Maestro Maletto, il vostro concerto fornisce una ricca testimonianza di come l’Orlando Furioso abbia ispirato numerosi compositori impegnati sul versante madrigalesco, già pochi anni dopo la pubblicazione dell’opera. Quali sono i temi che maggiormente hanno attratto l’attenzione dei compositori?
Sono i temi amorosi a prevalere, i lamenti amorosi dei vari personaggi sono di gran lunga i più ricorrenti nelle scelte dei compositori e hanno dato l’ispirazione per dei veri capolavori. Anche l’isola incantata della maga Alcina ha ispirato molti madrigali in cui i compositori dimostrano la loro abilità nel “dipingere” scene di natura, veri e propri quadri sonori.

Le opere che eseguirete permettono al pubblico di ascoltare una vera e propria panoramica dell’evoluzione del genere madrigalistico. Per i più distratti… quali sono le linee evolutive essenziali?
Il madrigale trae le sue origini musicali dal mottetto sacro di scuola fiamminga. Nei brani più antichi si può sentire questa caratteristica nel prevalere della scrittura contrappuntistica. Man mano che il genere si evolve il testo acquista sempre più evidenza e la scrittura si fa più libera e flessibile, adattandosi in modo perfetto alle situazioni espressive del testo. La prima grande svolta in questa direzione viene da Cipriano de Rore, che fu molto stimato anche dai compositori delle generazioni successive, compreso Claudio Monteverdi, che a più di 40 anni dalla morte lo definiva l’iniziatore della cosiddetta “seconda pratica”.

Quali tratti del repertorio che eseguirete possono catturare e affascinare l’ascoltatore di oggi?
È affascinante l’unione di musica e poesia di altissima qualità, provenienti dal periodo di maggior splendore dell’arte italiana. Il gusto e la profonda sensibilità per la bellezza traspaiono da ogni verso e ogni nota. Credo che oggi ci sia un grande bisogno di riappropriarsi di questa bellezza!

Nei Seicento si erano create delle “fazioni” pro Orlando furioso o pro Gerusalemme liberata (per vari motivi, anche di carattere religioso). Voi che avete cantato pagine vocali ispirate a entrambe le opere letterarie, quali trovate che siano più riuscite?
Non farei una “classifica” delle opere più riuscite. Verso la fine del Cinquecento l’Orlando viene progressivamente abbandonato a favore di opere più moderne come Gerusalemme liberata e il Pastor fido di Guarini, che seguono il cambiamento del gusto. In particolare nella Gerusalemme liberata c’è una maggiore tendenza verso i toni dolorosi che ispirarono i madrigali drammatici di De Wert e Monteverdi, avvicinandosi alla svolta teatrale del primo Seicento.

Intervista raccolta da Laura Brucalassi per l’Unione Musicale

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