Come ha scelto il programma musicale del suo concerto a Torino?
Il concerto di Torino fa parte di una serie di concerti che sto realizzando in Europa nei mesi di febbraio e marzo. Si compone di musiche di vari compositori, ognuno dei quali è caro al mio cuore. Questa particolare combinazione di brani è stata studiata non tanto per cercare ulteriori significati o collegamenti tra i pezzi, ma per bilanciare le sezioni del recital e creare un’esperienza di ascolto armonioso.

È affezionato a un particolare pezzo o compositore del programma? Perché?
Non sento di poter esprimere preferenze, anche perché potrebbero essere solo predilezioni momentanee: può essere che oggi Schumann mi sia più caro di Grieg e viceversa domani…

Ha avuto molti grandi maestri: qual è l’insegnamento più prezioso che ha ricevuto?
Non c’è dubbio che la persona che mi ha maggiormente influenzato nella mia vita musicale sia stata mia nonna Vera Gornostaeva, un’eccellente insegnante di pianoforte.

Secondo lei quali sono le principali qualità di un giovane che intende perseguire la carriera pianistica?
La perseveranza, la resistenza e la fede. Va da sé che la prima e più importante qualità che deve essere presente è il talento musicale.

Secondo te, qual è il ruolo svolto dalla musica nello sviluppo di una persona, anche se non diventerà mai un musicista di professione?
Un ruolo importante! La musica rende migliori le persone, ne sono certo. Si deve imparare ad amare la musica per diventare un buon ascoltatore, per esempio.

Qual è il tuo rapporto con i social media?
Amichevole… ma inattivo!

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