Quando e in che occasione si è formato il vostro gruppo?
Abbiamo cominciato a suonare insieme nel 2013, inizialmente abbastanza per caso. Io (Lorenzo) ed Edoardo eravamo compagni di solfeggio e mi era capitato di accompagnarlo in qualche occasione. Abbiamo allora chiesto a Francesco di unirsi a noi per formare un trio e abbiamo iniziato a studiare sotto la guida del maestro Marco Zuccarini. L’esperienza cameristica ci è piaciuta molto, per cui abbiamo deciso di continuare a suonare insieme.

A che punto è il vostro percorso di formazione? Che cosa desiderereste per il vostro futuro sia di singoli musicisti e sia di gruppo?
Sappiamo bene che per diventare una formazione cameristica solida e musicalmente valida il percorso è lunghissimo e noi, complice la giovane età, siamo ancora in una fase di apprendimento. D’altronde i segreti più profondi della musica sono inaccessibili anche ai più esperti. Per fortuna in questi anni, con tanto studio e passione siamo riusciti a ritagliarci dello spazio sia in ambito concertistico sia, con discreto successo, in vari concorsi. In ottica futura, l’ideale sarebbe fare del trio la nostra professione e per riuscirci dobbiamo migliorare sia singolarmente sia come gruppo.

Che cosa vi piace ascoltare?
Ovviamente dipende dai contesti, ma tendenzialmente ascoltiamo di tutto, con una naturale predisposizione per la musica classica. Ultimamente non capita di rado alle prove di sederci insieme e ascoltare la straordinaria produzione cameristica di Šostakovič o le incantevoli incisioni del Trio di Trieste di Schubert e Schumann.

Che cosa direste a un vostro coetaneo per invitarlo a frequentare i concerti di musica classica?
La musica classica, per noi che la studiamo, rappresenta il massimo grado con cui la bellezza si rende manifesta nei nostri cuori. Approcciarsi alla musica classica è un modo per conoscere la storia, l’arte e il pensiero che coinvolgono la mente e tutti i sensi. È necessario che i nostri coetanei riscoprano il gusto di questo incontro, ma avvicinarli non è semplice. Il punto di partenza è sfatare il falso mito che la bellezza si spieghi da sé e non necessiti di intermediari per essere compresa. Per avvicinare un nostro coetaneo alla musica classica bisognerebbe rendere quest’ultima fruibile, vicina, comprensibile, così da condurre l’ascoltatore all’immedesimazione. Noi pensiamo che i concerti per essere goduti appieno da un pubblico inesperto debbano sempre essere introdotti. Da un punto di vista sociale i provvedimenti potrebbero essere molti, ma probabilmente il grosso del lavoro dovrebbe essere svolto nell’istruzione pubblica.

Che cosa rappresenta per voi tenere un recital per un ente dalla lunga tradizione come l’Unione Musicale?
Ci fa sentire allo stesso tempo entusiasti, per la tradizione che quest’Associazione vanta e per la sua importanza sul territorio, e pronti a soddisfare le aspettative di chi in noi ha riposto così tanta fiducia. Con questo concerto speriamo di rendere omaggio ai grandi interpreti che per tutta la stagione si esibiranno nel ricco cartellone dell’Unione Musicale: è da loro che impariamo ed è a loro che ci ispiriamo.

Intervista raccolta da Gabriella Gallafrio per l’Unione Musicale

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