sabato 27 febbraio 2016 – ore 20
Teatro Vittoria, via Gramsci 4 – Torino

FESTIVAL MOZART – IL QUARTETTO D’ARCHI

 Quartetto di Cremona
Cristiano Gualco, Paolo Andreoli, Simone Gramaglia, Giovanni Scaglione

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
Quartetto in fa maggiore K. 168
Quartetto in la maggiore K. 169
Quartetto in re maggiore K. 575

 Guida all’ascolto a cura di Alberto Bosco (ore 18.30)

Sabato 27 febbraio 2016, presso il Teatro Vittoria di Torino, terzo appuntamento con il Quartetto di Cremona per il Festival Mozart che l’Unione Musicale – Atelier Giovani dedica al repertorio per quartetto d’archi del compositore salisburghese.
Il Quartetto di Cremona eseguirà infatti l’integrale dei Quartetti mozartiani nel corso di questa Stagione 2015-2016 e concludendo nell’autunno della prossima. Il concerto sarà preceduto (alle ore 18.30) da una guida all’ascolto a cura di Alberto Bosco.
«Il Quartetto di Cremona sceglie di presentare le prime composizioni giovanili accanto ai quartetti della maturità e di mostrare il limpido riflesso della spensieratezza che percorre, senza soluzione di continuità, tutta l’avventura creativa del genio di Salisburgo». (Alessio Tonietti da “Sistema Musica” gennaio 2016)
Il concerto del 27 febbraio prevede l’esecuzione dei Quartetti K. 168 e K. 169 composti a Vienna nell’estate del 1773 (Mozart aveva diciassette anni); la breve parentesi estiva nella capitale austriaca e il contatto con un panorama artistico particolarmente stimolante (Haydn, Hasse, Gluck, Piccinni) segnano profondamente il giovane Mozart e questi Quartetti mostrano, al confronto con i precedenti, una maggior ricerca espressiva e uno spiccato progresso stilistico.
Accanto a queste due opere legate al periodo della giovinezza, i musicisti del Quartetto di Cremona propongono il Quartetto in re maggiore K. 575 (1789) che, insieme al K. 589 e al K. 590, Mozart aveva letteralmente svenduto all’editore Artaria, «solo per poter avere in mano un po’ di soldi». Ma i tre Quartetti in questione erano nati nientemeno che su richiesta di Federico Guglielmo II, re di Prussia – da qui l’attuale denominazione di “prussiani”. Ispirandosi al gusto assai diffuso a corte, e con l’idea di fare cosa gradita al sovrano, Mozart si lasciò contagiare dallo stile brillante di matrice franco-italiana e sviluppò una scrittura solistica estesa a tutti e quattro gli strumenti, ma con speciale attenzione al violoncello. Nel Quartetto in re maggiore K. 575, infatti, lo strumento grave avvia il secondo tema del movimento iniziale, si lascia coinvolgere in fitti dialoghi nell’Andante, per risplendere da vero protagonista nel Trio del Minuetto. Il risultato è una vitalità concertante che permea questi Quartetti facendone qualcosa di molto diverso da tutti i precedenti. Anche se poi, a ben vedere, la scrittura brillante e le emersioni solistiche dei “prussiani” sono talora soppiantati dal loro opposto stilistico, ovvero dall’arduo, rigoroso contrappunto imitativo: quello stesso che, sempre nel Quartetto K. 575, riesce a scuotere il placido scorrere del Rondò finale, addensando la scrittura in intrecci serrati, trasformandone l’amabilità in un fantasioso, coinvolgente ésprit de finesse.

poltrona numerata, euro 20
ingressi, euro 12 – ridotti (under 21), euro 5
Unione Musicale – Atelier Giovani
orario martedì e mercoledì 12.30-17 – giovedì e venerdì 10.30-14.30
tel. 011 566 98 11 – info@unionemusicale.it

 

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