domenica 5 maggio 2019 – ore 16.30
Alba, Auditorium Fondazione Ferrero – Strada di mezzo, 44
serie didomenica

Laura Bortolotto violino
Matteo Andri pianoforte

 Igor Stravinskij (1882-1971)
Suite Italienne (d’après Pergolèse)

Reynaldo Hahn (1874-1947)
Sonata in do maggiore per violino e pianoforte

Nino Rota (1911-1979)
Sonata per violino e pianoforte

Maurice Ravel (1875-1937)
Sonata in sol maggiore per violino e pianoforte

 

A maggio l’Unione Musicale organizza un festival primaverile presso l’Auditorium della Fondazione Ferrero di Alba, storico sovventore delle attività dell’ente culturale torinese. Tre concerti in tre domeniche consecutive, che avranno per protagonisti alcuni dei migliori talenti del panorama musicale attuale, vincitori di prestigiosi premi e concorsi.

Domenica 5 maggio 2019 (ore 16.30) si inaugura con il concerto di Laura Bortolotto (violino) e Matteo Andri (pianoforte), che formano un affiatato duo dal 2010, anno in cui Laura Bortolotto, a soli 15 anni, ha vinto il primo premio al 29° Concorso Nazionale Biennale di Violino di Vittorio Veneto, uno dei più importanti concorsi per archi in Italia. Sempre nel 2010 ha ricevuto dal Capo dello Stato Italiano Giorgio Napolitano un riconoscimento non comune: l’Attestato di Onore di Alfiere della Repubblica «per le sue raffinate qualità di giovane violinista».

 Curiosità: Laura Bortolotto suona un violino del torinese Giovanni Francesco Pressenda del 1830, messole a disposizione dalla Fondazione Pro Canale.

Per il loro concerto di debutto in una stagione dell’Unione Musicale, Laura Bortolotto e Matteo Andri hanno scelto un programma vario e intenso.
Si comincia con Suite italienne per violino e pianoforte, che è una delle trascrizioni elaborate del balletto Pulcinella dallo stesso Igor Stravinskij. L’opera segna una tappa importante della musica contemporanea, perché inaugura la cosiddetta stagione neoclassica, caratterizzata dalla ricerca e dal recupero, attraverso la lezione dei classici, di un ordine formale, stilistico e di gusto venuto a mancare nel linguaggio musicale con l’estremizzazione della lezione romantica. La suite nacque nel 1932 come pezzo da concerto. Dei sei movimenti di cui si compone solo alcuni sono basati su musiche autenticamente di Pergolesi.

A seguire, la Sonata in do maggiore composta da Reynaldo Hahn (compositore, pianista e direttore d’orchestra venezuelano naturalizzato francese) nel 1926. Il mondo sonoro di questa pagina fa sicuramente riferimento al Fauré di cinquant’anni prima, di cui si riscontrano in questo brano il lirismo semplice e la trasparenza materica del movimento di apertura. Strutturalmente incastonata in una tradizionale forma di sonata, la Sonata in do maggiore presenta temi flessuosi ed espressivi, intrisi di nostalgia.

Oggi internazionalmente noto per le sue famose colonne sonore per Federico Fellini, Luchino Visconti e Francis Ford Coppola, Nino Rota nel corso della sua vita ha scritto un enorme quantità di musica che conta più di 300 numeri d’opera, tra cui molta musica da camera, scritte nell’arco di tutta la vita. La sua Sonata per violino e pianoforte fu composta nel 1936-37, al termine degli anni di studio. La scrittura lucida e senza peso, e il suo profilo semplice ma raffinato conferiscono alla Sonata un’atmosfera neo-rococò.

Chiude il concerto la Sonata per violino e pianoforte di Maurice Ravel, che costituisce l’ultimo lavoro cameristico del compositore francese e denota l’intenzione di portare i due strumenti al massimo livello di indipendenza l’uno dall’altro, sia dal punto di vista espressivo sia da quello timbrico. Ravel era infatti convinto che «il pianoforte e il violino sono strumenti tra loro fondamentalmente incompatibili», per cui anziché cercare di «equilibrare i loro contrasti» in questa Sonata cercò di mettere «in evidenza proprio la loro incompatibilità».

Riguardo a quest’ultimo brano i musicisti hanno dichiarato in una recente intervista rilasciata in esclusiva per l’Unione Musicale: «Ci sentiamo molto legati alla Sonata di Ravel perché, oltre al fatto di averla eseguita innumerevoli volte, è quella che più ci permette di spaziare nei caratteri e nelle atmosfere sonore. Si può veramente trasmettere molto in soli venti minuti scarsi, dalle armonie minimalistiche ed eteree del primo tempo, ai ritmi “cool” e dal gusto “Foxtrot” del secondo tempo, alla foga ossessiva e instancabile del terzo!»

Il festival alla Fondazione Ferrero di Alba proseguirà con altri due appuntamenti. Domenica 12 maggio il pianista Luca Buratto eseguirà musiche di Bach, Ravel, Chopin, Beethoven, e domenica 19 maggio il Trio Kanon (composto da Lena Yokoyama al violino, Alessandro Copia al violoncello e Diego Maccagnola al pianoforte) eseguirà musiche di Dvořak, Boulanger, Ravel.

 

poltrone numerate, euro 20
in vendita online e presso la biglietteria di Unione Musicale.

ingressi, euro 12 e riduzioni per i giovani fino a 21 anni
in vendita il giorno del concerto presso l’Auditorium della Fondazione Ferrero di Alba a partire dalle ore 16.

 BIGLIETTERIA
Unione Musicale, piazza Castello 29 – 101023 Torino
tel. 011 566 98 11 – info@unionemusicale.it
orario: martedì e mercoledì 12.30-17 – giovedì e venerdì 10.30-14.30

Vai alla scheda concerto

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