Quali sono stati gli elementi positivi e quali le difficoltà che hai dovuto affrontare nel corso dei vari step per la realizzazione del progetto Camera delle Meraviglie pensato per essere fruito dal pubblico online? Che cosa ti è stato particolarmente di aiuto?
«Sicuramente suonare soltanto davanti a un microfono genera sensazioni molto diverse rispetto alla performance dal vivo. Senza pubblico è molto più difficile coinvolgere se stessi a livello emotivo, perché viene a mancare quell’empatia e quel dialogo speciale che si crea tra chi esegue e chi ascolta. Questo limite tuttavia può essere considerato come una sfida costruttiva: per me è stato molto utile sforzarmi ad esprimermi con sensibilità anche in questa circostanza non semplice e sono sicuro che questa esperienza mi aiuterà a sentirmi ancora più libero appena si tornerà a suonare dal vivo. Una delle difficoltà incontrate è stata quella di riuscire a trovare date che andassero bene a tutti i componenti del quartetto, sia per le prove sia per la registrazione, perché tre di noi studiano all’estero e in questo periodo ogni spostamento era complicato. Certamente ci sono state molto d’aiuto la flessibilità e la generosità del maestro Valentino».

Che cosa è cambiato (sia dal punto di vista musicale sia umano) rispetto al lavoro fatto per il concerto Camera delle Meraviglie che avresti dovuto realizzare dal vivo?
«Avremmo dovuto suonare dal vivo in ottobre, ma per via delle restrizioni il concerto è stato rimandato. Abbiamo sempre sperato di poterlo recuperare, dal vivo oppure online, e l’occasione è arrivata questo febbraio, con nostro grande entusiasmo. Nel corso di questi mesi abbiamo approfondito la nostra visione del Quartetto con pianoforte di Schumann, cercando di rendere la nostra interpretazione sempre più interessante a livello artistico e di perfezionarla dal punto di vista strumentale e dell’insieme».

Il progetto Camera delle Meraviglie ha riguardato anche alcuni aspetti del backstage che solitamente restano non visibili (arrivo in teatro, prove, discussioni…). Sono aspetti interessanti per far capire al pubblico cosa c’è dietro ad una esecuzione? Perché?
«Certamente! Penso che sia molto interessante per chi ha meno familiarità con la nostra professione rendersi conto di tutto il lavoro e della costante ricerca che un’esecuzione richiede. È poi una splendida occasione per assicurare maggiore visibilità ai musicisti in un periodo in cui il nostro settore soffre per la chiusura di teatri e sale da concerto».

Ritieni che questo tipo di iniziative possano essere utili ad avvicinare il pubblico anche dopo l’auspicabile ripresa dei concerti dal vivo?
«Anche in futuro iniziative come queste, volte a far conoscere tutto ciò che c’è dietro ad un concerto, potrebbero aiutare ad avvicinare il pubblico; credo ad esempio che i video delle prove siano sempre molto interessanti e coinvolgenti. Ma sono davvero convinto che quando tutto questo sarà finito i concerti online debbano cedere totalmente il passo ai concerti dal vivo, che sono la sola vera fonte di espressione per i musicisti e l’unica forma di fruizione profonda della musica da parte del pubblico».

Intervista raccolta da Laura Brucalassi per l’Unione Musicale

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