Quali linee guida hanno ispirato il lavoro fatto insieme alla regista Olivia Manescalchi per lindividuazione dei brani da eseguire nel progetto Mozart a Torino? Le musiche scelte sono tutte già citate nel testo?
«I romanzi di Laura Mancinelli sono pieni di continui riferimenti alle opere mozartiane. Nell’individuare i brani da eseguire per questo progetto ho cercato anche opere che, seppur non sempre esplicitamente citate nei racconti, si adattassero alle evocazioni espressive del testo e fossero adatte alle formazioni cameristiche e pianistiche coinvolte».

Le pagine che verranno eseguite attingono al catalogo completo di Mozart. Ascolteremo infatti brani giovanili (all’incirca degli anni del viaggio a Torino), ma anche opere della maturità. Quali aspetti dell’esperienza umana e della personalità musicale di Mozart permettono di focalizzare?
«Le opere eseguite daranno un ampio spaccato del mondo mozartiano. La musica di Mozart impregnerà di affetti il testo recitato ed esprimerà tutto ciò che le parole non possono narrare.
Ascolteremo la pura innocenza dell’Adagio della Sonata K. 282 composto da un Mozart diciottenne, la struggente drammaticità della Sonata K. 310 scritta a seguito della morte della madre, la sfolgorante vitalità del pianismo estroverso nel Quartetto K. 493, il mondo metafisico della Sonata K. 304, la dolcezza del testo cantato nei Lieder e la genialità compositiva di un’opera matura come il Divertimento per archi K. 563. La varietà delle musiche proposte è pensata per guidare l’ascoltatore in un articolato viaggio iniziatico nell’opera da camera di Mozart».

Sappiamo che Mozart ascoltò lopera Annibale in Torino di Paisiello al Teatro Regio. Frammenti dell’opera verranno ripresi anche nel progetto Mozart a Torino in una trascrizione eseguita ad hoc. Può parlarcene?
«Leopold Mozart e il giovane Amadé soggiornarono per due settimane nella capitale sabauda per tentare di ottenere la commissione di un’opera da rappresentare al Teatro Regio e proprio qui ebbero modo di ascoltare la prima dell’Annibale. Leopold rimase entusiasta della composizione di Paisiello, il celebre musicista che i Mozart avevano conosciuto l’anno precedente a Napoli e che a Torino si adoperò per introdurre il genio di Salisburgo presso la corte.
Lo spettacolo si aprirà proprio con ciò che i Mozart ascoltarono all’apertura del sipario del Teatro Regio, ovvero l’Ouverture dell’Annibale a Torino, qui trascritta per quartetto d’archi e pianoforte da uno studente di composizione del Conservatorio».

La musica di Mozart ha la sorprendente caratteristica di sembrare facile e orecchiabile, ma nasconde varie insidie dal punto di vista interpretativo. Quali sfide pone ai musicisti (specialmente giovani come quelli che partecipano al progetto)?
«La genialità di Mozart consiste proprio nell’immediatezza del messaggio musicale che si ammanta di apparente semplicità. La purezza della sua musica è tra le cose più difficili da interpretare: le linee musicali sono così perfette che basta poco per “sporcarne” l’architettura. L’interprete quindi deve essere capace di cogliere pienamente il significato profondo dell’opera, usando la giusta miscela di libertà e rigore nell’interpretarla».

Come sono stati selezionati i giovani interpreti coinvolti nel progetto?
«I musicisti sono stati selezionati tra i migliori studenti e ex studenti del Conservatorio della nostra città, che è partner del progetto Mozart a Torino. L’eccellenza degli interpreti e la varietà del repertorio da eseguire hanno orientato le nostre scelte artistiche».

 

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