Come è strutturato il nuovo percorso “Musicaintasca”?
Il percorso “Musicaintasca” si pone come esperienza musicale giocosa e interattiva per i bimbi in età 3-4 anni e le loro famiglie.  Dei simpatici animaletti ci condurranno attraverso un viaggio alla scoperta della musica nascosta nel nostro corpo, straordinario strumento in grado di danzare, ridere, ascoltare, cantare e suonare come un set di multipercussioni!

Quali sono gli obiettivi di questi laboratori?
Abbiamo pensato questi incontri come momenti ludici in cui lavorare su tanti aspetti della musica: l’ascolto, il senso del ritmo, l’intonazione, ma soprattutto quel che ci sta a cuore è che lo sviluppo di questi prerequisiti musicali passi attraverso l’uso del proprio corpo, sicuri che l’istinto e l’esperienza fisica siano le radici su cui far crescere la musicalità che ogni bambino potenzialmente porta dentro di sé.
Non ci soffermeremo quindi su aspetti teorici o di alfabetizzazione, ma sull’esperienza musicale diretta, lasciando che gli animali del bosco ci conducano in un mondo incantato fatto di suoni, danze, canti, accompagnati dalla musica dal vivo che verrà eseguita utilizzando sia strumenti classici sia tradizionali

Secondo la tua esperienza umana e professionale, quale pensi che sia il ruolo della musica nella crescita di una persona?
Penso che la musica sia un mezzo espressivo fondamentale e che tutti i bambini debbano avere diritto a conoscerla, ascoltarla, plasmarla, giocandoci e usandola come meglio credono. Ogni bimbo la porta con sé, la vive nel quotidiano: la voce, il movimento, il respiro, il battito cardiaco sono già musica!  Per questo credo sia indispensabile dare a tutti stimoli e strumenti per saper esplorare e approfondire questo meraviglioso linguaggio.

In che modo il fatto di essere mamma ha influito sul tuo approccio nel progettare e realizzare le attività per i bambini?
Ho iniziato a far musica da bambina, grazie ai Piccoli Cantori di Torino, e ho iniziato a lavorare con i piccoli quando avevo solo 19 anni. Penso di aver conservato un cuore di bimba io stessa, e l’esperienza come mamma ha arricchito questo mio modo d’essere. I miei figli mi insegnano ogni giorno a stupirmi e a esplorare il mondo con occhi sempre nuovi, ed è quello che hanno sempre fatto anche i bimbi con cui ho la fortuna di lavorare. Viverlo da mamma è un dono ancora più grande. A casa giochiamo continuamente con la musica, ci viene spontaneo; canticchiamo, fischiettiamo, suoniamo qualunque cosa ci capiti a tiro, dalla marimba ai cucchiaini! Ogni parola diventa naturalmente ritmo, musica. Il modo in cui i miei figli interpretano e vedono la musica mi fornisce in effetti materiale continuo su cui riflettere, lavorare, creare per avere sempre idee nuove nel mio lavoro.

Quali sono le opportunità per chi come voi si rivolge ad un pubblico di bambini? Quali i “rischi”?
Le opportunità sono infinite e i rischi vengono sempre e solo dalle interferenze degli adulti, che spesso partono con dei preconcetti e dei limiti che sono estranei alla spontaneità dei bambini.

Qual è il tuo rapporto personale con la musica? Che cosa preferisci ascoltare/eseguire?
La musica fa parte della mia vita. Ho iniziato col canto corale da bambina, poi ho studiato percussioni e canto lirico e conosciuto la musica tradizionale del Sud Italia, su cui ancor oggi lavoro e che tocca in me corde profonde perché mia mamma è campana e mio papà pugliese. La musica popolare ha un’immediatezza incredibile e lo straordinario potere di parlare a tutti, come un ponte che annulla le differenze di età, lingua, cultura, estrazione musicale ed è fondamentale per me. Ma per carattere mi piace attraversare i generi e ascolto qualsiasi cosa. Amo molto il barocco, la musica contemporanea e la musica vocale da camera, Mozart, il jazz e ovviamente il folk di tutto il mondo.

Quali brani musicali o quali compositori/cantautori ti piacevano particolarmente da bambina/o? E oggi?
I miei genitori non sono musicisti, ma quando ero piccola ascoltavano molto De Andrè, Guccini e De Gregori… e io con loro. Questi ricordi d’infanzia sono rimasti nel mio cuore e si sono accumulati a tutta la musica che ho avuto la fortuna di ascoltare e vivere negli anni successivi.
Parlando di autori e compositori, l’amore per De Andrè non è mai finito. Per quanto riguarda la musica colta adoro Vivaldi, Pergolesi, Mozart, Schumann, Berio, ma ascolto con gioia tutta la buona musica di qualunque genere!

Intervista raccolta da Laura Brucalassi per l’Unione Musicale

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