Come è nata e come si è sviluppata la sua collaborazione con Yuri Bashmet? Quali aspetti del suo stile interpretativo vengono messi in luce dal suo brano Preludio, Presto e Lamento?
La viola mi ha sempre affascinato per il suo colore scuro e caldo, e Yuri Bashmet ne è il suo interprete più grande. L’ho conosciuto personalmente quando studiavo in Accademia Chigiana a Siena e ci siamo poi ritrovati per questo lavoro insieme qualche anno fa. Per me resta una figura mitica!
Amo scrivere pensando a un interprete e possibilmente non per gli “specialisti” della musica contemporanea. Tenerlo in mente come una specie di interlocutore, conoscerne lo stile e le caratteristiche, arricchisce notevolmente sia la fase di scrittura che quella esecutiva: durante la stesura del brano ho spesso pensato a Yuri e alla sua personalità carismatica – passionale e a tratti dolorosa – e questo non ha mancato di condizionare la mia scrittura, ovviamente in senso positivo: la grande “cantabilità”, oltre al virtuosismo, e la duttilità musicale sono i tratti che fanno di lui un interprete di riferimento mondiale.
Il pezzo poggia su di una struttura tripartita: un Preludio, ricco di contrasti, che presenta i materiali che saranno sviluppati durante il brano, un Presto caratterizzato da un ritmo ostinato e velocissimo del solista su interventi secchi e sforzati dell’orchestra e un Lamento finale costruito su un tappeto di armonie bachiane e conclude il lavoro dopo un’articolata cadenza.

Secondo lei che è musicista e mamma, qual è il ruolo della musica nello sviluppo di un bambino/una persona?
La musica insegna molte cose, oltre alla bellezza: la disciplina, l’umiltà e l’ascolto, il giusto modo di relazionarsi agli altri, partecipando e ascoltando. In più per noi italiani è fondamentale perché fa parte delle nostre radici, della nostra identità. Proprio per questo colpisce il fatto che nel nostro Paese la politica tralasci così tanto l’istruzione musicale e si preoccupi poco di formare il nuovo pubblico.

Come cambia l’ascolto (e l’interpretazione) della musica classica nell’era digitale, in cui la fruizione dei contenuti è estremamente veloce? Ha ancora senso l’ascolto di un concerto dal vivo?
Mi rendo conto di essere forse fuori epoca, ma io non possiedo uno stereo e tanto meno riesco a concepire un ascolto via internet, come ormai è di gran moda. L’emozione arriva solo dal vivo, dove il rapporto con i musicisti è diretto e dove sopravvive anche l’aspetto rituale di un ascolto collettivo.

Generazioni di bambini crescono guardando cartoni animati che usano la musica classica, ma spesso non sanno neppure di averli ascoltati… Come favorire il contatto di bambini e ragazzi con la classica?
Trovo comunque positivo l’uso della musica classica in cartoni per bambini, e ancora di più cartoni che parlino di musica classica, come il recente progetto Max e il Maestro, che mi sembra un’iniziativa lodevolissima. Oltre a questo però credo che il modo migliore per avvicinare i bimbi alla musica sia quello di fargliela vivere suonando insieme o cantando in coro. Oggi di metodi didattici validi per fare questo in modo divertente ce ne sono moltissimi, andrebbero portati nelle scuole obbligatoriamente fin dall’infanzia.

Conservatori, licei musicali, scuole medie musicali, liceo coreutico-musicale. Contrariamente a quanto si dice, nel nostro Paese sembra che la musica classica non sia così assente nel panorama formativo ufficiale, tuttavia più il tempo passa e più ci si lamenta che le istituzioni non fanno nulla per colmare il divario tra musica colta e pubblico. Qual è la sua opinione in merito?
Le istituzioni che lei cita nascono – teoricamente – per formare dei professionisti della musica. La grande assente in Italia è proprio l’educazione musicale per tutti, per i nuovi fruitori della musica classica, che non saranno necessariamente concertisti o compositori, ma persone che si arricchiscono con il semplice ascolto. Se pensiamo che non si studia la storia della musica neanche in un liceo capiamo come siamo indietro…

Intervista raccolta da Laura Brucalassi per l’Unione Musicale

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