Come è nato il duo con Gabriele Biffoni?
Il duo con Gabriele è nato nella classe di musica da camera di Antonio Valentino. Non è da molto tempo che suoniamo insieme, ma siamo entrambi appassionati della musica di Schumann e suonarla a 4 mani è qualcosa di nuovo e interessante per tutti e due.

A che punto è il tuo percorso di formazione? Che cosa desidereresti per il tuo futuro?
Mi sono diplomata all’Accademia Musicale Nazionale di Kiev già quattro anni fa, ma ho deciso di continuare gli studi e adesso frequento il Biennio specialistico al Conservatorio di Torino nella classe di Giacomo Fuga. Contemporaneamente sono iscritta anche all’Accademia di Musica di Pinerolo: sono stata molto fortunata a frequentare le lezioni di importanti maestri come Andrea Lucchesini e Pietro de Maria! Contemporaneamente agli studi, sono anche tutor nella classe di Marina Scalafiotti, un’esperienza di cui sono felice e grata: l’insegnamento mi interessa molto e mi piace scoprire cose nuove lavorando insieme ai ragazzi, è una grande forma di crescita personale. Per il mio futuro sto cercando di capire come riuscire a conciliare il fatto di essere musicista, aprendomi soprattutto al repertorio della musica da camera con pianoforte, e nello stesso tempo insegnante.

Che cosa ti piace ascoltare?
Ascolto musica di generi e periodi diversi, dal Barocco ai Beatles, musica sinfonica, jazz e a volte anche qualcosa di musica pop russa o ucraina. La musica che mi piace di più tornare ad ascoltare è Jean Philippe Rameau eseguito da Grigory Sokolov. Ma in generale cerco di ascoltare sempre di più e di essere più sistematica e selettiva nelle mie scelte di ascolto.

Che cosa diresti a un tuo coetaneo per invitarlo a frequentare i concerti di musica classica?
Secondo me ai nostri giorni è importante non creare un’atmosfera troppo elitaria intorno alla musica classica e cercare di attrarre di più il pubblico giovane. Per questo è giustamente importante il merchandising, un titolo invitante, una bella locandina da pubblicizzare sui social network: potrebbe sembrare strano, ma anche i musicisti non possono più farne a meno. Noi suoniamo non solo per i nostri compagni di classe e per gli insegnanti, ma soprattutto per il pubblico che viene da fuori. Mi piace pensare che per invitare un coetaneo non musicista ad un nostro concerto si potrebbe dirgli di venire ad ascoltare il musicista pop più in voga nell’Ottocento.

Che cosa rappresenta per te tenere un recital per un ente dalla lunga tradizione come l’Unione Musicale?
Sicuramente è un’occasione molto responsabilizzante e un’esperienza molto bella il fatto di poter suonare in una stagione prestigiosa come quella dell’Unione Musicale; sono molto grata a tutti coloro che hanno reso possibile la nostra partecipazione.

Intervista raccolta da Gabriella Gallafrio per l’Unione Musicale

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