Come avete vissuto questo periodo di sospensione dell’attività concertistica?
«Abbiamo cercato di vivere questi strani mesi nella maniera più serena possibile… Volendo cercare un forzatissimo lato positivo di questo lockdown per la vita del Trio è stato la tempistica: abbiamo concluso la registrazione del nostro primo disco il 5 marzo, il 7 marzo pomeriggio abbiamo girato un video promozionale e in serata la provincia di Asti diventava ufficialmente zona rossa! Il tempo trascorso in questa clausura forzata lo abbiamo in parte impiegato nel lavoro che sta dietro la realizzazione di un disco.
In tutta onestà, per tutti e tre, lo studio individuale è stato meno del nostro standard; ci siamo dedicati moltissimo ad attività che non hanno nulla a che vedere con la musica come fare l’orto, leggere, vedere dei film, costruire e restaurare mobili e sentire la famiglia e gli amici lontani! È stato tuttavia un momento per liberare la mente e ascoltarsi un po’ di più, nel bene e nel male».

Cosa vi è mancato di più della vostra attività di musicisti?
«Il fine ultimo: il suonare per qualcuno, comunicare qualcosa a qualcuno…»

Quali sono le vostre emozioni nel ricominciare a suonare dal vivo in una sala da concerto?
«Senza dubbio la gratitudine per poterlo fare nuovamente…»

Quali sono i vostri progetti per il futuro?
«In questo momento ci sono tantissime idee e progetti e molto probabilmente ci sarà un secondo disco prima del previsto! In questa clausura abbiamo gettato dei semi… tra poco vedremo se germoglieranno!»

 

Intervista raccolta da Gabriella Gallafrio per l’Unione Musicale

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