Ci raccontate come è nata l’esperienza de L’Archicembalo?
L’esperienza de L’Archicembalo nasce nel 2000 dal desiderio di Marcello Bianchi e Daniela Demicheli, già da tempo artisticamente legati, di creare un ensemble dedito ad esecuzioni “storicamente informate” del repertorio dal Barocco al primo Classicismo. L’interesse e l’amore per la musica antica derivano, naturalmente, dai percorsi di formazione e di approfondimento di Marcello e Daniela e le collaborazioni già maturate nei precedenti anni di attività artistica hanno permesso di individuare rapidamente i primi compagni di questa straordinaria esperienza. Da subito sono entrati stabilmente a far parte del gruppo il violoncellista Claudio Merlo e il violinista Marco Pesce e nel tempo L’Archicembalo ha trovato il suo assetto ideale arricchendosi delle collaborazioni di colleghi con cui non si condivide solo il pensiero musicale, ma anche un profondo legame umano.

Qual è il vostro approccio interpretativo nei confronti della musica barocca?
Ci piace che alla base delle nostre esecuzioni ci sia fondamentalmente il rispetto per gli autori; per questo lo studio delle fonti, la ricerca e l’attenzione verso le prassi esecutive antiche sono la premessa ineludibile. Quello del Barocco non è un territorio semplice. È facile cadere in interpretazioni troppo personali, che rischiano di allontanare le esecuzioni dalla realtà storico-musicale. Ogni volta che lavoriamo insieme ci confrontiamo, mettiamo in campo le nostre personali conoscenze (ci aiuta aver avuto la fortuna di formarci e lavorare con alcuni dei “grandi” della musica barocca), valutiamo le varie soluzioni e operiamo le conseguenti scelte stilistiche.

Che strumenti utilizzate?
Anche l’uso di strumenti originali o, comunque, copie fedeli di strumenti antichi con montature storiche è essenziale per ricreare l’ambientazione timbrica per cui le opere del Sei-Settecento vennero pensate e composte.

Due anni fa avete inaugurato il Festival Vivaldi della Città di Torino ed è di imminente uscita un cofanetto di 4 cd contenente l’opera integrale dei Concerti e delle Sinfonie per archi e continuo sempre di Vivaldi. Cosa ha significato per voi questa full immersion nell’opera del Maestro veneziano?
Poter lavorare sulle partiture vivaldiane autografe, custodite alla Biblioteca Nazionale, ha significato creare un maggiore legame con l’autore e il suo mondo. Per degli amanti del Barocco italiano come noi siamo, anche le cancellature presenti sulle partiture, i ripensamenti del Maestro, le sue correzioni, sono stati preziosa occasione di studio e confronto, alla ricerca di scelte interpretative coerenti con la poetica di un emblema della musica barocca.

Ci sarà tanto Vivaldi anche nel concerto di Torino, insieme ai Concerti grossi di Händel. Come avete scelto questo programma intitolato “Il  modo italiano”?
Dopo tanto lavoro su Vivaldi, la proposta di un programma che contenesse alcune fra le sue composizioni che più amiamo era quasi d’obbligo. La scelta di accostarlo a Haendel è nata dal “modo” di comporre del “caro Sassone”, che avendo a lungo soggiornato a Venezia, Roma, Firenze e Napoli, ben conosceva le pratiche strumentali dei Maestri Italiani, che furono decisive per l’evoluzione del suo stile.

Oggi c’è un forte ritorno di interesse verso il repertorio barocco da parte di molti giovani interpreti e ascoltatori. Come spiegate questo fenomeno?
Probabilmente la tendenza degli ultimi anni a ridare alla musica barocca la sua veste originale, o quantomeno a renderla il più possibile vicina a ciò che si pensa potesse essere, le attribuisce un fascino particolare, generando anche nei giovani l’interesse verso un repertorio dove la fantasia, legata alla conoscenza delle prassi, offre innumerevoli possibilità espressive. Basti pensare al carattere improvvisativo delle fioriture e alla realizzazione del basso continuo che, stimolando la creatività dell’esecutore, rendono anche l’ascolto sempre nuovo.

 

Intervista raccolta da Gabriella Gallafrio per l’Unione Musicale

Vai alla scheda concerto

Segui l’Unione Musicale sui Social Network:

Facebook: https://www.facebook.com/unionemusicale
Twitter: https://twitter.com/unionemusicale
Instagram: https://www.instagram.com/unionemusicale/
Youtube: http://www.youtube.com/unionemusicale