Il recital che presenta all’Unione Musicale si intitola “Un ritratto dall’Italia dal Settecento a oggi”. Come ha scelto i brani degli autori inseriti in programma?
«Ho scelto brani di compositori italiani che avevo in repertorio da parecchi anni e penso siano molto interessanti da proporre al pubblico. In generale, la musica italiana è prevalentemente incentrata sull’opera e purtroppo non molto sulla produzione strumentale, quindi ho cercato di proporre un “excursus” di oltre tre secoli, partendo dal Barocco di Scarlatti fino alla musica contemporanea di Casale».

Enriamo nel vivo del programma: i brani sono stati selezionati per la loro bellezza o per la capacità di rispecchiare modi e mode dell’epoca cui appartengono?
«Sono stati selezionati per la loro bellezza, per la varietà stilistica e per la capacità di trasmettere vari stati d’animo. L’estro in Scarlatti, il dramma in Clementi, il sarcasmo in Rossini, la leggerezza in Respighi, la polifonia e il ritmo in Petrassi, il ritratto della vita in Casale».

Emanuele Casale è siciliano come lei. Ci racconta della vostra amicizia e collaborazione? Avete lavorato insieme per la stesura di alcune sue pagine pianistiche? Qual è la particolarità della raccolta Piano Music di cui eseguirà alcuni brani a Torino?
«Con Emanuele ci siamo formati al Conservatorio Bellini di Catania, ci conosciamo da tanti anni e siamo anche colleghi al Conservatorio Scarlatti di Palermo. La nostra collaborazione è nata nel 2020 con lo scopo di registrare alcune sue composizioni e di promuovere le nostre figure artistiche, la sua di compositore e la mia di interprete, quindi la collaborazione è successiva alla stesura delle sue opere.
Gli studi della raccolta “Piano Music” sono brani con tematiche diverse e molto intriganti, poiché rispecchiano la vita a 360°: l’inizio della giornata, la pioggia, gli uccelli e ci sono anche sonorità da videogame degli Anni Ottanta».

Il suo concerto viene realizzato nell’ambito del progetto di Circolazione Musicale in Italia promosso dal CIDIM. Quali opportunità aprono ad un giovane musicista progetti come questo? In che modo è stato selezionato per partecipare a questo programma?
«Il CIDIM è una sorta di management che aiuta tanti musicisti ad intraprendere la carriera concertistica e ad ottenere visibilità nelle associazioni musicali italiane e anche negli istituti italiani di cultura in tutto il mondo. Collaboro costantemente con il CIDIM da quando ho vinto il secondo premio al Concorso Busoni di Bolzano, tenendo vari recital, concerti di musica da camera con il violinista Gennaro Cardaropoli e tournée con orchestre europee. Il CIDIM inoltre ha realizzato la produzione di un mio cd per l’etichetta Suonare records, che è stato allegato alla rivista nazionale Suonare News nel 2017».

L’affermazione in vari concorsi importanti ha contribuito a lanciare la sua carriera: secondo lei è una via obbligata verso il successo?
«Non una via obbligata, perché ci sono tanti modi per emergere, ma è la più accessibile ai giovani musicisti. Il concorso è un’opportunità per esibirsi di fronte ad una giuria prestigiosa e quindi uno stimolo a dare il massimo. Quindi sicuramente i concorsi sono un banco di prova personale e dei trampolini di lancio importanti per un artista che intraprende una carriera internazionale».

Intervista raccolta da Laura Brucalassi per l’Unione Musicale

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