sabato 11 marzo 2017
Teatro Vittoria, via Gramsci 4 – Torino
ore 18.30 guida all’ascolto
ore 19.30 aperitivo
ore 20 concerto
serie parigi 

Trio Debussy
(Piergiorgio Rosso /violino – Francesca Gosio / violoncello – Antonio Valentino / pianoforte)

 Quartetto Echos
(Andrea Maffolini – Ida Di Vita – Giorgia Lenzo – Martino Maina)

 Olivia Manescalchi voce recitante

LE SALON DE LA PRINCESSE DE POLIGNAC
Musique d’aujourd’hui, échos d’autrefois

Gabriel Fauré (1845-1924)
Trio in re minore per violino, violoncello e pianoforte op. 120

Maurice Ravel (1875-1937)
Quartetto in fa maggiore per archi

 Manuel de Falla(1876-1946)
El amor brujo per 2 violini, viola, 2 violoncelli e pianoforte


Selezione testi e immagini a cura di Olivia Manescalchi e Liana Püschel
Guida all’ascolto a cura di Alberto Bosco

 

Con il concerto Le Salon de la Princesse de Polignac (Torino, Teatro Vittoria – ore 20) all’Unione Musicale di Torino prosegue la serie Parigi dedicata all’esplorazione dell’affascinante repertorio musicale scritto nella capitale francese tra Ottocento e Novecento, cioè gli anni in cui la carriera dei musicisti si snodava tra concerti pubblici ed esibizioni nei salotti privati, proprio come quello della principessa de Polignac, al secolo Winaretta Singer, figlia dell’imprenditore americano Isaac Singer noto per essere stato il produttore della macchina da cucire Singer.
La casa della principessa de Polignac – la cui fama si deve soprattutto alla sua attività di mecenate nei confronti dei più grandi compositori della sua epoca – era frequentata da intellettuali e artisti ed era sicuramente uno dei luoghi più importanti della vita sociale parigina. I concerti che vi avevano luogo erano veri e propri eventi, dei quali davano notizia persino i giornali, come accadde con l’articolo Le Salon de la Princesse de Polignac. Musique d’aujourd’hui, échos d’autrefois firmato da Marcel Proust sotto lo pseudonimo di Horatio e pubblicato il 6 settembre 1903 su Le Figaro che racconta come in rue Cortambert si avvicendassero grandi artisti e giovani promesse, le cui apparizioni fossero destinate a entrare nella storia. Lì si esibì infatti per la prima volta a Parigi Isadora Duncan e di lì passarono, tra gli altri, Fauré, Ravel e Falla, protagonisti del concerto.

Schivo e riservato, Faurè era uno dei più assidui frequentatori del salotto, oltre che il più autorevole compositore della Francia post-romantica e pre-impressionista. La sua produzione non ha nulla di rivoluzionario, ma risente di un’evoluzione costante soprattutto per quanto riguarda la produzione pianistica e quella cameristica, di cui il Trio per violino violoncello e pianoforte è uno dei vertici. In esso si ritrovano i tratti salienti dell’estetica di Faurè: chiarezza, eleganza di linguaggio e gusto per l’espressione intima delle emozioni.

Il concerto prosegue con il Quartetto in fa maggiore per archi di Ravel (che per la Principessa de Polognac aveva scritto la celebre Pavane), una pagina che rende evidenti i rapporti di stima e di amicizia, oltre che i debiti artistici, dei musicisti che frequentavano il Salon. Il Quartetto è infatti dedicato a Gabriel Fauré e presenta molti punti di contatto con il Quartetto di Debussy. In questa pagina si ritrovano i tratti distintivi dello stile di Ravel: esattezza costruttiva, trasparenza di scrittura, ma anche un’esuberanza inventiva e un’impetuosa freschezza che tracciano una via artistica personale, certamente più solare e “diurna” di quella congeniale a Debussy.

Di Manuel de Falla – che nel salone della principessa de Polognac aveva rappresentato per la prima volta El retablo de Maese Pedro – verrà eseguita la versione per 2 violini, viola, 2 violoncelli e pianoforte di El amor brujo, pagina basata sull’assimilazione del patrimonio folklorico spagnolo e ispirata dalla più celebre danzatrice di flamenco dell’epoca, Pastora Imperio. Con quest’opera Falla prosegue l’opera di rinnovamento del linguaggio musicale da lui intrapresa con l’introduzione nelle composizioni di elementi di origine popolare come il cante jondo andaluso o i ritmi di danza spagnola. El amor brujo trovò immediati consensi nell’entourage parigino, già aperto all’etnofonia iberica (basti ricordare Iberia di Debussy e la Rapsodie Espagnole di Ravel).

Protagonisti del concerto saranno i musicisti del Trio Debussy, gruppo curatore della serie Parigi, insieme ai giovani del Quartetto Echos, formazione nata nel 2013 all’interno del Conservatorio di Torino e selezionata dall’Unione Musicale insieme ad un gruppo di giovani interpreti per dar vita ai progetti tematici realizzati al Teatro Vittoria.
Nel corso della serata l’ambiente parigino verrà ricreato anche attraverso le immagini e i testi selezionati da Olivia Manescalchi e Liana Püschel che aprono squarci illuminanti sul crogiolo di idee e sperimentazioni che è stata la Parigi dell’inizio del ventesimo secolo.
Il concerto sarà preceduto da una guida all’ascolto (ore 18.30) a cura del musicologo Alberto Bosco e da un aperitivo offerto al pubblico (ore 19.30).

poltrone numerate, euro 20
in vendita presso la biglietteria dell’Unione Musicale e online su www.unionemusicale.it

ingressi (comprensivi di guida all’ascolto e aperitivo), euro 12
ingressi giovani fino a 21 anni, euro 5
in vendita il giorno del concerto presso il Teatro Vittoria dalle ore 18.15

BIGLIETTERIA
Unione Musicale, piazza Castello 29 – 101023 Torino
tel. 011 566 98 11 – info@unionemusicale.it
orario: martedì e mercoledì 12.30-17 – giovedì e venerdì 10.30-14.30

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