L’esperienza fisica, sensoriale, emotiva, quasi spirituale di suonare in un quartetto e, per uno strumentista ad arco, qualcosa che non ha confronti. Sarà perché ci si trova coinvolti in un processo musicale unico, in un’alchimia fatta di esecuzione, analisi della partitura, dialogo costante tra le modalità espressive di ogni strumento. Sarà che i grandi compositori hanno affidato al quartetto le loro sperimentazioni più ardite, le riflessioni più profonde, talvolta un vero testamento spirituale, e che suonare in quartetto vuol dire lasciarsi coinvolgere e travolgere in modo totale dai giganti del passato. Sarà anche perché i musicisti di un quartetto si scelgono tra loro, si “fiutano”, e talvolta trascorrono più tempo insieme di quanto facciano con le rispettive famiglie. Ma non esiste nessun altra formazione che sviluppi un tale senso di dipendenza e appartenenza reciproca, e perdere per strada uno dei membri della “famiglia” e davvero qualcosa che assomiglia ad una amputazione. E’ purtroppo accaduto al Quartetto Artemis, uno dei più acclamati al mondo, per la prematura scomparsa nel luglio 2015 del violista Friedemann Weigle. Nell’impossibilità per l’Artemis, almeno per il momento, di riprendere l’attività concertistica, e proprio in memoria di Friedemann Weigle che salirà sul palco del Conservatorio il giovane e affermatissimo Quartetto Schumann.
Formato dai tre fratelli Erik, Ken e Mark e dalla violista Liisa Randalu, il Quartetto Schumann ha vinto il Concorso Internazionale di Bordeaux nel maggio 2013 sollevando l’entusiasmo del pubblico e della critica e si è distinto al Concorso Premio Paolo Borciani di Reggio Emilia, al Concorso di Osaka e al Concorso di Graz nel 2012. Ha studiato con l’Alban Berg a Colonia e poi con Gunter Pichler a Madrid e Harald Schoneweg a Colonia, seguendo inoltre corsi tenuti da Quartetti Schoenberg e Hagen. Quartetto in residence presso la Robert Schumann Saal di Dusseldorf, suona regolarmente nelle più importanti sale da concerto europee, in Giappone e Canada e fa parte degli artisti ospiti della Chamber Music Society of Lincoln Center di New York. Nel 2013 e stato pubblicato il primo cd con musiche di Beethoven, Bartók e Brahms, il secondo, con musiche di Mozart, Ives e Verdi, e del gennaio 2015. (Articolo di Gabriele Montanaro)

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