Come hai vissuto questo periodo di sospensione dell’attività concertistica?
Mirko Bertolino «All’inizio a dir la verità ho vissuto una lunga fase di stallo. Mi sono subito reso conto che i concerti dal vivo, essendo una delle prime attività interrotte, sarebbero stati purtroppo una delle ultime a riprendere. Ho riflettuto anche sul fatto che in questo Paese mi pare non venga data al mondo dell’arte e dello spettacolo l’importanza che merita, e di questo mi dispiace molto, giacché sono sicuro sia stato provato da tutti che non sarebbe stato possibile trascorrere questi lunghi giorni senza la compagnia di buona musica o la lettura di un libro».

Tina Vercellino «All’inizio mi sono sentita persa… Da un giorno all’altro tutto ciò che quotidianamente scandisce la mia giornata – le corse a prendere un treno, gli incastri di una lezione di musica da camera con le prove d’orchestra, lo studio per un concerto – tutto era svanito. Tutto ciò che per me era un punto di riferimento non c’era più! Poi la musica mi ha risvegliato da questa sensazione di vuoto e in solitudine io e il mio violino abbiamo ricominciato a muovere i primi incerti passi».

Cosa ti è mancato di più della sua attività di musicista?
Mirko Bertolino «Per me che sono un camerista di natura è mancato più di tutto il contatto con i miei amici e colleghi musicisti, il tempo speso per il confronto musicale e i frequenti scambi personali che nascono spesso anche durante le prove».

Tina Vercellino «Mi è mancato soprattutto il confronto: suonare per me non è solo provare ore e ore la mia parte perfezionando un passaggio, per me suonare è una fusione di persone, ascoltare l’altro. Quando si suona insieme in realtà si dialoga, si esprimono emozioni e pensieri, si cresce e ci si migliora. Senza tutto ciò un musicista si sente incompleto!»

Quali sono le tue emozioni nel ricominciare a suonare dal vivo in una sala da concerto?
Mirko Bertolino «Mi sento un privilegiato perché so che per molti non è ancora così, anche se spero che presto possa esserlo per tutti. Perché la musica è condivisione e la bellezza non può essere vissuta solo con se stessi, necessita dell’altro per diventare completa».

Tina Vercellino «Una grande emozione, dopo tanto tempo poter nuovamente fare ciò che mi riempie di gioia è indescrivibile. Anche se il non sapere come evolverà questa situazione, come saranno la musica e l’arte dopo questo terribile periodo mi lascia molte domande a cui non so rispondere. Poi però penso che l’uomo non possa fare a meno della musica, soprattutto di quella dal vivo, dove il coinvolgimento tra artisti e pubblico è così intenso che si abbattono tutte le distanze, creando quei ricordi che ti accompagneranno nella vita».

Quali sono i progetti per il futuro, singolarmente e in duo?
Mirko Bertolino «Fra poco conseguirò la laurea di secondo livello del corso di musica d’insieme tenuto dal maestro Antonio Valentino. Terminerò così il mio lungo percorso di studi presso il Conservatorio di Torino, iniziato nella classe di pianoforte di Claudio Voghera. È molto probabile che continuerò a studiare all’Accademia di Pinerolo, che frequento già da alcuni anni sotto la guida di Gabriele Carcano. Con Tina suono insieme da due anni, c’è una grande intesa musicale e non, e credo che sarebbe molto bello e farebbe bene a entrambi continuare a suonare insieme».

Tina Vercellino «Questo periodo di incertezza mi ha insegnato a vivere giorno per giorno, cercando di riscoprire e apprezzare la bellezza nelle cose. Non so cosa aspettarmi per il futuro, per ora l’unica certezza è che vorrei continuare a suonare con Mirko, che oltre a essere un grande musicista è anche un grande amico».

Interviste raccolta da Gabriella Gallafrio per l’Unione Musicale

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