giovedì 23 gennaio 2020 – ore 21
Conservatorio Giuseppe Verdi, piazza Bodoni – Torino
serie pari

Trio Metamorphosi
Mauro Loguercio / violino

Francesco Pepicelli / violoncello
Angelo Pepicelli / pianoforte

 Monica Bacelli / mezzosoprano

SCOTLAND

 Joseph Haydn (1732-1809)
Trio in mi maggiore Hob. XV n. 28

Ludwig van Beethoven (1770-1827)
10 Variazioni in sol minore sul Lied Ich bin der Schneider Kakadu op. 121a

Joseph Haydn
Selezione da Scots Songs e Scottish Airs Hob. XXXIa:

Ludwig van Beethoven
Selezione da 25 Schottische Lieder op. 108

Giovedì 23 gennaio 2020, l’Unione Musicale ospita presso il Conservatorio Giuseppe Verdi alle ore 21, il Trio Metamorphosi e il mezzosoprano Monica Bacelli per un programma dedicato alle atmosfere celtiche della Scozia e a due capisaldi della storia della musica: Haydn e Beethoven.
Eccellente formazione cameristica, il Trio Metamorphosi è nato nel 2005 con il nome di Trio Modigliani ed è composto dal violinista Mauro Loguercio e dai fratelli Francesco e Angelo Pepicelli (rispettivamente violoncello e pianoforte). È del 2015 la decisione di dare un nuovo nome alla formazione, a sottolinearne il processo continuo di cambiamento, la progressiva crescita e la volontà di mettersi sempre in gioco per affrontare nuove sfide interpretative. Il Trio Metamorphosi si è esibito in Europa, America e Giappone, ha all’attivo incisioni per grandi case discografiche e nel 2019 sono usciti per l’etichetta Decca i primi due dei quattro cd dedicati all’integrale beethoveniana per trio. Il celebre mezzosoprano Monica Bacelli, abruzzese di Chieti, ha sviluppato un’importante carriera nei principali teatri d’opera, come La Scala, la Staatsoper di Vienna, il Covent Garden e l’Opera di San Francisco. Vincitrice del Premio Abbiati, il suo repertorio comprende i più importanti ruoli mozartiani e rossiniani ma si estende anche all’opera francese dell’Otto e Novecento e ai contemporanei.

Scotland è non solo il titolo del concerto ma anche del cd pubblicato per Decca che segna l’inizio della collaborazione fra questi quattro artisti. Il loro è uno straordinario “viaggio” attraverso le melodie popolari scozzesi rilette da Haydn e Beethoven. «L’Inghilterra rappresentò per Haydn la terra della libertà e del successo – scrive Angelo Pepicelli nelle note al programma di sala del concerto – vi arrivò preceduto dalla sua grande fama e affrontò la libera professione dopo ben trent’anni di servizio alla corte del magnanimo principe Esterházy. Anche Beethoven, nonostante non conoscesse direttamente il mondo anglossassone, ne fu profondamente affascinato. Manifestò fino all’ultimo giorno della sua vita l’amore per l’Inghilterra, quella delle istituzioni politiche e sociali, quella di Shakespeare e di Ossian, Byron e Thomas Moore, ma anche quella dei canti popolari, che cominciò a conoscere e ad arrangiare a partire dal 1809».

Il viaggio scozzese del Trio Metamorphosi con Monica Bacelli inizia con il Trio in mi maggiore Hob. XV n. 28 di Haydn, composto negli anni 1795-97, alla fine del secondo soggiorno in Inghilterra o subito dopo il definitivo rientro in Austria. Dedicato alla giovane pianista tedesca Theresa Jansen, conosciuta proprio a Londra, il brano si caratterizza per una straordinaria ricchezza di trovate formali ed espressive, passando dalla serenata all’inno, dalla grazia all’ironia, con estrema naturalezza e senza preoccupazione eccessiva per l’unitarietà dell’opera. L’altra pagina strumentale in programma – le beethoveniane Variazioni in sol minore sul Lied Ich bin der Schneider Kakadu op. 121a, (dall’opera Die Schwestern von Prag di Wenzel Müller) – è una composizione risalente al periodo giovanile, scritta poi entro il giugno 1816 e pubblicata nel 1824. Gli echi di Papageno con la tipica leggerezza viennese sono presenti nel tema (una canzonetta molto in voga in quegli anni) e in molte delle variazioni.
Cuore del concerto sono le due serie di “canzoni scozzesi”: quattro Scots Songs di Haydn (tratte dall’Hob. XXXI) e cinque Schottische Lieder dall’op. 108 di Beethoven.
Con le Scots Songs ci immergiamo con Haydn nella vita quotidiana della Scozia: si passa dalla malinconia di While hopeless, all’ironia di The widow, alla meravigliosa aria celtica Morag, fino a My love she’s but a lassie yet, sigillo finale all’amore, principale protagonista della piccola selezione.
I brani scelti fra gli Schottische Lieder, composti nel 1815-16 e pubblicati nel 1818, sono veri e propri gioielli poetici e musicali, opera di alcuni fra i migliori letterati inglesi e impreziositi da geniali e al tempo stesso semplici intuizioni beethoveniane. A partire dal tramonto scozzese di Walter Scott (Sunset) ai due quadri legati alla famosa battaglia di Culloden di metà Settecento, su testi di Robert Burns e James Hogg, fino ai due Trinklieder su testi di William Smyth, per brindare insieme alla Scozia alla fine del viaggio.

Il concerto verrà trasmesso in diretta streaming su Facebook, a cura del media partner dbStrings – il portale per gli strumentisti ad arco.

 

BIGLIETTERIA
poltrone numerate, euro 35
in vendita online e presso la biglietteria di Unione Musicale

ingressi, euro 20 e riduzioni per i giovani fino a 21 anni
in vendita il giorno del concerto presso il Conservatorio dalle ore 20.30


Unione Musicale, piazza Castello 29 – 101023 Torino – tel. 011 566 98 11 – info@unionemusicale.it
orario: martedì e mercoledì 13-17 – venerdì 10.30-14.30

 

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