Qual è stato (e qual è tuttora) il ruolo della musica nel tuo sviluppo personale?
Ascoltare e suonare musica è sempre stato una grande emozione. Mi ha sempre affascinata e stimolato il mio interesse e la mia curiosità. Negli anni il percorso di pratica e conoscenza della musica ha contribuito in modo significativo ad un processo, tutt’ora in atto, di conoscenza personale e al desiderio sempre vivo di migliorare umanamente e professionalmente. Una delle cose più importanti che la musica continua ad insegnarmi è ad esercitare la pazienza, soprattutto con me stessa!

Il tuo percorso artistico ti vede impegnata come pianista in vari ambiti. Qual è quello in cui ti senti più a tuo agio?
Mi piace molto suonare come solista e come accompagnatrice, ma la situazione in cui mi sento più a mio agio è sicuramente come pianista di duo, trio e quartetto. La musica da camera rappresenta uno stimolo, una sfida e una gioia continua. Studiare e fare musica con altri musicisti produce un’energia meravigliosa e davvero speciale da condividere con il pubblico.

Che cosa desidereresti per il tuo futuro di musicista?
Vorrei continuare a scoprire e imparare musica. Oltre a portare avanti e sviluppare le bellissime collaborazioni già esistenti, vorrei conoscere nuovi musicisti con cui studiare e suonare. Penso che il confronto e la condivisione di idee e modi di fare musica con colleghi che hanno percorsi, età e nazionalità diverse sia un importante arricchimento professionale e umano sia per i musicisti sia per il pubblico per il quale si suona. Spero inoltre di coltivare e mantenere sempre vivi curiosità, interesse e passione per la musica.

Che cosa diresti a un tuo coetaneo per convincerlo a venire ad ascoltare questo concerto?
Perché venire ad ascoltare un concerto di poesie del romanticismo di lingua tedesca messe in musica da un compositore vissuto duecento anni fa? Sembrerebbe qualcosa di estremamente distante da noi. In verità queste poesie in musica, dove la musicalità del linguaggio e il linguaggio dei suoni sono indissolubilmente intrecciati, ci raccontano semplicemente piccole e grandi storie dell’Uomo. Il  programma è molto vario nei contenuti e nelle emozioni trasmessi dalla musica e dai testi e il concerto è preceduto da una guida all’ascolto di Erik Battaglia, appassionato esperto di Lieder e autore delle splendide traduzioni delle poesie dal tedesco all’italiano. Il pubblico viene così accompagnato in questo viaggio fatto di amore per le piccole cose, momenti di grande passione, amore diffuso per il mondo, introspezione individuale, dubbio, meraviglia per la natura, storie semplici e storie ironiche, racconti epici, riflessioni sulla vita e sulla morte, storie di gioia e di dolore. Storie, insomma, di esseri umani!

Qual è il momento più emozionante che ricordi del tuo percorso musicale?
Lavorando con la musica i momenti emozionanti non mancano mai! Non solo mentre si suona, ma anche quando si ascolta musica o durante lo studio. Forse questo non è esattamente il momento più emozionante del mio percorso, ma è sicuramente uno dei più ricorrenti: aprire un nuovo spartito per iniziare a studiarlo, con la consapevolezza di trovarmi alla soglia di un mondo nuovo da esplorare per scoprirne tutte le sue meraviglie, difficoltà e sorprese. La possibilità di addentrarmi in un brano, imparare a conoscerlo e pensare a come portarlo in vita per raccontarlo agli ascoltatori, anche quando il percorso si rivela faticoso, è per me una delle gioie e il grandissimo privilegio di fare questo lavoro.

Intervista raccolta da Laura Brucalassi per l’Unione Musicale

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