mercoledì 2 maggio 2018
Torino, Conservatorio Giuseppe Verdi – ore 21
serie dispari

Markus Werba / baritono
James Baillieu / pianoforte

Franz Schubert (1797-1828)
Der Schiffer D. 694 (Schlegel)
Der Wanderer an den Mond D. 870 (Seidl)
Die Forelle D. 550 (Schubart)
Fischerweise D. 881 (Schlechta)

Gabriel Fauré (1845-1924)
Après un rêve op. 7 n. 1 (Bussine)
Automne op. 18 n. 3 (Silvestre)
Les berceaux op. 23 n. 1 (Prudhomme)
Le secret op. 23 n. 3 (Silvestre)
Nocturne op. 43 n. 2 (Villiers de l’Isle Adam)
Clair de lune op. 46 n. 2 (Verlaine)

Claude Debussy (1862-1918)
Beau soir (Bourget)
Romance (Bourget)
da Trois Mélodies: n. 2 Le son du cor s‘afflige (Verlaine)

Maurice Ravel (1875-1937)
Don Quichotte à Dulcinée (Morand):
Chanson romanesque – Chanson épique – Chanson à boire

Robert Schumann (1810-1856)
Dichterliebe op. 48 (Heine)

 

 

Mercoledì 2 maggio 2018 (Conservatorio Giuseppe Verdi – ore 21) arriva per la prima volta in una stagione dell’Unione Musicale il baritono Markus Werba, considerato uno tra i più grandi interpreti mozartiani degli ultimi decenni e forse il miglior Papageno in circolazione.
Il pubblico torinese lo ha ammirato recentemente nel Flauto magico del Teatro Regio, prima ancora in Bohéme e, nel 2015, in Lied von der Erde di Mahler insieme all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Juraj Valčuha.
La rapida e sorprendente carriera internazionale di Markus Werba ha preso avvio dall’incontro con Giorgio Strehler. Il baritono descrive così quell’esperienza: «Era il 1997, Strehler stava preparando la regia di Così fan tutte di Mozart e cercava una voce, un volto per il ruolo di Guglielmo. Ho cantato Rivolgete a lui lo sguardo, un’aria poco nota ma non per lui. Io cantavo e lui camminava nel corridoio; alla fine mi ha invitato a recarmi in sartoria, solo dopo ho capito che mi aveva scelto. Avevo ventiquattro anni, vivevo nel presente. Mai avrei immaginato che sarebbe stato l’inizio di una nuova vita».
Ai ruoli mozartiani – tra i quali spicca in particolare Papageno, che per anni è stato il filo conduttore della sua carriera – Werba ha aggiunto molti altri ruoli in un repertorio vastissimo che spazia da La Calisto di Cavalli al Barbiere di Siviglia, La Cenerentola, L’elisir d’amore, Don Pasquale, Roméo et Juliette, Pelléas et Mélisande, Die Vögel, Il Pipistrello, Capriccio, Ariadne auf Naxos, La Bohéme, I maestri cantori di Norimberga in collaborazione con alcune delle più prestigiose bacchette: Claudio Abbado, William Christie, Daniele Gatti, Valery Gergiev, Nikolaus Harnoncourt, Riccardo Muti, Kent Nagano, James Conlon, Ivor Bolton, Jeffrey Tate, Riccardo Chailly, Antonio Pappano, Yannick Nézet-Séguin.
Più rare, ma non per questo meno apprezzate, le sue esibizioni in ambito cameristico come quelle recenti presso la Pierre Boulez Saal di Berlino con un programma tutto schubertiano e al Teatro alla Scala, dove era impegnato con Die Fledermaus e ha realizzato un recital non previsto in sostituzione del soprano Sonya Yoncheva.

A Torino il poliedrico Werba ritorna per cimentarsi in una carrellata di brani (da Faurè, Debussy e Ravel a Schubert e Schumann) che metterà pienamente in luce la sua intelligenza interpretativa e tutti i colori di «una voce fresca, sana, giovanile, timbrata e di bel colore, piuttosto uniforme e screziata, voce che il baritono austriaco piega come vuole con suprema maestria, e che plasma a seconda delle esigenze del testo dai pianissimi più incorporei (ma sempre assai timbrati) a un ragguardevole volume nei forte e fortissimo. […] È davvero difficile trovare tanti colori in una voce messi sempre al servizio della pagina scritta, di cui il baritono esalta sia il valore poetico che musicale». (Fabio Bardelli, Operaclick.com, novembre 2015)
Il programma musicale è straordinariamente ricco e variegato. Si va dalle atmosfere sognanti di pagine raffinate come Après un rêve ed Automne di Faurè e Beau soir, Romance e Le son du coeur s’afflige di Debussy – in cui la pulizia della scrittura vocale richiede all’interprete un legato toccante ed irreprensibile – a brani baldanzosi come Chanson à boire di Ravel, adatti ad un cantante abituato a calcare le scene teatrali.
La fine sensibilità dell’interprete si rivelerà appieno in Dichterliebe di Schumann, in cui la poesia di Heine trova il suo riscontro più autentico di canto del destino dell’uomo. Il ciclo abbraccia melodie dalla struggente morbidezza come Im wunderschönen Monat Mai a pagine ironiche come Ein Jüngling liebt ein Mädchen o spigliate e festose come Die Rose, die Lilie e Das ist ein Flöten und Geigen, o intense e tese come il Lied Ich grolle nicht e Und wüssten’s die Blumen.
 Accompagnatore di lusso sarà il giovane pianista di origine sudafricana James Baillieu, descritto da “The Daily Telegraph” come musicista «dalla classe ineguagliabile», che nel 2012 ha ricevuto il Borletti-Buitoni Fellowship e il Geoffrey Parsons Memorial Trust Award.
James Baillieu suona, in tutta Europa, sia come solista sia in formazione da camera e collabora regolarmente con cantanti e strumentisti del rango di Lawrence Power, Jack Liebeck, Quartetto Elias e Heath, Sir Thomas Allen, Kiri Te Kanawa, Annette Dasch, Pumeza Matshikiza, Allan Clayton, Gerard Collett, Ian Bostridge, Eri Nakamura, Catherine Wyn Rogers, Ben Johnson, Sarah-Jane Brandon, Ailish Tynan, Mark Padmore.

 

poltrone numerate, euro 30
in vendita online su www.unionemusicale.it e presso la biglietteria di Unione Musicale

ingressi, euro 20 e riduzioni per i giovani fino a 21 anni
in vendita il giorno del concerto presso il Conservatorio dalle ore 20.30

BIGLIETTERIA
Unione Musicale, piazza Castello 29 – 101023 Torino
tel. 011 566 98 11 – info@unionemusicale.it
orario: martedì e mercoledì 12.30-17 – giovedì e venerdì 10.30-14.30

 

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