Potreste raccontarci brevemente la storia del gruppo 4 Times Baroque? Perché avete scelpo questo nome?
Quando abbiamo fondato “4 Times Baroque” nel 2013 abbiamo pensato a quale lingua scegliere. I nomi italiani sono molto comuni per i gruppi di musica antica, quindi abbiamo deciso di sceglierne uno inglese e visto che siamo quattro ragazzi non abbiamo dovuto dubbi: 4 Times Baroque!

Qual è il vostro approccio interpretativo alla musica barocca? Suonate strumenti antichi?
Gli strumenti ad arco sono antichi, mentre il cembalo e il flauto sono riproduzioni esatte di strumenti storici. Cerchiamo di trovare il nostro modo di esplorare la musica dal barocco. Similmente alla generazione dei nostri insegnanti che ci hanno trasmesso un modo di eseguire la musica antica storicamente informato, proviamo a trovare un modo per ispirare la nostra generazione in modo che gli ascoltatori di oggi si divertano e apprezzino un concerto in cui si esegue musica antica!

Come avete scelto il programma che esibirai a Torino? C’è un pezzo a cui siete particolarmente affezionati? Se sì, perché?
Il programma si rifà al nostro ultimo cd Caught in Italian Virtuosity (per Deutsche Armonia Mundi) che a sua volta contiene musiche che abbiamo eseguito in vari concerti e che abbiamo modificato un paio di volte fino a quando non ne siamo rimasti davvero soddisfatti. Abbiamo scelto pezzi che ci accompagnano da molti anni, come la Triosonata di Pierre Prowo o ricchi d’atmosfera come il noto Concerto “La Notte” di Vivaldi. Abbiamo abbinato anche grandi opere orchestrali come Rinaldo di Händel che, suonate in stile cameristico storico, completano il programma.

Il vostro gruppo è stato selezionato nell’ambito del progetto EEEmerging. Che opportunità vi ha offerto questa esperienza?
Il programma EEEmerging ci ha aiutati a consolidare l’ensemble e a concentraci, tramite i diversi workshop che abbiamo seguito, sugli obiettivi che vogliamo raggiungere.

Oggi c’è un forte ritorno di interesse verso il repertorio barocco da parte di molti giovani interpreti e ascoltatori. Come spiegate questo fenomeno?
Pensiamo che un argomento forte a favore della musica antica sia che non ci sono regole troppo rigide su come approcciare o interpretare determinati pezzi. Inoltre questa musica è davvero estroversa e comunica molta energia. È divertente perché ogni volta che la ascolti in concerto suona in modo molto diverso!

Intervista raccolta da Laura Brucalassi per l’Unione Musicale

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