palco un concerto cameristico può risultare straordinariamente appagante».
Il partner del concerto torinese sarà il pianista austro-rumeno Aaron Pilsan, altra stella nascente del concertismo internazionale. I due si sono conosciuti nel 2017 e sono diventati amici, dentro e fuori dal palco. «Ogni volta – ha dichiarato il violinista – è davvero emozionante tornare a fare musica insieme a partire dall’amicizia che ci unisce!»

Con il suo Stradivari del 1698, generosamente donatogli da un benefattore della “Beare’s International Violin Society” di Londra, Emmanuel Tjeknavorian presenterà a Torino un affascinante itinerario musicale nel repertorio austro-francese dal classicismo al Novecento.
Si inizia con la Sonata in fa maggiore op. 24, la prima delle tre Sonate violinistiche in cui Beethoven adotta la forma ampia dei quattro movimenti; è una delle pagine più famose di tutta la serie, con l’appellativo posteriore di “Primavera”, giustificato dalla sorridente freschezza dell’esordio e dalle rapide, ariose scale del pianoforte.
Segue il Rondo brillant op. 70 di Schubert che Tjeknavorian definisce «un’opera insolita di Schubert: non è particolarmente intellettuale, ma richiede a entrambi gli strumenti doti virtuosistiche d’eccezione. […] in partitura ci sono molti passaggi e fioriture unici nella loro complessità».
La serata prosegue con una puntata nel toccante Novecento di Louange à l’Immortalité de Jésu che chiude il Quatuor pour la fin du Temps del francese Messiaen, scritto nel campo di prigionia tedesco in cui l’autore fu internato nel 1940, e con la Sonata per violino e pianoforte op. 13 di Gabriel Fauré, pagina dalle vibranti emozioni tanto sia l’ascoltatore sia per l’interprete: «È difficile mantenere il controllo e non perdersi nelle sue emozioni – ha dichiarato il Tjeknavorian –. Ricordo che una volta suonando il secondo movimento ho sentito il mio battito cardiaco accelerare all’improvviso. Non è musica innocua!»
Il concerto si conclude con la festosa Viennese Rhapsodic Fantasietta di Fritz Kreisler, un caleidoscopico turbinio di colori e sensazioni che evoca i bei tempi della giovinezza viennese del compositore.

Emmanuel Tjeknavorian è cresciuto in una famiglia di musicisti (il padre Loris è direttore d’orchestra). A cinque anni ha preso la sua prima lezione di violino, a sette ha tenuto il primo concerto con orchestra e a nove anni è stato premiato dalla fondazione Vladimir Spivakov, iniziando ad esibirsi nelle più illustri sale da concerto moscovite. Nel 2011 è divenuto allievo di Gerhard Schulz, membro del Quartetto Alban Berg.

 

BIGLIETTERIA

poltrone numerate, euro 35
in vendita online e presso la biglietteria di Unione Musicale

ingressi, euro 20 e riduzioni per i giovani fino a 21 anni
in vendita il giorno del concerto presso il Conservatorio dalle ore 20.30

PER INFORMAZIONI

 Unione Musicale, piazza Castello 29 – 101023 Torino – tel. 011 566 98 11 – info@unionemusicale.it
orario: martedì e mercoledì 13-17 – venerdì 10.30-14.30

 

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