Paola Ratto e Valentina Delli Ponti, come è nato lo spettacolo Capricciolò. Il violino di Niccolò?
«L’idea ci è venuta quando abbiamo saputo della mostra dedicata a Nicolò Paganini realizzata presso il Palazzo Ducale di Genova: un’occasione perfetta per raccontare anche ai bambini, e attraverso il teatro di figura, la storia di questo grande compositore e virtuoso italiano».

Che ruolo ha la musica nello spettacolo e in che modo il violinista in scena interagisce con i personaggi della storia?
«Per raccontare la storia di Paganini è indispensabile usare anche la sua musica, ancora meglio se suonata dal vivo. Il nostro violinista, Marco Mascia, ci aiuta a esprimere gli stati d’animo, gli affetti e anche il trascorrere del tempo. Chiacchiera inoltre col personaggio che è il narratore della storia ovvero Capricciolò il violino di Nicolò Paganini».

Quali caratteristiche del leggendario violinista emergono dal vostro racconto?
«Non vogliamo parlare del “divo” Paganini, ma ci interessa far emergere l’aspetto più umano dell’artista e cioè la sua quotidianità fatta di studio della musica e poi i suoi rapporti col padre, col figlio e anche con gli altri musicisti dell’epoca».

 Come è nata la vostra passione per il teatro di marionette?
«La passione per le marionette è cominciata con i burattini! Sì perché i primi approcci col teatro di figura li abbiamo fatti prima con i burattini di Emanuele Luzzati e Bruno Cereseto al Teatro della Tosse, poi con l’incontro con la collega e amica Rosa Sgorbani al Teatro di Gianni e Cosetta Colla a Milano. Lì è nata l’idea di fondare il Teatro Appesoaunfilo».

 Cosa vi siete inventate dal punto di vista scenografico?
«In questo spettacolo la scenografia è data dai nostri costumi, che fanno da sfondo ai personaggi che muoviamo direttamente sulla scena in un suggestivo gioco di luci e ombre».

 

Intervista raccolta da Gabriella Gallafrio per l’Unione Musicale

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