mercoledì 8 febbraio 2017 – ore 21
Conservatorio Giuseppe Verdi – Torino, piazza Bodoni, 1
serie dispari

Benedetto Lupo / pianoforte

Robert Schumann (1810- 1856)
Blumenstück in re bemolle maggiore op. 19
Tre Romanze op. 28
Sonata n. 2 in sol minore op. 22

Aleksandr Skrjabin (1872-1915)
Sonata n. 2 in sol diesis minore op. 19 (Sonate-fantaisie)

 Sergej Rachmaninov (1873-1943)
Sonata in si bemolle minore op. 36 (seconda versione, 1931)

Considerato dalla critica internazionale uno degli interpreti più interessanti e completi della sua generazione, “pianista di eccezionale finezza… dotato di un tocco straordinariamente raffinato e uno stupendo controllo del suono” capace di unire “tecnica meticolosa e sensibilità romantica”, Benedetto Lupo ritorna all’Unione Musicale di Torino (mercoledì 8 febbraio 2017 – Conservatorio Giuseppe Verdi, ore 21) con un concerto che farà la gioia degli amanti del pianoforte.
In programma pagine di Schumann, Skrjabin e Rachmaninov che Lupo stesso commenta così: «Le Sonate che eseguirò hanno tutte e tre un carattere tempestoso. Le opere di Schumann, pur diverse tra loro per forma e contenuti, condividono più o meno lo stesso periodo creativo: vi si avverte la fascinazione per il Lied e, allo stesso tempo, l’esigenza di misurarsi con le forme del Classicismo. Ma il legame più forte è tra le due Sonate dei russi Skrjabin e Rachmaninov, che evidenziano all’ascolto la presenza di “rintocchi” insistenti e a volte ossessivi, oltre a una scrittura pianistica a “ondate”. E l’acceso linguaggio tardo-romantico, a volte tragico o persino allucinato, è un altro trait d’union».
Sui pezzi di Schumann aleggia l’ombra di Clara: Blumenstück è una “ghirlanda” che intreccia variazioni molti originali tanto che l’autore le definì “variazioni senza tema”, un omaggio pieno di charme, da cuore a cuore, reso d’irresistibile dalla speciale abilità di Schumann di lasciar ‘parlare’ il pianoforte. Le Tre romanze op. 28, su ammissione dello stesso Schumann, sono quasi un’emanazione dei pensieri di Clara, alla quale si deve infine anche la sostituzione del finale della Sonata op. 22 con un altro più consono per un’esecuzione in concerto.
Pianista di formazione e concertista di carriera, Skrjabin dedicò al suo strumento dieci Sonate che riflettono compiutamente l’evoluzione da un linguaggio ancora tardoromantico a una nuova dimensione musicale, segnata dalla sperimentazione sul suono, dalla congiunzione di simbolismo e spiritualità. La Sonate-fantaisie op. 19 si avverte il tormento di un artista (e di un uomo) in profonda crisi; l’anelito alla luce, così tipico della sua produzione, è qui spesso sopraffatto da un pessimismo oscuro e tragico.
La Sonata n. 2 in si bemolle minore op. 36, composta da un Rachmaninov all’apice della carriera, esprime il debito dell’autore russo verso Chopin, in particolare nell’incipit e nell’atmosfera placida del Non Allegro. Più originale il finale, che con il virtuosismo dei suoi arpeggi rutilanti segna una gloriosa catarsi, un riscatto emotivo tipico dell’autore.

poltrone numerate, euro 30
in vendita presso la biglietteria dell’Unione Musicale e online
ingressi, euro 20 (ridotti fino a 21 anni, euro 10)
in vendita il giorno del concerto presso il Conservatorio dalle ore 20.30

BIGLIETTERIA
Unione Musicale, piazza Castello 29 – 101023 Torino
tel. 011 566 98 11 – info@unionemusicale.it
orario: martedì e mercoledì 12.30-17 – giovedì e venerdì 10.30-14.30

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