Intervista a Francesco Varano e Diego Vasserot dell’ensemble Tritono realizzatori dello spettacolo “I vestiti nuovi dell’imperatore”.

Qual è il ruolo della musica nello spettacolo “I vestiti nuovi dell’imperatore”? Come avete scelto i brani che verranno suonati/cantati?
Francesco Varano: i brani dello spettacolo sono per la maggior parte composizioni nuove. La scelta dei brani è avvenuta in base alla rielaborazione della fiaba originale. Per i personaggi principali abbiamo scritto brani inediti per delinearne le caratteristiche più evidenti. L’unica cover utilizzata è Vanità di vanità di Branduardi che serve a sottolineare la superficialità dell’imperatore e della sua corte. Vi sono poi tre momenti musicali solo strumentali: l’ouverture che è un sunto iniziale di tutti i temi che accompagneranno la narrazione; il risveglio del villaggio, in cui si utilizza la loop station per creare una sinfonia di suoni che ricalchi le attività del borgo; infine Smile, di Charlie Chaplin, utilizzato come finale dello spettacolo.
Diego Vasserot: oltre a quanto scritto da Francesco aggiungerei solamente la ricerca timbrica, che è una caratteristica fondamentale dell’ensemble poiché attraverso l’utilizzo di molti strumenti musicali si va a cercare di creare il clima ideale per ogni scena e per ogni monologo teatrale in modo da poter guidare e aiutare il pubblico a vivere lo spettacolo in prima persona.

Qual è il vostro rapporto personale con la musica? Che cosa preferite ascoltare e/o suonare?
Francesco Varano: personalmente i cantautori italiani, ma anche il rock, il funky e il jazz. La musica classica la centellino per i momenti di vera estasi.
Diego Vasserot: sicuramente la musica per me ha un ruolo importante nella vita. Mi ha permesso di studiare, suonare, conoscere e collaborare con molte persone di culture e stili musicali differenti. Trovo molto bello quando in un concerto o spettacolo si riescono a fondere diversi stili e generi poiché ogni musicista porta la propria esperienza e questo fa si che si viva la musica in maniera totalitaria e non settoriale. Un riferimento per me importante dal punto di vista musicale è sicuramente Bach e Mozart per poi arrivare al jazz di Miles Davis, Chet Baker, Winton Marsalis.

L’arrivo di tuo/a figlio/a influisce sul tuo approccio nel momento in cui progetti o realizzi un nuovo spettacolo?
Francesco Varano: Nel 2013 ho scritto Storia di Ulisse e di un Marinaio con una mano sola, perché con l’altra tenevo in braccio mio figlio. Per I vestiti nuovi dell’Imperatore è stato il mio primo critico: ha ascoltato i brani e la storia e ha dato suggerimenti. Durante una delle prove i nostri tre figli si sono improvvisati in una jam session di strumenti a percussione. Sì, indubbiamente influisce: è lo spettatore di riferimento per gli spettacoli per bambini.
Diego Vasserot: sicuramente diventare papà ha influito molto sulla musica, soprattutto dal punto di vista compositivo poiché  le emozioni che si provano sono talmente forti che emergono quando si deve scrivere un brano.

Che cosa pensi dell’offerta musicale rivolta all’infanzia?
Diego Vasserot: io penso che in questi ultimi anni sia stia dando finalmente spazio all’infanzia, sotto tutti i punti di vista. Penso inoltre che purtroppo molte volte gli adulti pensano che i bambini debbano ascoltare solo “musica per bambini” ( che non so cosa voglia dire…!)senza sapere che i bambini sono in grado di ascoltare e comprendere ogni genere musicale: dalla classica, al jazz, al rock etc. E’ stata proprio questa convinzione che ci ha spinti a  scrivere uno spettacolo per e con i bambini.

Tritono realizza anche spettacoli per un pubblico adulto. Come cambia il vostro approccio quando ideate uno spettacolo per bambini?
Francesco Varano: Cambia il linguaggio, ma non i contenuti e il metodo. Sono convinto che i bambini possano comprendere tematiche anche molto complesse purché si trovi il canale comunicativo giusto. Come facciamo di solito, prima individuiamo una storia o un testo che vogliamo mettere in scena, poi ne estrapoliamo il tema che ci interessa affrontare. In seguito, mentre i musicisti elaborano il clima sonoro dello spettacolo, io scrivo il testo della narrazione e delle canzoni originali. Infine mischiamo e affiniamo tutto!

A quali brani musicali o quali compositori/cantautori ti piacevano particolarmente da bambino?
Francesco Varano: Da bambino mi piacevano molto i gruppi rock pop dell’epoca (gli Europe e i Bon Jovi), ascoltavo Michael Jackson ed Eros Ramazzotti. Poi è uscito Blues di Zucchero e credo di aver ascoltato solo quello per un anno. Odiavo la musica popolare, che poi ho imparato ad amare follemente. L’incontro con la musica vera l’ho avuto solo al liceo, grazie a un compagno musicista che mi ha insegnato ad ascoltare.
Diego Vasserot: il mio primo approccio con la musica  è stata la musica classica, che ho poi ho coltivato studiando in Conservatorio, ma allo stesso tempo mi piaceva molto ascoltare gruppi come i Queen, Led Zeppelin, Frank Zappa, Stevie Wonder  per poi avvicinarmi al jazz, con il quale ho approfondito gli studi sia dal punto di vista strumentale che compositivo.

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