Si conclude il ciclo ideato da Andras Schiff sulle ultime Sonate di Haydn, Mozart, Beethoven e Schubert. In questo meraviglioso progetto Schiff ha affrontato i capolavori della maturità di ciascuno dei quattro compositori, un percorso che ha fatto emergere vari aspetti: la tradizione in Haydn, la freschezza di Mozart, lo sperimentalismo di Beethoven e l’avanguardia in Schubert. In questo concerto conclusivo risulteranno evidenti le affinità e le divergenze che legano i quattro autori, il loro personale cammino e il loro confrontarsi con il passato. Mozart, per esempio, scrisse la sua ultima Sonata nel 1789, lasciando senza sforzo un canone di perfezione che detto legge per i posteri.
L’ultima di Haydn, scritta nel 1794, si apre con un ampio movimento – che Beethoven terra bene a mente – e termina con un omaggio a Mozart. Beethoven, sordo, compose la sua ultima Sonata nel 1822, cinque anni prima di morire, scardinando completamente quanto fino ad allora sentito. La concepì in soli due movimenti, nella stessa tonalità della celebre Quinta Sinfonia, spingendosi in terre cosi lontane da arrivare ad accenni di jazz prima di ogni jazzista. Schubert, infine, compose la sua ultima Sonata sei anni dopo, poche settimane prima di spirare. Il colossale spartito contiene tutta l’estetica e la poetica del compositore, un immenso capolavoro che, ovviamente, non venne compreso. L’editore Schott cosi si rivolgeva al compositore: «Se le capita di comporre qualcosa di meno difficile, al tempo stesso brillante, e possibilmente in una tonalità più facile, la prego di inviarmela subito!»
Schiff, grandissimo conoscitore di Bach, ha ormai il contrappunto nelle dita e nel cervello, e sarà una gioia sentir cantare inaspettate voci interne alle partiture dei quattro autori, di fatto tutti figli del grande Johann Sebastian. Trovare programmi cosi ben definiti che, dopo il piacere del concerto, lascino un seme fecondo di idee nello spettatore e cosa rarissima. Se in più c’è Schiff al pianoforte, allora il tutto si trasforma in un evento da ricordare. (Articolo di Paolo Cascio)

{Originale su www.sistemamusica.it }

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