Il vostro duo si esibisce spesso fuori dai confini italiani. Come viene accolta all’estero la musica classica dal vivo?
Sempre di più notiamo come all’estero ci sia più partecipazione e più sensibilità per i concerti “live” rispetto all’Italia. Ma, forse, è anche un problema di comunicazione degli eventi: in Italia ancora troppo poco la comunicazione dei cosiddetti concerti “classici” viaggia con le nuove tecniche e i nuovi linguaggi che abbiamo a disposizione, ma siamo sicuri che questo processo di modernizzazione vada fatto e al più presto, soprattutto per catturare quelle nuove generazioni di potenziali fruitori che saranno, speriamo, il pubblico di domani.

La vostra è una formazione insolita: in che modo scegliete i brani da eseguire? Secondo quali criteri realizzate (o vi fare scrivere) le trascrizioni?
Essendo un duo che include uno strumento così tradizionalmente legato a un popolo e a una cultura come il bandoneon il nostro repertorio è prevalentemente incentrato sulla musica argentina con particolare riguardo per la musica di Astor Piazzolla.
Cerchiamo inoltre di selezionare le composizioni che meglio si prestano ai nostri strumenti realizzando, e facendo realizzare, arrangiamenti che ne esaltino le caratteristiche. Siamo inoltre orgogliosi di aver allargato il repertorio originale di questo inusuale organico collaborando alla creazione di opere nuove a noi dedicate da compositori di prima grandezza come il cubano Leo Brouwer e l’argentino Maximo Diego Pujol.

Secondo la vostra esperienza, unire il repertorio classico ad altri generi (come in questo caso il tango) offre la possibilità di raggiungere un pubblico più vasto?
Non sappiamo dire se una operazione simile raggiunge un pubblico più vasto, e forse non era neanche il suo scopo, ma sicuramente offre una prospettiva di ascolto nuova, diversa dal solito, molto stimolante perché accosta due capolavori musicali che, pur divisi da più di due secoli di distanza, si rivelano accomunati da molte cose, partendo proprio dal soggetto per arrivare all’ispirazione, felicissima per entrambi.

Qual è il messaggio che ancora oggi trasmette la musica di Piazzolla? Perché è così amato da un vasto pubblico?
Piazzolla è stato un autentico genio, la sua musica è capace di parlare al cuore delle persone. Il suo talento innato per l’invenzione melodica, unita ad una straordinaria abilità compositiva, capace di elevare il tango ad una nuova e autonoma forma musicale, lo hanno reso immortale.

A chi non vi conosce, perché consigliereste di partecipare al vostro concerto con i Cerrato Brothers?
Sul palco viviamo la musica in modo totalitario, senza timori, senza barriere. Ci lasciamo trasportare dalla musica, e quando si tratta, come in questo caso, di un mix esaltante di capolavori musicali non possiamo che emozionarci, e, speriamo, farvi emozionare…

Qual è il vostro rapporto con i social media?
Direi ottimo, come dicevamo poco sopra viviamo in un mondo nel quale la comunicazione è fondamentale, e questi strumenti ne sono i principali artefici. È molto comodo e molto utile poter annunciare le date dei tuoi concerti, le tue nuove registrazioni discografiche, le tue tournée con un semplice click. Perché non approfittarne?

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