Come nasce il programma che eseguirete a Torino?
Visto e considerato che il concerto fa parte del progetto Atelier Giovani, abbiamo pensato di presentare il Quintetto di fiati nei suoi molteplici aspetti e linguaggi, dal primo Ottocento di Danzi fino alle influenze jazzistiche di Schuller, attraverso un programma molto variopinto e coinvolgente.

Quale brano del programma amate particolarmente e perché?
Sicuramente il Quintetto di Danzi, che che abbiamo approfondito in maniera particolare perché l’abbiamo inciso pochi mesi fa (a luglio verrà pubblicato il cd dalla casa discografica Brilliant). Ma ci piace molto anche Opus Number Zoo di Berio, che è il brano con cui abbiamo debuttato nel 2005 al Bologna Festival.

Qual è il vostro rapporto con i social media?
Il gruppo è su Facebook e Twitter, canali attraverso i quali ci piace coinvolgere e aggiornare i nostri follower. Inoltre abbiamo un sito web con audio e video di presentazione e una pagina dedicata ai nostri progetti e alle nostre idee musicali.

 

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