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Lungo un arco di oltre sei decenni l'Unione Musicale ha offerto al suo pubblico il meglio delle esecuzioni di grande musica soprattutto nel dominio cameristico, che è il terreno sul quale i suoi concerti hanno cercato – e spesso trovato – il giusto equilibrio tra modernità e tradizione in cartelloni uniti da attenti fili conduttori. Ma nel mondo della musica classica c'è da sempre una segreta ambizione: quella di esercitare sui giovani un'attrattiva più forte di quella che i nostri dati ci permettono di toccare con mano. E le sterminate platee del rock e del pop dimostrano purtroppo quanto ne siamo distanti. Noi da quest'anno ci proponiamo dei primi piccoli passi nel territorio, forse realizzabili in virtù della loro limitatezza.
Dalla nuova stagione che qui vi presentiamo, i nostri orizzonti si allargano infatti a ricomprendere non solo una nuova offerta, o per meglio dire l'ampliamento di quella giovanile, parte da qualche anno del nostro cartellone, ma un obiettivo nuovo e sostanzialmente al di fuori della storica serie delle stagioni di concerti: un tentativo di contatto con i giovani mirato non a farne semplicemente dei nuovi ascoltatori a rinforzo e sostituzione di quelli acquisiti, ma a offrire loro un approccio innovativo a metà strada tra il formativo e didattico da un lato e la pura gioia, dall'altro, del contatto con la grande musica dal vivo. Al confine insomma tra la lezione e l'ascolto, reso questo meno distante e passivo.
Non siamo così lungi dal nostro seminato, nel quale i giovani hanno sempre giocato un ruolo importante, ma quel ruolo diventa una finalità istituzionale. La nostra nuova sala – il Teatro Vittoria – ci permette e ci sprona a far confluire in quella direzione i nostri sforzi. Altrettanto ci stimola il prezioso supporto di uno dei nostri grandi sostenitori, che in quella missione ha mostrato apertamente di credere.
Il 2009, annus horribilis del supporto pubblico alle performing arts , si è fortunatamente concluso, non senza qualche trauma, ma ben al di qua dei risultati drasticamente nocivi che si sarebbero potuti prevedere. Si è molto parlato anche dell'intervento dei mezzi di comunicazione di massa a supporto di una diffusione e fruizione giudicata allo stato insufficiente. Noi purtroppo facciamo parte di coloro che credono ancora all'efficacia dei mezzi tradizionali e specifici, inevitabilmente con il supporto di quelli che ancora li vogliano appoggiare. Speriamo proprio molto nel loro futuro. Certo di più, almeno nelle intenzioni, speriamo nelle risorse non provenienti dalle pubbliche tasche. Ma il sistema vigente non sembra facilitarne l'acquisizione.
E ora la stagione: il 2010-2011 racchiude porzioni di anni contrassegnati da importanti ricorrenze. Nel 2010, accanto a una coda delle celebrazioni schumanniane, cade anche il terzo centenario dalla nascita di Giovanni Battista Pergolesi: occasione per accostare alla sua pagina forse più celebre (l'intermezzo La serva padrona ) una rara esecuzione della sua Olimpiade , opere entrambe affidate all'Academia Montis Regalis guidata da Alessandro De Marchi.
Nell'anno 2011 cadono due grandi ricorrenze musicali, essendo la principale il bicentenario della nascita di Franz Liszt. Si tratta di un autore di primissima grandezza, europeo, cosmopolita, con una fortissima valenza culturale e “politica” per gli anni della sua attività (che si pongono in strettissima correlazione temporale con il 150° dell'Unità d'Italia che così anche noi celebreremo), artisticamente innamorato dell'Italia e dell'italianità, con un catalogo naturalmente disposto a essere esplorato dalla nostra programmazione. A Liszt dedicheremo due récital pianistici, una terza serata con l'alternanza tra pianoforte e voce e un appuntamento con le sue pagine corali sacre, di rarissima programmazione. Il dibattito sul rapporto tra musica “assoluta” e musica “a programma”, di cui Liszt fu uno dei protagonisti, si offre anche per stabilire relazioni scoperte ma mai sufficientemente esplorate tra la musica di Liszt e la musica di Mahler. L'altro appuntamento del 2011 è infatti il centenario della morte di Gustav Mahler, cui altre istituzioni (in primis l'OSN Rai) dedicheranno una importante parte della programmazione, offrendo l'Unione Musicale un suo contributo, con l'esecuzione della Prima Sinfonia nel concerto d'inaugurazione e con una significativa presenza liederistica, congiunta idealmente a qualche appuntamento già realizzato nel 2009-2010.
L'ambito della riscoperta di pagine dimenticate o di riproposte filologiche si concentra sulla viola da gamba, sulle musiche rinascimentali di corte, sui madrigali per voci e strumenti dal VII e VIII Libro di Monteverdi, sull'accostamento, nella coralità sacra, tra Arvo Pärt e i classici del repertorio rinascimentale. All'ambito della scoperta, della filologia e dell'originalità appartiene anche, per quanto strano possa sembrare, una “prima” torinese di Beethoven: si tratta della versione cameristica, realizzata dall'autore, del Quarto Concerto per pianoforte e orchestra (protagonisti dell'esecuzione Andrea Lucchesini al pianoforte, gli archi del Quartetto di Cremona e il giovane violista Giuseppe Russo Rossi).
Sotto un profilo più generale, la stagione conserva il carattere fondamentale della programmazione dell'Unione Musicale: la ricerca della qualità e dello specifico interesse esecutivo nell'accostamento dei musicisti con il repertorio. Il 2010-2011 comprende alcuni degli artisti più interessanti del panorama internazionale: il direttore Vladimir Jurovskij, con l'Hilliard Ensemble e l'Orchestra Giovanile Italiana; il duo veramente straordinario che unisce Gidon Kremer a Krystian Zimerman; un gruppo vivaldiano amatissimo come Il Giardino Armonico guidato da Giovanni Antonini; il baritono Matthias Goerne, per un graditissimo ritorno; il violinista Giuliano Carmignola, presente con la Kammerorchester Basel e Umberto Benedetti Michelangeli; il violoncellista Enrico Dindo, alle prese con la sua prima “integrale” delle Suites di Bach; il gruppo Europa Galante con Fabio Biondi; Mikhail Pletnèv con la sua Russian National Orchestra; il pianista Radu Lupu, con un récital dedicato ai “suoi” autori d'elezione, Schubert e Schumann; il pianista András Schiff, alla guida, dal pianoforte, di un gruppo cameristico. Tale ambito cameristico innerva tutta la stagione: repertori più tradizionali accanto a pagine rarissime e meravigliose (come lo schubertiano Der Hirt auf dem Felsen ), formazioni più inedite accanto al classicissimo Quartetto di Tokyo. E poi tanti giovani e giovanissimi, soprattutto pianisti: Kit Armstrong, pupillo di Alfred Brendel; Gabriele Carcano, che torna nella nostra stagione dopo lo studio di perfezionamento; il nuovo astro internazionale Yuja Wang; Andrea Bacchetti al pianoforte con un eccellente violinista italiano, Domenico Nordio; Benedetto Lupo, per chiudere nel nome di Schumann e di Chopin la serie domenicale ad Alba.
Unione Musicale