Quali sono stati gli elementi positivi e quali le difficoltà che hai dovuto affrontare nel corso dei vari step per la realizzazione del progetto Camera delle Meraviglie pensato per essere fruito dal pubblico online? Chi/che cosa ti è stato particolarmente di aiuto?
«Prendere parte al progetto Camera delle Meraviglie è stata un’ottima opportunità per poter continuare ad interagire con il pubblico anche se solo in modo virtuale. Il concerto in streaming è una realtà che non avrei mai immaginato solo un anno fa, mentre adesso è ormai diventata una prassi che, senza pretendere di sostituire i concerti dal vivo, si è rivelata un’esperienza nuova e arricchente in modo inaspettato.
In questa esperienza mi è stato d’aiuto vivere il progetto come un’esperienza di crescita, nell’attesa che riprendano le attività dal vivo. Sono grata di aver avuto la possibilità di poter continuare ad esprimermi seppur con un mezzo diverso. È stata una grande opportunità che mi ha consentito di incontrare nuovi colleghi e maestri che hanno dato alla mia musica la possibilità di sopravvivere».

Che cosa è cambiato (sia dal punto di vista musicale sia umano) rispetto al lavoro fatto per il concerto Camera delle Meraviglie che avresti dovuto realizzare dal vivo?
«Il concerto dal vivo è insostituibile passione e aggregazione: suonare significa anche dialogare col pubblico e ascoltarlo e nessun artista ne può fare a meno, poiché le emozioni che si vivono stando effettivamente insieme non sono le stesse del live. Per sopperire a questa mancanza ci ha aiutato il fatto di suonare in ensemble: insieme ci siamo supportati e abbiamo amplificato le nostre emozioni per cercare di trasmetterle anche online».

Il progetto Camera delle Meraviglie ha riguardato anche alcuni aspetti del backstage che solitamente restano non visibili (arrivo in teatro, prove, discussioni…). Sono aspetti interessanti per far capire al pubblico cosa c’è dietro ad una esecuzione? Perché?
«La piattaforma web consente al pubblico di interagire durante lo spettacolo: è possibile infatti commentare ed esprimersi. Questo è un aspetto che genera interesse, entusiasmo ed enfatizza le sensazioni generate dall’ascolto. Certamente anche poter osservare ciò che avviene nel backstage e alle prove può aiutare lo spettatore a sentirsi più partecipe e coinvolto».

Ritieni che questo tipo di iniziative possano essere utili ad avvicinare il pubblico anche dopo l’auspicabile ripresa dei concerti dal vivo? Consiglieresti l’ascolto ad un amico/a?
«Non c’è nessun paragone tra il concerto dal vivo e l’evento in streaming, ma ritengo che in un prossimo futuro queste due modalità di fruizione si potranno integrare per raggiungere un pubblico ancora più vasto. Può essere una nuova frontiera, che permetterà di superare ostacoli come la distanza.In questo periodo è stata un’ottima alternativa e penso che non se ne potrà più fare a meno».

Intervista raccolta da Laura Brucalassi per l’Unione Musicale

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