Il re danza è il terzo capitolo del progetto Favole in Forma Sonata. Nella vostra esperienza artistica cosa ha rappresentato questo viaggio teatrale nel cuore della scrittura musicale?
Pasquale Buonarota: Il progetto Favole in Forma Sonata ci ha permesso di esplorare assonanze e contrasti tra forme di composizione musicale e strutture narrative. Avvicinarle ha avuto l’effetto di potenziare i nostri orizzonti, trovando così, in maniera naturale, forme nuove per raccontare nuove storie e personaggi.

Alessandro Pisci: Esplorare un racconto – nella struttura, nella forma e nei contenuti – è parte integrante del nostro lavoro di scrittura teatrale per i ragazzi. La piccola, grande avventura di questo nostro progetto è stata quella di invitare ragazzi e adulti a esplorare con noi alcune forme classiche di composizione musicale come un grande libro di racconti. In questo senso, per noi si tratta di affrontare, non tanto o non solo una sfida didattica, ma una vera e propria avventura professionale nella poesia del teatro e della musica classica.

I primi due spettacoli erano centrati sulle figure di due grandi compositori (Mozart e Beethoven); quali sorprese ci riserverà invece Il re danza?
Pasquale Buonarota: La forma musicale scelta, la suite barocca, sarà essa stessa protagonista di questa nuova storia. Si metterà in scena una “festa barocca” composta da quattro danze. Queste, con i loro ritmi, cattureranno e trascineranno i personaggi in scena. Ogni atmosfera e ogni gesto sul palco sarà strettamente vincolato dal ritmo preciso e coinvolgente delle varie danze che si susseguiranno durante lo spettacolo.

Alessandro Pisci: A differenza degli spettacoli precedenti, dove protagonista-eroe del racconto era un grande compositore della forma musicale in oggetto, questa volta a guidare l’avventura dentro la suite barocca sarà un misterioso personaggio della vita di corte nell’epoca del Re Sole. Sarà lui il protagonista delle straordinarie metamorfosi artistiche e culturali che ancora sospendono quel contesto storico a metà fra leggenda e realtà.

Anche l’organico musicale si differenzia dai primi due spettacoli: al posto del pianoforte troviamo un ensemble strumentale. Come è nata la collaborazione con Il Gridelino Ensemble?
Buonarota e Pisci: Il nostro incontro è nato dall’intenzione di mettere in scena le Metamorfosi di Ovidio; la musica barocca ci è subito sembrata la più adatta a sostenere e incorniciare un progetto del genere.

Secondo il vostro parere di artisti che si rivolgono spesso a un pubblico di ragazzi, che ruolo ha la musica nello sviluppo di una persona?
Pasquale Buonarota: La musica apre nuove vie di comunicazione, con te stesso e con chi ti è vicino. E lo fa in maniera così potente e profonda da non avere bisogno di parole. Cosa si può desiderare di più nel rapporto tra genitori e figli? Per non parlare di quello tra attore e pubblico…

Alessandro Pisci: La musica non è soltanto un linguaggio espressivo ma è anche la civiltà di quel linguaggio, qualcosa che racconta di noi proprio mentre elaboriamo un qualunque pensiero o ricordo musicale.

Intervista raccolta da Gabriella Gallafrio per l’Unione Musicale

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