Maestro Maletto, come è nata la collaborazione artistica tra La Compagnia del Madrigale e Cantica Symphonia?
Sono il responsabile musicale di entrambi i gruppi. In occasione di un progetto così grande come il Vespro è stato naturale riunire i due gruppi.
I sei cantanti della Compagnia del Madrigale saranno i solisti principali; gli altri cantanti e gli strumentisti sono i membri di Cantica Symphonia con l’aggiunta di alcuni musicisti invitati per l’occasione.

La Compagnia del Madrigale ha partecipato alla XVIII edizione di Europa Cantat a Torino, dove ha tenuto un atelier molto seguito sul madrigale di Monteverdi: chi studia oggi musica antica sia vocale sia strumentale (più italiani o più stranieri? giovani?…) Con quale approccio?
La mia impressione è che il “movimento” della musica antica dopo decenni di crescita nella ricerca musicale abbia negli ultimi anni perso molto del suo slancio. Invece di continuare ad approfondire, si tende troppo spesso a imitare quello che è già stato fatto da altri e seguire delle mode che ormai sembrano imprescindibili, ma che a ben vedere spesso non hanno molto a che fare con un’esecuzione veramente “storicamente informata”. Per i giovani studenti è molto difficile svincolarsi da questa situazione di superficialità e mancanza di approfondimento.
Riguardo all’esperienza di Europa Cantat, al nostro corso hanno partecipato sia cantanti italiani che stranieri. Anche se la Compagnia del Madrigale esiste solo da sette anni, alcuni componenti si conoscono e cantano insieme da molto più tempo. Con i veterani del gruppo abbiamo cercato di trasmettere qualcosa della nostra esperienza pratica e del nostro approccio, la nostra concezione della vocalità, e la nostra passione per Monteverdi e il madrigale.

Solitamente La Compagnia del Madrigale canta senza un direttore. Sarà così anche per l’esecuzione del Vespro? Quali sono le difficoltà e le potenzialità di questa scelta?
La presenza di un direttore in un sestetto vocale sembra un controsenso, così come sarebbe assurdo vedere un quartetto d’archi o un gruppo cameristico di pochi elementi suonare con un direttore davanti. Sono la musica stessa, la prosodia del testo, l’interazione tra le voci e il saper ascoltare l’insieme che devono suggerire a ciascun esecutore come si deve cantare, e non l’intervento di un elemento esterno. Certamente non è facile, ma secondo me è l’unica via autentica per fare questa musica.
Nel caso invece di un’opera così grande e complessa come il Vespro non tutte le scelte possono essere discusse e condivise dai 20 esecutori e più. In questa particolare occasione sarà quindi necessaria la figura di un direttore per coordinare l’esecuzione.

Quali sono i momenti salienti più recenti della carriera dei due ensemble?
Cantica Symphonia ha una storia più lunga. I momenti salienti sono stati: a livello discografico, la pubblicazione di un ciclo di 3 cd dedicati a Guillaume Dufay, con la quale il gruppo si è fatto conoscere come una delle formazioni più accreditate per la musica del 4/500, tant’è vero che uno dei dischi è stato premiato con il “Diapason d’Or de l’Année”; a livello concertistico, la partecipazione al festival di Utrecht del 2011 come gruppo in residenza, con ben tre concerti; poi nel 2013 e ancora quest’anno. L’invito ai Festival di Bruges, Regensburg e Thoronet, e numerose partecipazioni a Mito – Settembre Musica. Con il quartetto vocale abbiamo anche avuto l’occasione davvero emozionante di cantare all’interno della Cappella Sistina.
A soli sette anni dalla sua creazione, con la Compagnia del Madrigale abbiamo raggiunto importanti traguardi: discograficamente il Diapason d’Or de l’Année, il Gramophone Award e il Preis der Deutschen Schallplattenkritik.
Per quanto riguarda i concerti abbiamo cantato in sale davvero prestigiose come la Wigmore Hall a Londra, o la Philharmonie di Colonia. È stato particolarmente emozionante anche cantare allo Stour Music, un piccolo festival inglese ma per noi molto significativo perché è il più vecchio festival di musica antica inglese, fondato da Alfred Deller, uno dei grandi pionieri della musica antica.

Chi non ha mai ascoltato il Vespro della Beata Vergine di Monteverdi “che cosa si perde”? Ci dica alcuni buoni motivi per non perdere il vostro concerto!
Parlando di un’opera così singolare e tanto conosciuta come il Vespro si rischia di ripetere cose banali e scontate. Credo di non esagerare dicendo che è la più importante opera sacra italiana, ed è una delle creazioni musicali più originali di tutti i tempi. È talmente innovativa e particolare che sembra quasi non provenire dal passato! Con le sue geniali intuizioni e la sua inimitabile capacità espressiva Monteverdi ha sicuramente lasciato spiazzati anche i suoi contemporanei. Non si conoscono infatti tentativi simili di autori coevi di proseguire in questo stile, e Monteverdi stesso nelle successive composizioni sacre adotta uno stile decisamente più convenzionale.

Qual è il suo rapporto con i social media?
Personalmente il rapporto è inesistente. Abbiamo un sito web della Compagnia del Madrigale, che a volte si fatica a tenere aggiornato, e una pagina facebook di cui non mi occupo io.

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