Ci può raccontare i caratteri salienti dei brani che eseguirà in concerto a Torino?
Tra i brani che ho scelto per il concerto di Torino, Agguati da ogni dove è una antichissima melodia sulla quale si sedimentano molti secoli di storia e di tradizione. Per questa ragione ha un forte sapore “tipicamente cinese”. Il cigno, invece, è una composizione relativamente moderna, che mette insieme tecniche esecutive e compositive cinesi e occidentali e ha quindi caratteristiche proprie della musica del nostro tempo; Ti regalo una rosa  deriva da una canzone popolare della provincia del Xinjiang. Come sapete, in Cina, oltre alla etnia più numerosa, quella degli Han,  vi sono altre 55 etnie, tutte con la propria ricca tradizione di musiche e di danza. “Ti regalo una rosa” coglie la gioia e la cordialità del mondo xinjianese. Ho scelto questi brani proprio per spaziare dalla tradizione antica alla modernità e alle espressioni delle culture locali, in modo da offrire al pubblico italiano una idea complessiva della ricchezza e della stratificazione complessa della tradizione musicale cinese.

Come dialoga la musica tradizionale cinese con la musica della tradizione colta occidentale, che eseguirà il suonatore di tiorba? Al di là delle evidenti differenze, ci sono punti di contatto?
Nella attuale tendenza alla globalizzazione delle economie e delle culture, si fanno sempre più stretti e frequenti i rapporti tra i paesi anche in ambito musicale, mentre le occasioni e le modalità di interazione si moltiplicano.
Culture e contesti storici diversi hanno dato luogo a forme musicali diverse, a stili diversi, a diverse concezioni estetiche, ma, all’interno del divario creato dall’uso di strumenti musicali differenti, da forme differenti di composizione, da contenuti e tradizioni differenti, si può sempre ritrovare  il momento di grazia della condivisione nella diversità. Il punto di condivisione più importante sta nel fatto che la musica è un prodotto che, a prescindere dalle diverse culture, nasce per dare voce ai sentimenti umani e, in questo senso, non riconosce confini tra stati, popoli e territori, né limitazioni nelle sue forme espressive. Le espressioni musicali delle diverse culture si influenzano reciprocamente e reciprocamente si fondono in una sorta di funzione catartica che coinvolge tutti, in  un crogiolo di sentimenti che tutti ci nobilita, dandoci la possibilità di godere della Bellezza.

La passione per la musica in lei è nata molto presto, all’età di 5 anni. Secondo la sua esperienza, che ruolo svolge la musica nello sviluppo di una persona?
La formazione musicale ha una grande funzione nella formazione dell’individuo, innanzitutto perché ne rafforza la volontà; inoltre, lo studio di uno strumento educa alla pazienza e alla costanza: devi fare come se dieci anni durassero un giorno… L’esecuzione musicale richiede un coinvolgimento coordinato e simultaneo del corpo e della mente. Quando si esprimono la ricchezza delle emozioni e l’intensità di un testo musicale servendosi delle tecniche di esecuzione richieste da uno strumento, non si esercitano soltanto la capacità di coordinamento tra la mano destra e la mano sinistra, ma anche la capacità di coordinamento tra le mani e la mente: si esercitano quindi tutte le capacità intellettive nel loro complesso. La musica, inoltre, è una forma di purificazione dell’anima che ha la capacità di dare profondità al pensiero, di sollevare lo spirito, di dare gioia e riempire la vita.

Una ricca esperienza musicale fatta di canto, ascolto e movimento pare che porti vantaggi molto significativi ai bambini anche per l’apprendimento di altre discipline. Secondo la sua esperienza di docente, si differenzia chi ascolta o studia musica da chi non lo fa?
Tra i miei studenti, individuo immediatamente coloro che già avevano avuto in passato una formazione musicale: sono diversi dagli altri, più vivaci e ricettivi e posseggono una più matura capacità di fruizione estetica. Qesto, però, vale anche per i vecchi: i vecchi che hanno studiato musica da bambini sono diversi dagli altri vecchi, hanno una mente più limpida, sono più giovani.

Negli ultimi anni l’Unione Musicale sta realizzando molte iniziative volte al coinvolgimento del pubblico giovane. In Cina la musica “classica” dal vivo viene seguita dalle nuove generazioni? Con quali attività si cerca di invogliare il pubblico a partecipare ai concerti?
In Cina si pone una attenzione sempre maggiore alle esigenze spirituali dell’individuo e la società contemporanea è molto ricca di stimoli culturali.
La musica tradizionale è un patrimonio  del nostro popolo  stratificatosi attraverso i millenni, in molteplici e ricchissime varianti. Una concezione estetica in cui la bellezza coincide con  l’armonia, una ricerca estetica che coinvolge la creatività espressa attraverso tutti gli stili, con tutte le loro implicazioni concettuali, attrae oggi un numero crescente di appassionati.
Inoltre, Il concetto di rinnovamento applicato alla musica tradizionale, fondendo insieme tradizione e modernità, offre al pubblico emozioni nuove, facendogli apprezzare la straordinaria vitalità della tradizione: una musica che conservi la tradizione ma contenga anche un nuovo spirito moderno risulta di ricezione più facile per il pubblico.
Nell’ambito della formazione scolastica e della valorizzazione del patrimonio musicale del passato, e all’interno delle iniziative volte a introdurre la musica tradizionale nelle scuole, in Cina si sono aperti corsi di musica tradizinale nelle scuole elementari, ponendo particolare attenzione alla cultura tradizionale all’interno della formazione musicale nel suo complesso e rafforzando la conoscenza e la consapevolezza del valore della propria cultura autoctona. Anche i media contribuiscono a promuovere festival musicali e iniziative culturali che proteggano e valorizzino le eccellenze della tradizione: sono tutte iniziative efficaci che contribuiscono a  costruire condizioni generali  positive e a  promuovere una idea diffusa di “sviluppo sostenibile” anche in ambito musicale.

Intervista raccolta da Laura Brucalassi per l’Unione Musicale

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