lunedì 3 maggio 2021 – ore 20
Torino, Teatro Vittoria
l’altro suono

Quartetto Delfico
Mauro Massa, Andrea Vassalle / violini
Gerardo Vitale / viola
Federico Toffano / violoncello

Antonio Sacchini (1730-1786)
Quartetto op. 2 n. 6

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
Quartetto in re minore K. 421

Gaetano Donizetti (1797-1848)
Quartetto n. 18 in mi minore

Dopo una pausa forzata di sei mesi (la più lunga dall’inizio della pandemia) l’Unione Musicale di Torino riparte con i concerti dal vivo presentando un cartellone declinato nelle sue serie tematiche più amate e consolidate. Tra queste L’altro suono, che porta a Torino i più interessanti artisti internazionali specializzati nel repertorio della musica antica. Ideata oltre vent’anni fa, quando non era così comune trovare musica barocca nelle programmazioni concertistiche e nei teatri d’opera italiani, nel corso del tempo la serie L’altro suono ha visto un crescente successo di pubblico, anche giovanile.

Lunedì 3 maggio 2021 (Teatro Vittoria, ore 20) arriva per la prima volta a Torino il Quartetto Delfico, formazione nata nel 2012 dall’idea di proporre su strumenti originali il repertorio pre-classico, e in particolar modo le opere dei compositori italiani. Il debutto della formazione è avvenuto a Matera dopo una masterclass con il violinista Alessandro Moccia, e il primo concerto è stato realizzato a Teramo nella primavera del 2013.

L’utilizzo degli strumenti originali costituisce la peculiarità del Quartetto Delfico, che l’ha motivata in una intervista rilasciata in esclusiva per l’Unione Musicale: «L’uso degli strumenti originali, o per meglio dire di un assetto strumentale il più possibile simile a quello di ogni epoca studiata, sia per quanto riguarda gli archetti sia per l’impiego delle corde in budello, è solo uno degli aspetti che sta alla base del nostro lavoro. La parte più importante è certamente quella dell’approfondimento della prassi esecutiva del repertorio che si affronta, la ricerca di un “linguaggio” appropriato. L’utilizzo di “strumenti originali”, con la loro ricchezza e talvolta anche la loro fragilità, fornisce un’ulteriore chiave di lettura alla scrittura dei brani. Il nostro desiderio – forse anche un po’ indice sfrontatezza e autoironia – è quello di presentarci al pubblico con qualcosa che non sia semplicemente un museo sonoro, ma una visione convincente e coinvolgente!»

Sui leggii ci saranno il Quartetto op. 2 n. 6 di Antonio Sacchini, il Quartetto in re minore K. 421 di Mozart (il secondo dei sei Quartetti dedicati ad Haydn) e il raro Quartetto n. 18 in mi minore di Gaetano Donizetti: tre pagine che tracciano un preciso percorso all’interno della musica europea, come ci ha raccontato lo stesso Quartetto Delfico: «Confessiamo che essendo molto legati al repertorio italiano per quartetto, amiamo abbinarlo sempre ai brani di autori più conosciuti. In questo programma proponiamo il confronto tra tre visioni della musica molto vicine tra loro nel tempo: tra il più antico e il più recente dei brani in programma ci sono infatti appena 60 anni! In generale ci piace costruire i nostri programmi come dei viaggi, e possibilmente dei viaggi che ci portino lungo vie secondarie, sentieri poco battuti che hanno l’ambizione di gettare una luce diversa sui compositori che concateniamo.

Il tentativo di un percorso come questo è anche quello di sottrarre i grandi capolavori al loro isolamento e rileggerli come episodi particolarmente luminosi di una storia complessa, fatta anche di zone d’ombra, di sentieri inesplorati, di vie secondarie, appunto, che tuttavia confluiscono in una storia comune, contribuendo nel loro piccolo ad orientarne lo sviluppo».

Intervista completa al Quartetto Delfico su https://www.unionemusicale.it/intervista-esclusiva-al-quartetto-delfico/

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