Come nasce lo spettacolo Fabula rasa?
Il progetto nasce nel parco della Reggia di Venaria circa 5 anni fa: inizialmente lo spettacolo era diviso in 4 momenti ma poi è diventato unitario. L’idea che sta alla base è l’improvvisazione e l’interazione tra voce recitante, cantata e musica eseguita dal vivo. L’assoluta estemporaneità dell’esecuzione ci porta ogni volta a presentare uno spettacolo nuovo e inaspettato. Il grande affiatamento creatosi in anni di lavoro tra attori e musicisti ci consente una grande libertà espressiva e allo stesso tempo una precisione e un’intesa completa. Alla base di questa operazione c’è naturalmente un’abitudine consolidata all’ascolto e all’interplay. Inoltre l’interazione con il pubblico, chiamato a estrarre i brani, dona alla performance una freschezza e una vivacità che coinvolge e rende FABULA RASA un vero e proprio dialogo gli spettatori.


Quale brano musicale tra quelli che eseguite nello spettacolo amate di più?
Il repertorio musicale cambia di volta in volta, in base agli abbinamenti. Da Paolo Conte a Branduardi, da Capossela a Bennato. Probabilmente il brano a cui siamo più affezionati è ALLA FIERA DELL’EST perché ci consente ogni volta di giocare con i diversi generi musicali in una gioiosa improvvisazione.


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