Come vi siete conosciuti? Da quanto tempo suonate insieme?
Ci siamo conosciuti a Berlino nel giugno 2016, esattamente in occasione del nostro primo concerto presso l’Ambasciata Italiana. Da allora abbiamo iniziato una collaborazione in duo che si sta protraendo nel tempo con reciproche grandi soddisfazioni.

Quando è nato in voi l’amore per la musica? Quando e perché avete scelto di diventare musicista? Avete mai avuto dei ripensamenti?
Cardaropoli: L’amore per la musica è sempre in me, è nato in casa da subito, da quando avevo sei anni, poichè faccio parte di una famiglia di musicisti e anch’io volevo suonare uno strumento. I momenti difficili ci saranno sempre, ma non ho mai avuto un ripensamento, perché è con la musica che riesco a condividere immagini, ricordi, emozioni che diversamente non si potrebbero concretizzare.

Ferro: Essendo mia madre insegnante di pianoforte, l’amore per la musica è nato naturalmente. Mi sono sempre interessato alla musica sin da piccolo e ho coltivato sempre più questa passione. Dopo il diploma di pianoforte ho scelto di diventare musicista e di vivere con la musica perché è il miglior modo per esprimere le mie emozioni e le mie sensazioni. Da bambino ho avuto qualche volta dei momenti di demotivazione, ma grazie all’incoraggiamento dei miei genitori sono riuscito a superare le difficoltà, che penso abbiano avuto in molti.

Secondo voi, come cambia l’ascolto (e l’interpretazione) della musica classica nell’era digitale, in cui la fruizione dei contenuti è estremamente veloce? Ha ancora senso l’ascolto di un concerto dal vivo?
L’ascolto nell’era digitale cambia per via della tecnologia a disposizione dei musicisti, che vanno sempre alla ricerca della perfezione che ottengono con maggiore precisione negli studi di registrazione. L’interpretazione invece potrebbe non risentire della tecnologia perché è insita nella sensibilità dell’interprete. L’ascolto di un concerto dal vivo ha ancora senso perché fa emergere la reale bravura degli interpreti.

Che cosa direste ai vostri coetanei per invitarli a partecipare al vostro concerto?
Venite a vivere un’emozione indescrivibile a cui non si può mancare. Nelle note che ascolterete c’è un concentrato di cultura, lavoro, sacrificio e tanta bellezza!

 Intervista raccolta da Laura Brucalassi per l’Unione Musicale

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