Per il Gomalan Brass ha risposto il trombettista Marco Pierobon

Il programma “Gomalan on classic” prevede una carrellata di brani scritti in epoche e stili molto diversi. Come scegliete le musiche da eseguire?
In generale scegliamo i brani del repertorio a seconda del nostro gusto personale, ma anche al grado di “adattabilità” alla nuova veste che assume a seguito dell’arrangiamento. Ad esempio, Mozart è difficilissimo da rendere in una versione non originale, invece altro repertorio si adatta molto più facilmente.

I brani che presentate sono stati composti originariamente per altri organici. Le trascrizioni sono state realizzate da voi stessi? Quali sono le caratteristiche che ricercate in una trascrizione?
Tutti i brani sono stati arrangiati da me. E questo è ovviamente un vantaggio, nel senso che è più facile “cucire” l’arrangiamento su misura, sapendo chi lo suonerà e le caratteristiche dei miei colleghi. La trascrizione deve “funzionare”. E pur essendo filologicamente una forzatura, lo scopo è quello di fare in modo che il brano sembri composto esattamente per il nuovo organico.

 Voi fate parte di alcune delle più prestigiose orchestre liriche e sinfoniche italiane. Quali opportunità vi offre questo tipo di formazione?
Innanzitutto la scelta in prima persona del repertorio. Decidere cosa suonare non è cosa da poco. Ma anche esporsi sul mercato, la gestione del gruppo, i contatti… Ci sono molte più opportunità di stringere connessioni esterne con un gruppo da camera piuttosto che in orchestra.

 C’è un brano tra quelli che eseguirete al quale siete particolarmente affezionati e perché?
Direi West Side Story. È una suite che abbiamo inserito nel nostro repertorio molto tempo fa. Quest’anno festeggiamo in nostri “primi” 20 anni di attività e Bernstein è stato un autore che ci ha accompagnato in numerosi progetti.

 Esecuzioni di alta qualità e divertimento: è questa la migliore strategia per attirare nuovo pubblico in sala da concerto?
Penso che qualsiasi soluzione volta ad avvicinare esecutore ed ascoltatore sia valida per attrarre nuovo pubblico. La ritualità della musica classica spesso esasperata scoraggia molti interessati a proseguire nel meraviglioso ascolto dei grandi capolavori. Noi non vogliamo ovviamente svilire o sbeffeggiare la grande Musica. Anzi. Siamo convinti che dopo una risata durante la scherzosa presentazione di un brano, poi si ascolti meglio. Decisamente meglio!

Intervista raccolta da Laura Brucalassi per l’Unione Musicale

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