Ci raccontate perché avete scelto questo nome per la vostra formazione?
Il nostro nome non è casuale, prende spunto dal Quodlibet delle Variazioni Goldberg di J. S. Bach, ultima variazione prima dell’aria conclusiva. Il nostro Trio è nato proprio per poter studiare e suonare questo capolavoro; dopo 2 anni di lavoro siamo cresciuti e abbiamo pensato che sarebbe stato bello continuare a suonare insieme per scoprire il repertorio scritto per questa particolare e un po’ rara formazione!

Alla luce della vostra attuale carriera, quali tra gli insegnamenti ricevuti reputate sia stato più preziosi?
A Lugano siamo stai guidati dalle sapienti mani dei M. Bruno Giuranna e Stefano Molardi, che ci hanno accompagnato nello studio di un’aria e 30 variazioni; successivamente i M. Enrico Dindo e Yuval Gotlibovich ci hanno regalato una nostra autonomia. Da 2 anni studiamo con il Quartetto di Cremona presso l’Accademia Stauffer di Cremona. Con loro stiamo intraprendendo un cammino di crescita affrontando l’aspetto tecnico-cameristico, senza dimenticare il lato più solistico del trio d’archi rispetto al quartetto, quello musicale e anche talvolta quello manageriale. Possiamo dire che loro sono un nostro punto di riferimento e guida per il nostro cammino. Conoscere musicisti del calibro di Heime Müller e Hariolf Schlichtig non può che averci arricchito sotto ogni aspetto.

Secondo la vostra esperienza di giovani interpreti, quali sono le azioni più efficaci per attrarre nuovo pubblico (e in particolare i giovani) alla musica classica?
Innanzitutto già il fatto di poter ascoltare un trio d’archi può essere una novità!!
I giovani sono sempre molto entusiasti quando scoprono di avere davanti un musicista, ma la sfida odierna, secondo noi, è convincerli ed attrarli al concerto! È già difficile spronare amici e parenti, figuriamoci uno sconosciuto! Indubbiamente i programmi scelti possono fare la differenza; la nostra esperienza fino ad ora ci ha insegnato che instaurare una comunicazione con il pubblico, coinvolgerlo ed incuriosirlo è molto importante!

Qual è stato (e qual è tutt’ora) il ruolo della musica nel vostro sviluppo personale? Quando e perché avete scelto di diventare musicisti professionisti?
Ci siamo conosciuti a Lugano e tutti e tre avevamo già le idee molto chiare sul fatto che la musica sarebbe stata una parte principale della nostra vita. Più passa il tempo e più siamo certi di questo. Fin da piccoli la musica era una nostra passione, non un dovere nonostante i sacrifici fatti (e che faremo) per perseguire i nostri obiettivi. Nel corso degli anni è diventata una nostra necessità soprattutto condividerla con gli altri.

Che cosa vi piace ascoltare?
Il suono del silenzio!

Qual è il vostro rapporto con i social media?
Crediamo che l’umanità ne abusi ogni giorno sempre di più. Tuttavia è uno dei mezzi principali per condividere le nostre esperienze e farci conoscere poiché la tecnologia ha invaso la vita di tutti e ci tiene collegati con persone anche molto lontane.

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