Nel mese di gennaio l’Unione Musicale invita il pubblico a tre appuntamenti con i giovani, tre concerti, per tre diverse serie del cartellone – Mozart, Didomenica e Young – che diventano occasioni per ribadire una delle vocazioni più salde dell’istituzione: dare spazio ai nuovi talenti. Lungo il solco dell’integrale delle Sonate per pianoforte di Mozart – viaggio che da anni attraversa le stagioni dell’UM – sabato 14 al Teatro Vittoria si esibiscono Claudio Berra e Michela De Nuccio, pianisti poco piu che ventenni accomunati dagli studi al Conservatorio di Torino, dal perfezionamento presso l’Accademia di Musica di Pinerolo e da masterclass con Andrea Lucchesini, Benedetto Lupo, Aleksandar Madžar, Pavel Gililov. Sono talenti in erba, che interessano gli addetti ai lavori, che incuriosiscono la critica e che indubbiamente piacciono al pubblico per quel vento di novita di cui sono portatori. Partecipano a concorsi internazionali, spesso aggiudicandosi i primi premi, si muovono tra rassegne, festival e stagioni, e se tra i loro obiettivi artistici spicca il desiderio di rendere noto il proprio nome, tra i primi a raccoglierne entusiasmo, talento e promesse e l’Unione Musicale, al punto da affidare loro una sfida non facile: l’universo pianistico di Mozart.
Uno spirito piu anticonvenzionale anima il concerto programmato per domenica 15 gennaio, quando sul palco del Conservatorio saliranno i componenti del SIGNUM Saxophone Quartet. Il loro repertorio e vastissimo: gli autori proposti vanno da Haydn a Corea, passando per Musorgskij, Šostakovič, Piazzolla e Gillespie. Dunque un’ampia gamma di colori si mescola alla gioia contagiosa nel modo di fare musica di questo ensemble, che raduna giovani sassofonisti provenienti da Germania, Slovenia e Italia. Anche la loro gestualita estroversa, capace di creare coreografie, li ha messi in evidenza e condotti in pochi anni a esibirsi nelle maggiori sale da concerto d’Europa, fino ad approdare alla Carnegie Hall di New York. Dunque l’Unione Musicale non si lascia sfuggire l’occasione di portare al proprio pubblico l’energia di questi «four saxophonists who rock the house», come si legge sul loro sito.
Sempre nello spirito di mostrar talenti che muovono i primi passi, il concerto del 24 ci fara conoscere il Trio Quodlibet, nato nel 2012 presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano, sotto la guida di Bruno Giuranna, Stefano Molardi, Enrico Dindo e Yuval Gotlibovich. Giovani musicisti che hanno scelto di suonare insieme, che hanno percorso il doveroso tragitto dello studio all’ombra dei grandi, che hanno guadagnato premi e che sono avviati a frequentare festival e sale in diverse citta d’Europa. Pronti oggi a dare nuova linfa – come e giusto che sia – a quella preziosa regione della musica da camera che e il trio. [Articolo di Monica Luccisano]

{Originale su www.sistemamusica.it }

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