domenica 21 gennaio 2018 – ore 16.30
Torino, Conservatorio Giuseppe Verdi, piazza Bodoni
serie didomenica

Quartetto Adorno

Edoardo Zosi, Liù Pelliciari, Benedetta Bucci, Danilo Squitieri

Silvia Colasanti (1975)
Di tumulti e d’ombre

 Franz Schubert (1797-1828)
Quartetto in la minore op. 29 n. 1 D. 804 (Rosamunde)

 Alexander Zemlinsky (1871-1942)
Quartetto n. 3 op. 19

Keller, Artemis, Kuss, Pavel Haas, Bennewitz, Kelemen.
Sono alcuni dei migliori quartetti al mondo e hanno tutti una cosa in comune: la loro carriera ha preso il via dalla vittoria del Concorso Internazionale “Premio Paolo Borciani” e dalle lunghe tournée in Europa, Stati Uniti e Giappone offerte al vincitore come parte del primo premio.
Il pubblico torinese negli anni ha avuto modo di ascoltare tutte queste formazioni perché l’Unione Musicale collabora con il “Paolo Borciani” fin dalla sua fondazione (nel 1987), ospitando nelle proprie stagioni un concerto dei vincitori.
Nell’edizione 2017 però il primo premio non è stato assegnato. Il secondo è andato alla formazione coreana-statunitense Omer Quartet, mentre il Quartetto Adorno ha fatto man bassa: è stato il primo quartetto italiano ad aggiudicarsi il terzo premio, il premio del pubblico e il premio speciale per la migliore esecuzione del brano contemporaneo.
Domenica 21 gennaio 2018 (Conservatorio Giuseppe Verdi – ore 16.30) l’Unione Musicale porta a Torino il Quartetto Adorno con un programma che accosta il Quartetto in la minore op. 29 n. 1 D. 804 (Rosamunde) di Schubert, il Quartetto n. 3 op. 19 di Zemlinsky e Di tumulti e d’ombre della compositrice italiana Silvia Colasanti.
«Nel programma – ha dichiarato il Quartetto Adorno in una recente intervista rilasciata in esclusiva per l’Unione Musicale – abbiamo voluto accostare i Quartetti di Schubert e Zemlinsky che, pur appartenendo a due epoche diverse sono manifestazioni dello stesso orizzonte culturale tipicamente viennese. Crediamo che ascoltandoli nella stessa serata si possa scoprire quanto i due capolavori siano intimamente connessi. Di tumulti e d’ombre è il quartetto che ci ha portato alla vittoria del Premio per la miglior esecuzione del brano contemporaneo all’XI Concorso “Premio Paolo Borciani”. È inoltre l’occasione per suonare un brano del repertorio italiano contemporaneo che desideriamo esplorare e contribuire a diffondere».
Il denso Quartetto “Rosamunde” è ricco di citazioni da altre pagine schubertiane: il tema che dà il nome al brano e che è il cuore del secondo movimento è tratto dalle musiche di scena per l’opera Rosamunde. Con questo Quartetto, non più pensato per esecutori dilettanti, Schubert volgeva le spalle in maniera radicale alle tendenze di moda al suo tempo, creando una pagina stilisticamente affine alla sua musica vocale fin dalle battute iniziali, che sembrano tratte da un Lied.
Le opere di Zemlinsky, caratterizzate da un linguaggio musicale ricco e inconfondibile, sono una testimonianza degli sviluppi turbolenti della musica tra il 1890 e il 1940.
Il Quartetto n. 3 op. 19 vide la nascita nel 1924 ed esprime una sarcastica protesta contro il modernismo; in questo lavoro Zemlinsky utilizza materiale tematico estremamente sintetico ottenendo un effetto davvero dirompente, facendo “gemmare” tutta la struttura dagli intervalli e dai ritmi del tema iniziale.
Di tumulti e d’ombre di Silvia Colasanti è una sorta di studio preparatorio per il lavoro teatrale Faust – Tragedia soggettiva in musica imperniato sulla figura del Faust di Pessoa. “Il poema pessoano – ha dichiarato l’autrice – si presenta come il dramma di un’anima, bloccata nel suo nichilismo, nella sua incapacità di amare, di sentire. L’ideale goethiano della conoscenza si trasforma in Pessoa nell’impossibilità di conoscere, in una meditazione angosciata sul vuoto e sull’abisso. Il quartetto d’archi diventa così una scena teatrale immaginaria dove certi stati dell’essere umano, certi modi d’espressione, si ripresentano, ma colorati ogni volta diversamente: un attore che indossa continue maschere e alla fine comparirà nella pura forma di fantasma.”

Il Quartetto Adorno (composta da Edoardo Zosi, Liù Pelliciari, Benedetta Bucci e Danilo Squitieri) prende il nome dal filosofo Theodor Wiesengrund Adorno che, in un’epoca di declino musicale e sociale, individuò nella musica da camera una chiave di salvezza per perpetuare un vero rapporto umano, secondo i valori del rispetto e dell’anelito alla perfezione. La formazione ha fatto propri questi valori, come conferma una loro recente dichiarazione: «La musica da camera si fonda su una comunione di intenti tra individui diversi che raggiungono il loro obbiettivo attraverso l’ascolto reciproco, la disponibilità a cambiare punto di vista e la coscienza che il bene comune è fondamentale anche per lo sviluppo della propria personalità individuale».

L’intervista esclusiva rilasciata dal Quartetto Adorno per l’Unione Musicale è consultabile alla pagina http://www.unionemusicale.it/intervista-esclusiva-al-quartetto-adorno/

poltrone numerate, euro 30
in vendita online e presso la biglietteria di Unione Musicale

ingressi, euro 20 e riduzioni per i giovani fino a 21 anni
in vendita il giorno del concerto presso il Conservatorio dalle ore 16

BIGLIETTERIA
Unione Musicale, piazza Castello 29 – 101023 Torino
tel. 011 566 98 11 – info@unionemusicale.it
orario: martedì e mercoledì 12.30-17 – giovedì e venerdì 10.30-14.30

 

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