Laura Capretti, stiamo per tagliare il traguardo dell’esecuzione integrale dei 600 Lieder di Schubert! In questo appuntamento della Schubertiade c’è un fil-rouge che lega i Lieder in programma?
«Sì! Il fil rouge che lega i Lieder della Schubertiade in arrivo – di fatto l’ultima con i Liederisti Italiani – è la guerra vissuta dalla gente comune, la cui vita viene di colpo sconvolta e trascinata nel vortice degli eventi. All’interno della reale battaglia, verranno combattuti o evocati anche altri conflitti, siano essi letterari, astratti o personali, interiori».

Come avete pensato di valorizzare visivamente i temi toccati dai Lieder?
«Il racconto verrà accompagnato da filmati e immagini nello stile di un vecchio libro di storie, un diario (di guerra), a tratti un album fotografico, con qualche reminiscenza di cinema muto. Protagoniste indiscusse saranno le opere di Francisco Goya, tra le quali compariranno alcune incisioni de “I disastri della guerra”. La forza espressiva del pittore contemporaneo di Franz Schubert ben si sposa con il programma e le tinte di questo concerto».

Gli interpreti saranno vestiti o truccati in modo particolare?
«Gli interpreti vestiranno i panni di diversi personaggi (dal pescatore, al soldato, al bimbo, al becchino…) i quali però manterranno sempre un carattere semplice e popolare, pur provando sentimenti estremamente profondi e universali. Se nella scorsa Schubertiade abbiamo scomodato il potere della Natura, il magico e talvolta il soprannaturale, ora proponiamo un omaggio alla forza e al coraggio dell’uomo, alla capacità degli individui di preservare la propria umanità facendo fronte alle avversità che la vita e la storia presentano».

Grazie alle proiezioni che avete realizzato anche per la Schubertiade online, il Liederabend diventa una piccola rappresentazione scenica. Che cosa ne avrebbe pensato il “purista” Fisher-Diskau?
«L’uso dell’arte figurativa durante il concerto come strumento di arricchimento e comunicazione di aggiuntivi significati e sensazioni vuole essere una dedica che lega ulteriormente il baritono Dietrich Fischer-Dieskau – che fu anche eccellente pittore – a questo progetto a lui intitolato».

 

Intervista raccolta da Laura Brucalassi per l’Unione Musicale

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