domenica 20 gennaio 2019 – ore 16.30
Teatro Vittoria, via Gramsci 4 – Torino
serie didomenica

Filippo Gorini pianoforte

 Fryderyk Chopin (1810-1849)
Sonata n. 2 in si bemolle minore op. 35
Ballata n. 4 in fa minore op. 52

Ludwig van Beethoven (1770-1827)
Sonata in do minore op. 111

 

Domenica 20 gennaio, presso il Teatro Vittoria di Torino alle ore 16.30, sarà per la prima volta ospite dell’Unione Musicale il giovane pianista Filippo Gorini, astro nascente del pianismo italiano che si sta rapidamente affermando sulla scena internazionale.
Nato a Carate Brianza, si è diplomato al Conservatorio Donizetti di Bergamo con lode e menzione d’onore, ha proseguito la sua formazione al Mozarteum di Salisburgo e tra i suoi grandi maestri ci sono Alfred Brendel, Maria Grazia Bellocchio e Pavel Gililov. Lodato per «il raro intelletto e per temperamento, immaginazione vivida e grande controllo», si è distinto nel 2015 vincendo il primo premio e il premio del pubblico nel Concorso “Telekom-Beethoven” di Bonn, «una vittoria che mi ha spalancato la porta per una carriera da concertista», afferma in una recente intervista in esclusiva per l’Unione Musicale. Ospite delle più importanti rassegne musicali nazionali, nello scorso mese di maggio ha sostituito Murray Perahia alla Società del Quartetto di Milano e, nello stesso mese, ha ricevuto il premio “Una vita per la musica – Giovani”, riconoscimento annualmente assegnato da un comitato di critici e musicologi presso La Fenice di Venezia.
Per il pubblico dell’Unione Musicale Filippo Gorini ha scelto un programma centrato su due grandi autori, Chopin e Beethoven: dopo la Sonata op. 35 e la Quarta ballata, nella seconda parte affronterà l’ultima delle beethoveniane Sonate per pianoforte: «L’op. 111 di Beethoven è una sonata che muove il cuore verso grandi profondità, con la capacità di farci soffrire quasi nella carne, e poi elevarci nello spirito verso la pace. È una delle composizioni più sublimi mai realizzate, che occupa un posto giustamente leggendario nella storia della musica, e suonarla mi colma ogni volta di gratitudine». L’intervista completa a Filippo Gorini è consultabile a questo link.

La serie concertistica Didomenica è in collaborazione con la Fondazione Ferrero di Alba e, oltre agli appuntamenti pomeridiani del Teatro Vittoria, prevede tre concerti nel mese di maggio presso l’Auditorium della Fondazione Ferrero di Alba, il concerto di Krystian Zimerman all’Auditorium del Lingotto (23 gennaio-ore 21) e quello di Mischa Maisky e i Virtuosi Italiani all’Auditorium della Rai (25 maggio-ore 21).

IL PROGRAMMA
Seconda in ordine di tempo e pubblicata nel 1840, la Sonata op. 35 è una delle più impressionanti composizioni chopiniane, sicuramente tra le più singolari del sonatismo romantico. Suscitò pareri discordi, anche presso musicisti che non avevano mai nascosto la loro ammirazione per Chopin, come Schumann e Mendelssohn. Al di là di queste considerazioni, resta il fatto che l’opera è “gigantesca” e si presenta fin dal primo movimento possente e solida. Da questa solida struttura si propagano frammenti di poetiche illuminazioni e, oltre alla celebre Marcia funebre, in cui si concentra come un’immagine fissa la maggiore emozione espressiva, contiene un primo tempo di sconcertante asprezza tragica, uno Scherzo fantasioso e un brevissimo Presto conclusivo «sottovoce e legato», dai risvolti timbrici di allucinante trasfigurazione.

Ultima delle quattro, la Ballata in fa minore op. 52 fu composta nel corso del 1842 e, più che alle sue tre consorelle, andrebbe confrontata con altri lavori chopiniani come lo Scherzo op. 54, la Barcarolle, la Berceuse o la Sonata op. 58. È infatti proprio con queste opere che la Ballata op. 52 condivide la liberazione dei contenuti emotivi in una dimensione di totale trascendenza, dove la soggettività è contemplata da lontano, dalle altezze di un rasserenato e puro mondo di suoni. La sbalorditiva novità dell’impianto architettonico, ormai proiettato verso la conquista della forma libera, deriva in gran misura da un’arte della variazione che si è fatta ancora più complessa, dove l’influenza di Bach è evidente nel consistente uso della scrittura contrappuntistica.

La Sonata in do minore op. 111 di Beethoven (1822) schiude mondi mai sospettati prima e li condensa in due soli movimenti. Siamo in do minore, come nella Quinta sinfonia, come nella Patetica; e proprio come nella Patetica Beethoven parte da un preambolo lento, il Maestoso, miracolo di energia compressa, che resta trattenuta nei ritmi, nelle sonorità, nelle armonie, fino a debordare di colpo nell’Allegro con brio ed appassionato, con il suo attacco spigoloso e poi l’imperterrito sgranarsi dei fugati, che poi improvvisamente si sciolgono in liberi recitativi. La chiusa stessa del brano è una vera e propria dissolvenza, che prepara al clima del secondo movimento, una serie di variazioni su un’incantevole Arietta dall’illuminante dicitura di Adagio molto semplice e cantabile.

 

poltrone numerate, euro 20
in vendita online e presso la biglietteria di Unione Musicale

ingressi, euro 12 e riduzioni per i giovani fino a 21 anni
in vendita il giorno del concerto presso il Teatro Vittoria dalle ore 16

BIGLIETTERIA
Unione Musicale, piazza Castello 29 – 101023 Torino
tel. 011 566 98 11 – info@unionemusicale.it
orario: martedì e mercoledì 12.30-17 – giovedì e venerdì 10.30-14.30

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