lunedì 23 ottobre 2017 – ore 20
Teatro Vittoria – via Gramsci, 4 – Torino
l’altro suono

Il Pomo d’Oro
Edgar Moreau violoncello

Johann Adolf Hasse (1699-1783)
Grave e Fuga in sol minore

 Giovanni Benedetto Platti (1697-1763)
Concerto in re maggiore per violoncello, archi e continuo WD 650

Francesco Durante (1684-1755)
Concerto a quattro in mi minore

 Antonio Vivaldi (1678-1741)
Concerto in la minore per violoncello, archi e basso continuo RV 419

 Johann Adolf Hasse
Sinfonia in sol minore per archi e basso continuo op. 5 n. 6

 Georg Philipp Telemann (1681-1767)
Divertimento in si bemolle maggiore TWV 50 n. 23

 Luigi Boccherini (1743-1805)
Concerto in re maggiore per violoncello, archi e basso continuo G. 479

«Un talento da tenere d’occhio: un interprete di grande forza e immaginazione, una promessa»: ecco a voi il violoncellista ventitreenne Edgar Moreau, enfant prodige che a quindici anni ha vinto il premio come partecipante più promettente al Concorso Rostropovič di Parigi e a diciassette il secondo posto al Concorso Čajkovskij di Mosca.
Occasione da non perdere ascoltarlo dal vivo lunedì 23 ottobre 2017 (Teatro Vittoria – via Gramsci, 4) per l’inaugurazione della serie l’altro suono dell’Unione Musicale, che da vent’anni ha attratto l’attenzione del pubblico verso la musica antica e preclassica, in un momento in cui tali repertori erano pressoché assenti dai cartelloni delle grandi stagioni concertistiche.

Dopo i recenti successi al Schleswig-Holstein Musik Festival, alla Kölner Philharmonie, al Festival di Annecy e il debutto BBC Proms Edgar Moreau arriva a Torino insieme a Il Pomo d’Oro, orchestra di straordinaria qualità che riunisce alcuni dei migliori giovani interpreti a livello internazionale per l’interpretazione su strumenti d’epoca, presente ormai nelle più prestigiose sale da concerto come il Théâtre Royal di Versailles, la Wigmore Hall, il Theater an der Wien, il Théâtre des Champs Elysées.
I programma del concerto inanella pagine per violoncello e orchestra di Platti, Vivaldi e Boccherini e pagine sinfoniche di Hasse, Durante e Telemann, tutti brani che metteranno in luce sia l’approccio elettrizzante e fresco del Pomo d’Oro sia le doti con cui Edgar Moreau sta impressionando il pubblico della classica: suono caldo, ampio e fluido fraseggio, arco sicuro e fisicità esuberante.
«Lavorare su questo repertorio con Il Pomo d’Oro – ha dichiarato Moreau – è stata un’esperienza molto gratificante. Due mondi diversi si sono riuniti: io sono un giovane violoncellista che desidera abbattere alcune barriere stilistiche e Il Pomo d’Oro è un’orchestra con una specifica conoscenza dello stile barocco e un forte rispetto del testo e della sua ornamentazione».

I brani in programma – che in parte si riferiscono all’ultimo disco di Moreau con Il Pomo d’Oro, Giovincello (Erato, 2015) – tracciano l’evoluzione e lo sviluppo delle potenzialità espressive del violoncello nel corso del diciottesimo secolo, epoca che vide rapidi sviluppi nella tecnica e nel repertorio dello strumento. Utilizzato in un primo tempo solo in funzione di accompagnamento, il violoncello assunse progressivamente un ruolo indipendente, tanto da influenzare la nascita del concerto solistico.
Proprio il Concerto RV 419 di Vivaldi (del 1720) è uno dei primi esemplari di concerto solistico per violoncello e contiene tutti gli elementi tipici della struttura e dell’essenza di questo genere musicale: divisione in tre movimenti e alternanza tra orchestra e solista, impegnato in brillanti passaggi virtuosistici o digressioni elegiache.
Al modello vivaldiano si rifanno anche i Concerti per violoncello di Giovanni Benedetto Platti (del 1740), che appartengono alla categoria delle composizioni dedicate ad aristocratici dilettanti per il loro uso personale. Qui alla sintassi vivaldiana, caratterizzata da ritmo animato e passaggi solistici brillanti, si mescola una scrittura più semplice e melodica, evidente in particolare nelle graziose frasi del violoncello dell’Adagio centrale.
Altro protagonista indiscusso della storia degli strumenti ad arco fu Luigi Boccherini, uno dei più grandi virtuosi della seconda metà del diciottesimo secolo che diede un contributo fondamentale all’avanzamento della tecnica e del repertorio per violoncello. Esemplificativo della sua produzione è il Concerto G. 479, composto a Vienna nel 1770.

 

poltrone numerate, euro 20
in vendita presso la biglietteria dell’Unione Musicale e online su www.unionemusicale.it

ingressi, euro 12
ingressi giovani fino a 21 anni, euro 5
in vendita il giorno del concerto presso il Teatro Vittoria dalle ore 19.30

BIGLIETTERIA E INFORMAZIONI:
Unione Musicale – tel. 011 566 98 11 – info@unionemusicale.it
martedì e mercoledì 12.30-17 – giovedì e venerdì 10.30-14.30

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