martedì 5 dicembre 2017 – ore 20
Teatro Vittoria, via Gramsci, 4 – Torino
serie young

 Quartetto Van Kuijk

Nicolas Van Kuijk / violino
Sylvain Favre-Bulle / violino
Emmanuel François / viola
François Robin / violoncello


Joseph Haydn (1732-1809)
Quartetto in mi bemolle maggiore Hob. III n. 38 op. 33 n. 2 “Der Scherz” (Lo scherzo)

Anton Webern (1883-1945)
Cinque Pezzi op. 5

Felix Mendelssohn Bartholdy (1809-1847)
Quartetto in mi minore op. 44 n. 2

Guida all’ascolto a cura di Liana Püschel

“Stile, energia e senso del rischio. Quattro giovani francesi che fanno sorridere la musica”.
Stiamo parlando del Quartetto Van Kuijk, una formazione con una storia recente di tutto rispetto: vincitore del prestigioso concorso per quartetto d’archi della Wigmore Hall di Londra nel 2015, è stato nominato BBC New Generation Artists per il triennio 2015-2017 ed ECHO Rising Stars per la stagione 2017-2018.
Il Quartetto Van Kuijk si esibisce raramente in Italia, dunque sarà particolarmente ghiotta l’occasione di ascoltarlo dal vivo martedì 5 dicembre 2017 (Teatro Vittoria, via Gramsci, 4) per il secondo appuntamento con la serie YOUNG, espressamente pensata dall’Unione Musicale per valorizzare i più promettenti giovani interpreti che si stanno affermando sulle scene internazionali.
Nelle passate stagioni si sono esibiti per la serie YOUNG nientemeno che il pianista Daniil Trivonov, il violista Ryszard Groblewski (vincitore del ARD Competition nel 2004 e del Concorso di Ginevra nel 2005), il Notos Quartett, la violoncellista Julia Hagen.

Il Quartetto Van Kuijk presenta a Torino un programma molto vario, che spazia dal Quartetto in mi bemolle maggiore di Haydn ai Cinque Pezzi op. 5 di Webern passando per il Quartetto in mi minore di Felix Mendelssohn. «Siamo quel tipo di ragazzi che non amano annoiarsi! – hanno dichiarato in una recente intervista in esclusiva per l’Unione Musicale (vedere http://www.unionemusicale.it/intervista-esclusiva-al-quartetto-van-kuijk/) – Ci piace ascoltare tipi e stili di musica sempre diversi ed è per questo che abbiamo deciso di presentare in concerto a Torino tre pezzi molto differenti: gli scherzi “vecchio stile” di Haydn, lo stile aforistico di Webern e il virtuosismo di Mendelssohn. […] Noi suoniamo solo musica che amiamo. In un mondo in cui va per la maggiore l’estrema specializzazione, per ora cerchiamo di resistere e di confrontarci con ogni repertorio».

I sei Quartetti op. 33 (detti quartetti Russi) di Haydn rappresentano il punto di svolta nella storia del genere e possono essere considerati i primi quartetti nella perfetta forma classica. Fu lo stesso Haydn a presentarli con le significative parole “sono composizioni in forma interamente nuova, come mi è riuscito di fare dopo non averne più scritti per dieci anni”. Haydn è uno degli autori più congeniali per il Van Kuijk, come dimostra il premio speciale per la miglior esecuzione di un’opera di Haydn ricevuto al Concorso internazionale per quartetto d’archi della Wigmore Hall di Londra.

Nell’itinerario artistico di Webern i Cinque Pezzi op. 5 hanno un ruolo di primo piano perché, insieme al Quartetto n. 2 di Schönberg e al Quartetto op. 3 di Berg, sono un manifesto della poetica aforistica della cosiddetta Scuola di Vienna. Brevità e densità sono i punti di partenza dell’op. 5, che persegue una organizzazione complessiva perfettamente coerente, fatta di alternanza di movimenti rapidi e lenti, di contrasti dinamici e ritmici sempre impiegati con funzione strutturale. Il calcolo preciso di ogni effetto non risponde qui solamente a una logica di alto costruttivismo, ma realizza quella poetica di angoscia e incomunicabilità che è probabilmente l’essenza più intima della musica di Webern.

Facilità melodica, impeccabili strutture formali, cordialità borghese sono le cifre distintive dello stile musicale di Mendelssohn e si ritrovano anche nel Quartetto in mi minore, caratterizzato da trasparenza e amabilità. Pagine nitide e amabili come questa rappresentavano il cielo senza nuvole del primo Romanticismo tedesco, che a breve venne “turbato” dalle opere più dense e tormentate del secondo Ottocento.

Il concerto è preceduto alle ore 18.30 da una guida all’ascolto a cura della musicologa Liana Püschel e da un aperitivo alle ore 19.30.
Particolare attenzione ai giovani anche nelle tariffe di ingresso: fino a 21 anni si entra con 5 euro (per tutti gli altri: poltrone numerate a 20 euro e ingressi non numerati a 12 euro).

 

poltrone numerate, euro 20
in vendita presso la biglietteria dell’Unione Musicale e online su www.unionemusicale.it

ingressi (comprensivi di guida all’ascolto e aperitivo), euro 12 (ridotti fino a 21 anni, euro 5)
in vendita il giorno del concerto presso il Teatro Vittoria dalle ore 18.15

BIGLIETTERIA
Unione Musicale, piazza Castello 29 – 101023 Torino
tel. 011 566 98 11 – info@unionemusicale.it
orario: martedì e mercoledì 12.30-17 – giovedì e venerdì 10.30-14.30

 

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