mercoledì 12 dicembre 2018 – ore 21
Conservatorio Giuseppe Verdi, piazza Bodoni – Torino
serie pari

Andrea Lucchesini pianoforte

Franz Schubert (1797-1828)
Sonata in la minore op. 42 D. 845

 Robert Schumann (1810-1856)
Kreisleriana op. 16

A poche settimane dalla pubblicazione per Audite del nuovo audace disco Dialogues – che intreccia sei Sonate di Scarlatti con i sei misteriosi Encores di Berio, e i sei Moments Musicaux di Schubert, con le sei reminiscenze schubertiane “Idyll und Abrgund” di Widmann – già definito dalla critica “un completo successo”, Andrea Lucchesini ritorna all’Unione Musicale di Torino (mercoledì 12 dicembre 2018, Conservatorio Giuseppe Verdi, ore 21) per la seconda tappa di un progetto pluriennale che mette a confronto il ciclo delle Sonate per pianoforte di Schubert e i capolavori pianistici composti da Schumann negli anni Trenta.
Il progetto – che viene realizzato in esclusiva per l’Unione Musicale e gli Amici della Musica di Firenze – è un excursus carico di spunti musicali, ma anche letterari, biografici, poetici. Il filo rosso che unisce Schubert a Schumann è infatti inequivocabile avvincente, se si pensa che la grandezza dell’ultimo Schubert (qui testimoniata dalla Sonata op. 42) venne intuita inizialmente proprio da Schumann che, traendone impulso, decise di dedicarsi al pianoforte nei primi anni della sua luminosa carriera.

Descrivendo il progetto Andrea Lucchesini ha dichiarato: «Ho seguito il desiderio di approfondire la mia frequentazione di Schubert, dopo aver lavorato su pezzi brevi e densi come Improvvisi e Momenti musicali e soprattutto dopo aver affrontato le ultime tre grandi Sonate; il ciclo delle Sonate, che vorrei completare nelle prossime stagioni, è un modo per immergermi profondamente nei misteri di una scrittura apparentemente limpida, ma percorsa da inquietudini e rovelli modernissimi…
Schumann fu entusiasta artefice della postuma riscoperta di Schubert, rivelando una profonda condivisione spirituale con il genio schubertiano. Anche se molte sono le differenze biografiche e di contesto, molti aspetti avvicinano i due autori: la libertà creativa che si intesse nella trama di un artigianato sapiente, il lirismo e le improvvise accensioni drammatiche, l’alternanza tra grandiosi finali e attoniti spegnimenti nell’abisso del silenzio. Ho scelto quindi di accostare alle Sonate di Schubert lo Schumann della meravigliosa fioritura pianistica degli anni Trenta, che comprende capolavori assoluti».

Classe 1965, lanciato giovanissimo sulla scena mondiale dalla vittoria al Concorso “Dino Ciani”, Lucchesini ha mosso i primi passi proprio all’Unione Musicale di Torino, a soli diciassette anni, per poi tornare in molte altre occasioni, sia come solista sia in ambito cameristico.
Oggi, nel pieno della sua maturità artistica, il pianista toscano vanta un’importante carriera solistica internazionale (che gli è valsa il Premio Accademia Chigiana e il Premio Abbiati), alimentata da una passione che include tanto la classica quanto la contemporanea (con un’attenzione particolare per la produzione di Luciano Berio) e collaborazioni eccellenti con Abbado, Bychkov, Chailly, Dutoit, Gatti, Harding, Jurowski, Noseda e Sinopoli. Fondamentale inoltre è il suo costante impegno nel trasmettere il sapere e l’amore per la musica alle nuove generazioni, attraverso masterclass, incontri con gli studenti e progetti speciali per i giovani: dal 2008 al 2016 è stato direttore artistico alla Scuola di Musica di Fiesole, dal 2008 è Accademico di Santa Cecilia, mentre recentissima è la sua nomina alla direzione artistica dell’Accademia Filarmonica Romana.

Il recital inizierà con la Sonata in la minore op. 42 D. 845 di Franz Schubert, la prima ad essere pubblicata nonostante sia stata composta nel 1825, dunque nel periodo della piena maturità del compositore. Il primo movimento dell’opera testimonia molto bene le vie e i procedimenti secondo cui la classica sonata si sarebbe trasformata nell’età romantica: aspetti come il contrasto tematico e le tensioni tra aree tonali differenti perdono gradualmente peso; la fantasia dei compositori si interessa sempre meno al susseguirsi drammatico di esposizione-sviluppo-ripresa e lavora piuttosto ai riflessi interiori, agli indugi, alle compresenze: non importa più svolgere una trama, ma sentirla liricamente.

Seguirà Kreisleriana op. 16 di Robert Schumann, raccolta di otto folgoranti brani ispirati all’omonima opera letteraria di E.Th.A. Hoffmann e al suo protagonista, il bizzarro maestro di cappella Johannes Kreisler, personaggio perennemente diviso fra la venerazione dei modelli classici, con la loro sapienza formale, e l’irresistibile propensione alla forma libera, di cui l’improvvisazione è il caso estremo. Ottimo improvvisatore, Schumann n Kreisleriana evoca il modo di suonare di Kreisler, che non è fatto solo di scatenamento emotivo, ma anche di contemplazione e rarefazione sonora. Dal volo turbinoso del primo brano al tono sommesso e febbrile del terzo, dalla mutevolezza del quinto all’esuberanza un po’ nevrotica del settimo, passando per la fissità onirica dei brani lenti, Schumann scandaglia i tutti i gradi umorali, dalla depressione all’esaltazione, che rendono il lavoro avvincente e tecnicamente complesso.

L’intera intervista rilasciata in esclusiva per l’Unione Musicale da Andrea Lucchesini può essere letta alla pagina http://www.unionemusicale.it/intervista-a-andrea-lucchesini/

 

BIGLIETTERIA
poltrone numerate, euro 35
in vendita online e presso la biglietteria di Unione Musicale

ingressi, euro 20 e riduzioni per i giovani fino a 21 anni
in vendita il giorno del concerto presso il Conservatorio dalle ore 20.30

 Unione Musicale, piazza Castello 29 – 101023 Torino – tel. 011 566 98 11 –  info@unionemusicale.it
orario: martedì e mercoledì 13-17 – venerdì 10.30-14.30

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