sabato 30 marzo 2019 – ore 20
Teatro Vittoria, via Gramsci 4 – Torino
serie young

Quartetto Dàidalos

Anna Molinari – Paolo Vuono – Lorenzo Lombardo – Lucia Molinari

 

Anton Webern (1883-1945)
Langsamer Satz

 Giuseppe Verdi (1813-1901)
Quartetto in mi minore

 Robert Schumann (1810-1856)
Quartetto in la maggiore op. 41 n. 3

 Guida all’ascolto (ore 18.30) a cura di Liana Püschel

 

Con il concerto del Quartetto Dàidalos (sabato 30 marzo 2019, Teatro Vittoria, ore 20) termina per questa stagione la serie YOUNG dell’Unione Musicale, ente che nel proprio cartellone propone abitualmente – accanto ai più bei nomi del concertismo internazionale – promettenti solisti o gruppi cameristici che si stanno affermando sulla scena nazionale e internazionale. Tra questi, il Quartetto Dàidalos, fondato a Novara nel 2014 ma già attivo in un cospicuo numero di concerti per prestigiosi enti musicali italiani. Nel 2017 il gruppo è stato “Quartetto in residence” al Piedicavallo Festival e ha ricevuto una borsa di studio assegnata dalla Gioventù Musicale d’Italia; l’anno precedente aveva già ricevuto la borsa di studio dell’Associazione Piero Farulli (“La Pépinière del Quartetto d’Archi”). L’ensemble è stato recentemente selezionato per il progetto Le Dimore del Quartetto, grazie al quale si esibisce regolarmente in concerto per l’Associazione Dimore Storiche italiane.

In una intervista rilasciata in esclusiva per l’Unione Musicale i musicisti hanno raccontato come si è formato il gruppo e i suoi valori fondamentali: «All’origine del Quartetto Dàidalos c’è un’amicizia e una comune passione per la musica da camera. Il nostro gruppo è nato quasi per gioco e abbiamo scoperto poco alla volta l’incredibile mondo del quartetto. Ci siamo appassionati alle infinite possibilità di questa formazione e ci siamo innamorati dello straordinario repertorio che gli è stato dedicato.

[…] Per noi il Quartetto è il luogo in cui ciascuno porta il proprio bagaglio musicale e umano e il costante lavoro di ricerca di un’interpretazione comune, di un suono, di un’identità condivisa, porta sempre ad un risultato ben più complesso della somma di quattro. Suonare in quartetto è infatti un raffinato gioco di squadra, che richiede ricerca infinita e costante messa in discussione di sé, un ideale equilibrio tra individualità e totalità in cui i valori di rispetto, sostegno e riconoscimento dell’altro sono fondamentali».

Per il debutto torinese il Dàidalos ha scelto un programma vario, che tocca diverse epoche e stili.

Si inizia con Langsamer Satz di Anton Webern, brano che nulla possiede del puntillismo seriale caratteristico delle opere mature del compositore per le quali oggi è maggiormente noto. Con quelle pagine però Langsamer Satz condivide l’estrema concentrazione motivica ed espressiva: nell’arco di pochi minuti Webern riesce infatti a condensare infinite sfumature di sentimento e altrettante suggestioni, impiegando un linguaggio armonico fortemente tonale che si richiama alla tradizione tardo romantica che da Wagner arriva fino a Mahler, passando per Brahms e Strauss.
Segue il Quartetto in mi minore di Giuseppe Verdi, unico esempio strumentale della produzione di un compositore che non aveva mai nascosto il suo disinteresse (se non ostilità) per quel mondo tedesco che aveva fatto del quartetto per archi l’organico cameristico per eccellenza. Composta nel 1872 a Napoli, dove l’autore si trovava per alcune rappresentazioni di Don Carlo e di Aida, la pagina sembra avvicinarsi più alle conquiste armoniche e strumentali compiute da Verdi all’interno delle sue opere liriche piuttosto che alla grande tradizione classico-romantica del quartetto d’archi.
Il concerto termina con il Quartetto in la maggiore op. 41 n. 3, composto da Schumann come tutti i Quartetti dell’op. 41 nel 1843, l’anno dedicato alla musica da camera. Queste pagine risentono dell’influenza di Haydn e Mozart e soprattutto dell’ultimo Beethoven, con echi stilistici e vere e proprie allusioni tematiche. I tratti personali, tuttavia, emergono con assoluta chiarezza, come l’impiego di sezioni formali chiuse, il procedere per episodi contrastanti e ben distinti e assimilabili a tappe di una narrazione, ma anche la tendenza a giustapporre le sezioni, senza prevedere zone di transizione. Tratti peculiari inconfondibili di Schumann si riscontrano anche nei temi asimmetrici, dal ritmo complesso, ricchi di sincopi e di spostamenti d’accento.

«Tra i brani che proponiamo a Torino – ha affermato il Quartetto Dàidalos – siamo molto affezionati a Langsamer Satz di Webern, in quanto è un breve brano di grande espressività che portiamo con noi fin dall’inizio della nostra esperienza e ha segnato diverse tappe della nostra storia».

L’intervista rilasciata in esclusiva per l’Unione Musicale può essere consultata nella sua completezza a questo link.

Il concerto sarà preceduto da una guida all’ascolto (ore 18.30) a cura di Liana Püschel, musicologa dell’Università di Torino.

——————————————————————

poltrone numerate, euro 20
in vendita online e presso la biglietteria di Unione Musicale

ingressi, euro 12 e riduzioni per i giovani fino a 21 anni
in vendita il giorno del concerto presso il Teatro Vittoria dalle ore 18.

BIGLIETTERIA
Unione Musicale, piazza Castello 29 – 101023 Torino
tel. 011 566 98 11 – info@unionemusicale.it
orario: martedì e mercoledì 12.30-17 – giovedì e venerdì 10.30-14.30

Vai alla scheda concerto

Segui l’Unione Musicale sui Social Network:

Facebook: https://www.facebook.com/unionemusicale
Twitter: https://twitter.com/unionemusicale
Instagram: https://www.instagram.com/unionemusicale/
Youtube: http://www.youtube.com/unionemusicale[/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]