mercoledì 11 aprile 2018 – ore 21
Torino, Auditorium Rai Arturo Toscanini
serie pari, dispari, didomenica

Maxim Vengerov violino
Polina Osetinskaya pianoforte

Johannes Brahms (1833-1897)
Sonata in sol maggiore per violino e pianoforte op. 78 (Regensonate)
Sonata in re minore per violino e pianoforte op. 108

Maurice Ravel (1875-1937)
Sonata per violino e pianoforte

Niccolò Paganini (1782-1840)
Cantabile in re maggiore per violino e pianoforte op. 17
Introduzione e variazioni sul tema “Di tanti palpiti” dal Tancredi di Rossini per violino e pianoforte op. 13

Mercoledì 11 aprile 2018 (Auditorium Rai Arturo Toscanini – ore 21) arriva per la prima volta a Torino in una stagione dell’Unione Musicale Maxim Vengerov, uno dei violinisti più straordinari attivi oggi sulla scena internazionale, considerato tra i più grandi violinisti di tutti i tempi e certamente uno dei solisti più richiesti al mondo.
Nato nel 1974, Vengerov ha iniziato a suonare il violino a 4 anni e già a 10 e 15 anni vinceva concorsi internazionali prestigiosi come il “Wieniawski” e il “Carl Flesch” e realizzava le sue prime incisioni. Del suo maestro Zakhar Bron, rinomato didatta di talenti dice: «Un incontro fondamentale per il mio sviluppo artistico: grazie a lui mi sono costruito una tecnica a prova di bomba penetrando nel cuore della tradizione musicale russa».
Alla ricerca di sempre nuovi mezzi di espressione, Maxim Vengerov si è accostato anche alla prassi esecutiva antica, con Trevor Pinnock, (« avventura utile: modifica gusto e tecnica e rende il fraseggio più duttile»), e a stili musicali diversi come il jazz e il rock. Seguendo poi le orme dei suoi mentori Rostropovich e Barenboim, ha studiato direzione d’orchestra e negli ultimi anni si esibisce anche come direttore con le principali orchestre, tra cui Berliner Philharmoniker, New York Philharmonic, London Symphony Orchestra, BBC Symphony Orchestra, Orchestra del Teatro Mariinskij, Chicago Symphony Orchestra. «Suonare non mi stancherà mai, – ha dichiarato – dato che il violino è la mia lingua madre. Solo che il perimetro della musica non si esaurisce nei pochi centimetri di uno strumento ad arco o nella solitudine di una recital. Ho voluto seguire le orme di Rostropovich, il mio padre musicale, colui che mi fatto diventare adulto dischiudendomi lo scrigno della sua saggezza».

Primo musicista classico ad essere nominato Goodwill Ambassador dall’UNICEF nel 1997, Vengerov ha dato vita a Tokyo ad un festival a lui intitolato che nella Stagione 2017-2018 ha raggiunto il quinto anno di attività. Impressionante anche l’elenco dei riconoscimenti ricevuti: il Grammy Award per la Migliore Performance strumentale da solista con orchestra (2003), due Gramophone (1994, 1995), un Classical Brit Award (2004), cinque Edison Classical Music Awards (1995, 1996, 1998, 2003, 2004), due premi Echo (1997, 2003) e un premio del World Economic Forum Crystal (2007) assegnato agli artisti che hanno usato la loro arte per migliorare lo stato del mondo.

Riguardo a un recentissimo concerto americano il Washington Post ha scritto: «Vengerov suona con una facilità così innata che la difficoltà dei brani eseguiti non si registra davvero come tale. La sua tecnica prodigiosa è accompagnata da una grande dose di cuore. Non c’è niente di cerebrale nel suo approccio; piuttosto egli sembra comprendere istintivamente la musica e la porge con calore».

Con il suo Stradivari l’ex Kreutzer del 1727, dal suono sontuoso e profondo, Vengerov affronterà la Sonata in sol maggiore per violino e pianoforte op. 78 di Brahms, pagina composta dopo il Concerto per violino, ancora sulla scorta dell’innamoramento per lo strumento e forte dei consigli ricevuti da Joachim. La Sonata op. 78 trabocca di cantabilità e il violino se ne fa portavoce fin dalle prime battute con un canto ininterrotto. Il pianista Brahms non lascia tuttavia il suo strumento in subordine; e infatti la finezza timbrica e armonica rende la scrittura del pianoforte seducente quanto il canto spiegato del violino.
A seguire l’op. 108, la terza e ultima Sonata per violino e pianoforte di Brahms. Traboccante di idee, la pagina si distingue dalle precedenti per questo organico per il piglio più esuberante, incisivo, spesso incline al virtuosismo (soprattutto nella parte pianistica), caratteristica che ha garantito negli anni la diffusione e l’apprezzamento del pubblico.
La seconda parte della serata vira verso un mondo completamente diverso di luce e colore con la Sonata per violino e pianoforte di Ravel. Convinto che «il pianoforte e il violino sono tra loro fondamentalmente incompatibili», il compositore concepisce un lavoro in cui gli strumenti «lungi dall’equilibrare i loro contrasti, mettono qui in evidenza proprio questa incompatibilità». Come spesso in Ravel, la composizione nasce da una specie di scommessa e i tratti dello stile più tardo del musicista si manifestano nel gioco ironico con gli modelli formali, linguistici ed espressivi della tradizione.
A seguire, il noto Cantabile in re maggiore sembra essere stato composto da Paganini per uso privato e vi si trovano domati i pirotecnici virtuosismi che hanno reso famoso il compositore dei Capricci. Perfetto esempio di forma tripartita, il brano è uno splendido vocalizzo, che fin dalle prime battute tradisce il debito con due influenze in qualche modo correlate: l’opera italiana e lo stile decorativo della scrittura strumentale caratteristico della musica per pianoforte di Chopin.
Per concludere (anche se Vengerov in genere è molto generoso è concede numerosi bis…) verrà eseguita l’Introduzione e variazioni sul tema “Di tanti palpiti” da Tancredi di Rossini. Nel 1813 il successo del Tancredi fu tale che subito se ne fecero innumerevoli trascrizioni e variazioni sui temi favoriti; alla moda non si sottrasse neppure Paganini, che scelse la cabaletta Di tanti palpiti; una melodia tenera e suadente, emblema stesso dell’arte canora italiana.

Accompagna Maxim Vengerov la pianista Polina Osetinskaya, regolarmente attiva con importanti orchestre quali Tokyo Philarmonic Orchestra, Orchestra della Weimar National Opera, Academic Symphony Orchestra della Filarmonica di San Pietroburgo, oltre ad essere ospite di prestigiosi Festival interazionali tra i quali il Mainly Mozart Festival, il Festival Frédéric Chopin, il Dyagilev Festival.

 

poltrone numerate, euro 30
in vendita online e presso la biglietteria di Unione Musicale

ingressi, euro 20 e riduzioni per i giovani fino a 21 anni
in vendita il giorno del concerto presso l’Auditorium Rai Arturo Toscanini dalle ore 20.30

 BIGLIETTERIA
Unione Musicale, piazza Castello 29 – 101023 Torino
tel. 011 566 98 11 – info@unionemusicale.it
orario: martedì e mercoledì 12.30-17 – giovedì e venerdì 10.30-14.30

 

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