domenica 10 gennaio 2016 ore 16.30

Conservatorio G. Verdi, piazza Bodoni – Torino

serie didomenica

 

Quartetto Accardo

Salvatore Accardo violino

Laura Gorna violino

Francesco Fiore viola

Cecilia Radic violoncello

 

ČAJKOVSKIJ. I QUARTETTI PER ARCHI

Quartetto n. 1 in re maggiore op. 11

Quartetto n. 2 in fa maggiore op. 22

 

Nell’anno in cui l’Unione Musicale festeggia i suoi settant’anni, torna in stagione un grande artista che ha costruito un pezzo di storia dell’istituzione torinese. Salvatore Accardo sarà al Conservatorio di Torino il 10 gennaio, per la serie pomeridiana domenicale, con il suo Quartetto, insieme quindi a Laura Gorna, Francesco Fiore e Cecilia Radic.

In programma i primi due Quartetti di Čajkovskij, pagine raramente eseguite nelle quali il titanismo sinfonico del compositore russo si tramuta in puro lirismo di chiara connotazione drammatica. Accardo tornerà poi nuovamente in stagione in primavera, con l’Orchestra da Camera Italiana nella doppia veste di direttore e violino solista (23 marzo 2016).

Il primo Quartetto op. 11, con la sua scrittura morbida ed elegante, rivela quanto Čajkovskij fosse padrone di una raffinata tecnica polifonica, capace inoltre di un’inventiva tematica davvero fuori dal comune. Il brano è formato da quatto movimenti dei quali il secondo, Andante cantabile, è uno dei pezzi più noti di Čajkovskij. Il tema principale proviene da un canto popolare che il compositore appuntò nel 1869, dopo averlo sentito da un contadino ucraino. Čajkovskij modellò questa originaria melodia per addivenire a un tema profondo, intimo e struggente che fece addirittura scoppiare in lacrime quel colosso di Tolstoj, un episodio che riempì di orgoglio il grande compositore.

Il Secondo quartetto, composto nel 1874, si impone invece per le sue dimensioni e la sua struttura chiaramente tesa verso la grande tradizione dei quartetti per archi austro-tedeschi. Beethoven, anzi, è l’esplicito modello per il primo movimento, Moderato assai, dalle proporzioni ben calibrate, costruito con transizioni perfettamente organiche, che di solito a Čajkovskij riuscivano sempre un po’ brusche come egli stesso ammise: “le mie cuciture si vedono sempre”.  Il quartetto ricevette col tempo un crescente interesse e, quando venne eseguito alla presenza dell’autore nel 1885, il successo fu tale che il compositore scrisse: «L’entusiasmo è stato sincero e sono uscito quasi soffocato dalla commozione e dalla gratitudine. Ho provato l’orgoglio di un artista che ha conquistato un riconoscimento generale quando ancora era in vita».

poltrone numerate, euro 28 – ingressi, euro 20

 

BIGLIETTERIA E INFORMAZIONI:

Unione Musicale – tel. 011 566 98 11 – info@unionemusicale.it

martedì e mercoledì 12.30-17 – giovedì e venerdì 10.30-14.30

www.unionemusicale.it

Per ulteriori informazioni: http://www.unionemusicale.it/concerti/quartetto-accardo-10-01-2016/

Tra i più prestigiosi solisti e direttori d’orchestra della scena musicale internazionale, Salvatore Accardo esordisce a tredici anni con i Capricci di Paganini; a quindici anni vince il Concorso di Ginevra e nel 1958 il Concorso «Paganini» di Genova. Il suo repertorio spazia dalla musica barocca a quella contemporanea. Compositori quali Sciarrino, Donatoni, Piston, Piazzolla, Xenakis gli hanno dedicato loro opere. Suona con le maggiori orchestre e i più importanti direttori della scena internazionale, affiancando all’attività di solista quella di direttore d’orchestra. Nel 1986, insieme a Giuranna, Filippini e Petracchi, istituisce i corsi di perfezionamento della Fondazione «Walter Stauffer» di Cremona, dedicati ai giovani talenti; nel 1992 fonda il Quartetto Accardo; nel 1996 ridà vita all’Orchestra da Camera Italiana, formata dai migliori allievi ed ex allievi della Fondazione, con la quale svolge un’intensa attività concertistica e discografica. Innumerevoli e pregiate sono le incisioni per diverse etichette: Iillustri e numerosi i premi e riconoscimenti che gli vengono attribuiti (nel 1982 il Presidente della Repubblica Sandro Pertini lo nomina Cavaliere di Gran Croce). Suona un violino Guarneri del Gesù (ex “Hart” 1730).

Laura Gorna si diploma presso il Conservatorio di Milano con Gigino Maestri e si perfeziona in seguito con Salvatore Accardo. Si esibisce nei principali teatri italiani e internazionali ed è solista ospite presso numerose orchestre quali Orchestra di Padova e del Veneto, Orchestra Regionale Toscana, Orchestra Sinfonica Siciliana, Solisti Aquilani, Orchestra da Camera Italiana, Südwestdeutsche Philharmonie, sotto la direzione di Stewart Robinson, Baldur Bronniman, Christopher Franklin, Salvatore Accardo, Piero Bellugi. Dal 1992 è membro del Quartetto Accardo. Nel 2005 fonda EsTrio insieme a Cecilia Radic e Laura Manzini, con cui esegue e registra l’opera completa da camera di Brahms e Schumann; recentissima l’uscita del cd Decca con i Trii di Mendelssohn. Incide per Foné e Decca e ha al suo attivo numerose registrazioni radiotelevisive. È docente presso l’Istituto «Claudio Monteverdi» di Cremona. Suona un violino “Giorgio III” di Giovanni Paolo Maggini (Brescia 1620).

Francesco Fiore, romano, ha compiuto gli studi presso il Conservatorio della sua città con Lina Lama e Massimo Paris. Successivamente si è perfezionato con Giuranna presso a Cremona. Vincitore di numerosi premi, ha intrapreso un’intensa attività concertistica, ospite regolare delle più prestigiose associazioni e festival italiani ed esteri. Ha collaborato tra gli altri con Accardo, Belkin, Ughi, Amoyal, Kontarsky, Madžar, Lucchesini, Filippini, Meunier, Giuranna, Petracchi, Vernikov. È membro del Quartetto Accardo. Ha inciso per Rca, Asv, Fonit Cetra, Foné e Musikstrasse. Dal 1991 è prima viola dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, ruolo ricoperto anche presso l’Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino e l’Orchestra da Camera Italiana. È stato docente presso i Conservatori di Santa Cecilia (Roma), di Latina e di Fermo. Suona una viola Joseph Hill (Londra 1774) e una viola d’amore Raffaele Fiorini (Bologna 1894).

Violoncellista italiana di origine croata, Cecilia Radic, ha avuto tra i suoi insegnanti Filippini, Geringas e Pleeth.

Vincitrice del Concorso Internazionale «Stradivari» nel 1996, da allora ha intrapreso un’intensa attività concertistica. Ha debuttato ventenne con l’Orchestra Rai (Radio) di Milano nel Concerto di Dvořák e poi successivamente con l’Orchestra Sinfonica Siciliana, I Filarmonici di Verona, l’Insieme Strumentale della Scala, l’Orchestra da Camera Italiana, la Camerata Ducale, la Balkan Symphony Orchestra e I Solisti Filarmonici Italiani. La sua attività si estende oltre confine con numerose tournée in Giappone, Sud America, Medio Oriente e negli Stati Uniti. Fra le sue collaborazioni si annoverano quelle con Accardo, Finckel, Giuranna, Faust, Canino, Han, Quartetto Keller. Nel 2005 fonda EsTrio insieme a Laura Gorna e Laura Manzini, con cui esegue e registra l’opera completa da camera di Brahms e Schumann; recentissima l’uscita del cd Decca con i Trii di Mendelssohn. Ha all’attivo numerose registrazioni discografiche, radiofoniche e televisive. Suona un violoncello Auguste Sébastien Bernardel del 1837.

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La stagione I Concerti dell’Unione Musicale è sostenuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dalla Regione Piemonte, dalla Città di Torino, dalla Compagnia di San Paolo nell’ambito del Bando Arti Sceniche 2015, dalla Fondazione CRT e dalla Fondazione Ferrero.

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